Serie B, continua il caos: bisognerà sospendere il campionato?

Serie B, continua il caos: bisognerà sospendere il campionato?

Di Francesco Paolo Traisci. L’estate tempestosa della giustizia sportiva non sembra avere mai fine. Con una raffica di provvedimenti il Tar del Lazio ha pronunciato una nuova parola nell’intricata vicenda dei ripescaggi in Serie B. E ora come si procederà? C’è il rischio di una paralisi?

di Francesco Paolo Traisci

L’estate tempestosa della giustizia sportiva non sembra avere mai fine. Con una raffica di provvedimenti, tutti datati 24 ottobre, il Tar del Lazio (e precisamente la Sezione I Ter, presieduta dal Consigliere Germana Panzironi) ha pronunciato una nuova parola nell’intricata vicenda dei ripescaggi in Serie B. Il giudice amministrativo ha infatti accolto le istanze cautelative proposte da Pro Vercelli, Novara e Ternana, sospendendo l’efficacia della decisione del Tribunale Federale Nazionale che, il 1 ottobre 2018, di fatto aveva dato il via libera ad una serie B a 19 squadre, senza ripescaggi.

Cosa ha deciso il Tar?

In definitiva, il Tar, sospendendo l’efficacia della decisione del giudice federale, ha sospeso quella di tutte le delibere in merito assunte dal Commissario Straordinario della FIGC e dalla Lega di serie B e Lega Pro in merito sia alla necessità dei ripescaggi sia ai criteri con i quali effettuarli, sia, infine, alla esclusione delle singole squadre ricorrenti dal campionato di Serie B. Tutto fermo! Innanzitutto le tre delibere pubblicate con i Comunicati ufficiali nn. 47, 48 e 49 del 13 agosto 2018, con le quali si stabiliva per il campionato di Serie B un numero di 19 squadre anziché di 22, modificando il preesistente format, e disponendo, conseguentemente, di non procedere all’integrazione dell’organico di tale campionato, come invece era stato previsto da due precedenti comunicati, che dunque venivano annullati. E con loro, tutti i provvedimenti consequenziali, fra cui quello della Lega B di approvazione del calendario e dell’esclusione di Ternana, Pro Vercelli e Novara dalla serie B e quelli, della Lega Pro, di inserimento di tutte queste squadre nei suoi 3 gironi.

Su che basi? Che cosa dice la sentenza?

La base giuridica è il famoso decreto-legge 5 ottobre 2018, n. 115 (Disposizioni urgenti in materia di giustizia amministrativa, di difesa erariale e per il regolare svolgimento delle competizioni sportive), meglio conosciuto come decreto Toninelli, che attribuisce alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo «le controversie aventi ad oggetto i provvedimenti di ammissione ed esclusione dalle competizioni professionistiche delle società o associazioni sportive professionistiche, o comunque incidenti sulla partecipazione a competizioni professionistiche», con contestuale esclusione, per le stesse controversie, di «ogni competenza degli organi di giustizia sportiva». Il TAR si riconosce quindi come la sede delegata per l’impugnazione dei ricorsi contro le pronunce del Tribunale Federale Nazionale della FIGC, che aveva respinto le richieste di ripescaggio delle tre squadre, ritenendo (come abbiamo scritto in precedenza su Il Posticipo) che il Commissario Straordinario ben avrebbe potuto tornare indietro sui suoi passi e dopo aver pubblicato i requisiti per il ripescaggio, vista la loro contestazione, ritornare indietro, annullando tutta la procedura. Ecco invece il TAR affermare il contrario: una volta iniziata la procedura di ripescaggio, con la presentazione delle relative domande da parte delle società interessate, corredate anche dalle richieste garanzie fideiussorie e contributi economici, non si può più tornare indietro e sarebbe stato necessario procedere con i ripescaggi.

In altre parole, spiega il collegio, il Commissario non avrebbe avuto alcun potere di ridurre il precedente format di una Serie B con 22 squadre alle 19 ammesse a disputare le gare secondo il calendario poi pubblicato. Non ne avrebbe avuto il potere sia perché avrebbe modificato il format troppo tardi a ridosso dell’inizio del campionato, sia perché l’avrebbe fatto senza acquisire il parere delle Leghe interessate, non prendendo in alcun modo in considerazione “il legittimo affidamento delle società che avevano preso parte alla procedura di ripescaggio”.  Aggiungendo anche che “a giustificare tali modalità particolarmente incisive di esercizio del potere non vale nemmeno il rilievo dell’esigenza di garantire con urgenza il regolare avvio dei campionati, posto che proprio i provvedimenti gravati hanno generato, per il loro contenuto di immediato impatto sulla posizione delle società interessate, come era prevedibile, un rilevante contenzioso che ha determinato una situazione di anomala incertezza sullo svolgimento del campionato attualmente in corso”. E su questo ci trova pienamente d’accordo.

