Ripescaggi: una matassa da sbrogliare al più presto

Ripescaggi: una matassa da sbrogliare al più presto

Di Francesco Paolo Traisci. Cominciano a delinearsi i calendari della prossima stagione, anche se molti ancora rimangono fra “color che son sospesi”. Ancora non si sa con precisione quali saranno le squadre ai blocchi di partenza dei nostri tre campionati professionistici, ma bisogna fare presto.

di Francesco Paolo Traisci

C’è chi sogna alla grande e chi si dispera… chi sogna campioni e sfide memorabili e chi non si rassegna a non vedere più la propria squadra la domenica. A pochi giorni dalla presentazione ufficiale delle prossima stagione, cominciano a delinearsi i calendari, anche se molti ancora rimangono fra “color che son sospesi”. Fallimenti, mancate iscrizioni, rifiuti di iscrizioni per problemi contabili, punti di penalizzazione che potrebbero sconvolgere le classifiche… Ancora non si sa con precisione quali saranno le squadre ai blocchi di partenza dei nostri tre campionati professionistici, ma bisogna fare presto. Il 26 è già stato sorteggiato il calendario di serie A ed il 31 toccherà a quello di B.

SERIE A – È fatta per quanto riguarda la serie A. I due nodi sono ormai sciolti: ci sarà il Parma, la cui promozione diretta conquistata al termine del campionato era stata messa in discussione dal deferimento per frode sportiva, che nelle speranze di alcune dirette concorrenti avrebbe potuto comportare la riformulazione finale della classifica di serie B per la passata stagione, con la promozione del Palermo, ossia la squadra perdente della finale dei play off promozione. Non è stato così; con una sentenza che farà discutere su parecchi punti, il Tribunale Federale Nazionale ha sì condannato il Parma (ed il suo giocatore Calaiò) sottraendole 5 punti in classifica, ma ha stabilito che la sanzione sarà scontata nella stagione in corso (e visto che da qualche giorno siamo nella stagione 2018/2019, nella stagione appena iniziata). Per quanto riguarda invece l’altra pericolante, il Chievo, il Tribunale Federale ha assolto per un vizio di forma i clivensi (condannando invece il Cesena). Certo ci potrebbe essere un nuovo deferimento ma comunque ogni eventuale nuovo processo interverrebbe dopo la pubblicazione dei calendari, con buona pace del Crotone.

SERIE B – Stabilite le partecipanti al campionato di Serie A, toccherà a quelle del campionato cadetto. E qui cominciano le incertezze per i ripescaggi. Al posto infatti di Bari e Cesena, società fallite che riprenderanno, eventualmente, fra i dilettanti (a meno di fusioni o acquisti di titoli sportivi altrui, sempre negli angusti limiti della normativa federale), saranno ripescate due squadre, le prime due classificate nell’apposita graduatoria elaborata con i criteri formulati dalla stessa lega. Tutto chiaro: no; per niente… Perché i criteri di ripescaggio pubblicati con la delibera del Commissario Straordinario FIGC di cui al CU n. 54 DEL 30.5.2018, sono stati impugnati ed in parte modificati con una pronuncia del Tribunale Federale Nazionale. In particolare è stata annullata la parte in cui si escludevano dalla possibilità di ripescaggio i club che negli anni precedenti erano stati sanzionati per aver commesso illeciti contabili ovvero mancati pagamenti o addirittura altre forme di illecito, facendo così rientrare in gioco il Novara, che aveva presentato il ricorso, ed addirittura il Catania.  Queste due sarebbero ad oggi le prime ripescate in Serie B, essendo le migliori piazzate nell’apposita classifica. A questo punto però sono insorte quelle che in base al regolamento dei ripescaggi nella sua versione originale sarebbero subentrate: ossia Ternana, Siena e Pro Vercelli, preannunciando l’impugnazione della pronuncia presso la Corte d’Appello Federale. Che confusione! Il Tribunale sportivo ha infatti stabilito la nullità di quell’esclusione, ritenendo che si sarebbe trattato di una norma retroattiva, con una sanzione che al momento della commissione dell’irregolarità non era prevista in nessun modo e che peraltro sarebbe ulteriore rispetto a quella già scontata! Due principi, quello della tassatività della norma e della sua irretroattività, mutuati dal nostro diritto penale, violati dalla norma.  Reggerà questa motivazione di fronte alla Corte d’Appello? Lo vedremo presto…