Ed il campionato, potrà proseguire?

E quindi, secondo il Collegio, visto che “far proseguire il campionato avviato sulla base delle modalità previste nei gravati provvedimenti appare all’evidenza idonea ad arrecare un pregiudizio grave e irreparabile agli interessi della ricorrente di entità difficilmente quantificabile, nelle more della decisione del merito del ricorso, anche tenuto conto della fase meramente iniziale in cui, allo stato, si trova il campionato”, sospende tutti i provvedimenti impugnati, con conseguente obbligo, per le autorità competenti, di riesaminare gli stessi, sulla base della corretta applicazione del quadro normativo di riferimento”, indicato nel provvedimento stesso.

Ma in concreto, che significa?

Una prima considerazione: si tratta di un ordinanza cautelare, quindi una sospensione in attesa della decisione di merito che avverrà in seguito al regolare processo che riprenderà con l’udienza del 26 marzo prossimo, ossia a campionato quasi finito. È però evidente che la situazione deve trovare una soluzione immediata, non essendo ipotizzabile la sospensione del campionato. Una soluzione che potrebbe passare da una nuova pronuncia della giustizia federale, che partendo dalla illegittimità di una serie B a 19 squadre decida sui criteri di ripescaggio e, di conseguenza, su chi, fra i richiedenti abbia i titoli per essere ripescato. Ricordiamo che già il TNF (trovando d’accordo anche la Corte d’Appello Federale) si era pronunciato sui criteri, dichiarando illegittimi quelli che escludevano dai ripescaggi coloro che avevano subito sanzioni per alcuni illeciti amministrativi o contabili. Oppure dalla linea dura, scelta dalla Lega B: opposizione ad oltranza e ricorso al Consiglio di Stato per la riforma della sentenza del TAR deciso all’unanimità dall’assemblea di lega.  Vedremo che esito avrà… Anche se probabilmente si tratterà solo di altro tempo perso.

Quale futuro può ipotizzarsi?

Proprio per questo sembra consigliabile una decisione politica presa di comune accordo. E questa sembra la via scelta dal neo presidente. Si tratta di seguire le indicazioni dello stesso TAR, che di fatto non si è limitato a richiamare solo il TNF ma tutte le autorità competenti, per un riesame dell’intera normativa. E quindi una brutta gatta da pelare per il neopresidente Gravina, atteso che, se la matematica non è un’opinione, per passare dagli attuali 19 ai 22 indicati dal Collegio ci sarebbero solo 3 posti disponibili e, coloro che ritengono di avere le carte in regola sono 5, anzi 6, perché in tutto questo non bisogna dimenticare l’Entella, sospeso in attesa di una decisione sulla sua di riammissione, non già per un ripescaggio, ma per la vicenda Cesena. Sicuramente il Presidente Gravina ha indicato una preferenza per una B a 20 squadre, ma anche la consapevolezza che per fare questo saranno necessarie modifiche statutarie che dovranno avvenire nelle modalità messe in evidenza dal TAR, ossia con efficacia non immediata e di concerto con le Leghe interessate. Si profila quindi una Serie B a 22 squadre, con l’Entella Virtus fra le ripescate, con l’esclusione della 3° eventuale ripescata fra quelle che lo sarebbero in caso di riforma dei criteri originari (quelli che avrebbero penalizzato Catania e Novara), ossia il Siena.  E le altre 2? Catania e Novara o Ternana e Pro Vercelli? Vedremo.

Una vicenda che peraltro richiederà la collaborazione della Lega di B, che per ora ha alzato le proprie difese, mostrando la volontà di proseguire la vicenda giudiziaria, e della Lega Pro, entrambe attese a mettere in pratica quanto deciso ed eventualmente a sconvolgere i calendari in corso d’opera. A stretto rigore, secondo le indicazioni del TAR non ci sarebbe la possibilità di contentare tutti. Ma se vengono accontentati tutti, chi se ne lamenterà poi? Anche perché sicuramente gli esclusi sono pronti a far valere le loro ragioni economiche con richieste di ricchi risarcimenti per il pregiudizio che la mancata partecipazione al campionato di competenza avrebbe causato loro, così come peraltro suggerito dallo stesso TAR. Ed in tal senso appare indicativo lo scarica barile della responsabilità della scelta di far iniziare il campionato di B con 19 squadre fra la Lega B stessa e l’ex Commissario Straordinario Fabbricini!

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