CASO CESENA – A complicare ulteriormente la situazione c’erano anche alcune voci che avevano alimentato una fiammella di speranza anche per la Virtus Entella, retrocessa dalla B alla Lega Pro, nel caso di condanna del Cesena con punti di penalizzazione da scontarsi nel campionato 2017/2018.  In questo caso i liguri avrebbero scavalcato il Cesena in classifica e si sarebbero salvati sul campo. Ma, come direbbe un lettore attento: il Cesena è fallito! Questo è vero, ma nel ragionamento di chi ha sostenuto questa tesi, prima di fallire avrebbe dovuto essere sanzionato e, non potendo sanzionarlo per la prossima stagione (perché fuori dal calcio professionistico e con un futuro assolutamente incerto) avrebbe comunque dovuto essere sanzionato in questa stagione, riscrivendo la classifica dell’attuale campionato. A beneficio proprio della Virtus. Una teoria non priva di logica giuridica, ma che il Tribunale Federale non ha accolto, sanzionando sì il Cesena di 15 punti, ma da scontare nel campionato 2018/2019, “nel caso in cui la Società dovesse risultare iscritta a qualsivoglia campionato organizzato dalla FIGC”.

E L’AVELLINO? – Peraltro ancora non si sa per certo quanti posti saranno disponibili in Serie B, perché, allo stato attuale, ci sarebbe una terza squadra, l’Avellino, al quale le irregolarità contestate dalla Covisoc per una fideiussione fuori norma e per il mancato rispetto dei termini di deposito, per ora hanno determinato l’esclusione dal prossimo campionato. Anche in questo caso la decisione è stata impugnata (questa volta dinanzi al Collegio di Garanzia del CONI), che, come è prassi, arriverà ad una discussione e ad una pronuncia breve, ma comunque successiva al sorteggio del calendario di Serie B. E, qualora anche quest’ultima dovesse essere sfavorevole, ci potrebbe essere un ulteriore ricorso al TAR, con un allungamento dei tempi sproporzionato rispetto alle esigenze di celerità che la tempistica dei campionati impone. Tanto che c’è già chi, nel caso di accoglimento del ricorso degli irpini dopo la pubblicazione dei calendari, ipotizza una serie B a 23 squadre.

SERIE C – Veniamo alla Lega Pro, in cui ci sarà da colmare i vuoti lasciati dalle società fallite, Mestre, Reggiana ed Andria (che ripartiranno dai dilettanti) e dal Bassano che, in seguito alla fusione con il Vicenza ha liberato un posto, oltre che dai 2 o 3 (in caso di mancata iscrizione dell’Avellino) posti liberati da chi sarà recuperato in serie B, mentre Pistoiese, Matera, Lucchese e Cuneo sono riuscite a salvarsi in extremis. Il tutto dovrebbe dar luogo a 6/7 posti, ripartiti come a suo tempo già preannunciato: una seconda squadra di un club di Serie A, una fra quelle retrocesse dalla stessa Lega Pro ed una promossa dai play off di LND. E così via, a rotazione, per formare 3 gironi con lo stesso numero di squadre.

GRADUATORIA – La seconda squadra di un club di Serie A sarebbe quella della Juventus. Certezza anche per quanto per quanto riguarda le squadre di provenienza dalla LND, perché quest’ultima ha provveduto da tempo a stilare la propria graduatoria: Cavese e Como le prescelte. Per quanto riguarda invece le retrocesse dalla Lega Pro, nessuna classifica è stata stilata. Di sicuro, ci sarebbe solo il Prato, che pur essendo arrivato ultimo nel proprio girone, dietro al Gavorrano, sarebbe però l’unica fra le 5 retrocesse sul campo a avere le carte in regola per il ripescaggio. E ciò perché Gavorrano, Santarcangelo e Akragas nelle ultime stagioni sono già state fermate dalle penalizzazioni, mentre il Fondi ha già usufruito del ripescaggio un paio d’anni fa. Criteri di esclusione annullati per la Serie B, ma tuttora validi per la Lega Pro.

CHI TORNA IN C? – Ed allora chi sarebbe la seconda ripescata fra le retrocesse? Qualcuno propone di riprendere comunque in considerazione le altre retrocesse anche in assenza di titoli, ipotizzando un ballottaggio fra Sant’Arcangelo e Gavorrano (qui al contrario nessuna classifica è stata ancora stilata, chi è interessato può prendere la calcolatrice e darsi da fare). C’è chi si è sbilanciato a favore dei primi (anche perché i toscani hanno recentemente dichiarato di non aver le risorse economiche per sostenere i costi del ripescaggio, ammettendo quindi che non sarebbero intenzionati a fare domanda), ma non ci sarebbe nessuna certezza. Vi sarebbe però anche una differente ipotesi: la candidatura di squadre che non rientrerebbero in nessuna graduatoria, né dei retrocessi né di coloro che hanno perso i play off; squadre di tradizione, rappresentative di piazze importanti, che sarebbero pronte a sostenere i costi, per molti proibitivi, di un ripescaggio. Alcune nobili decadute con una nuova proprietà motivata e desiderosa di riportare la propria città nel calcio che conta. Per ora si tratta di autocandidature di chi non avrebbe, secondo i criteri attuali, i titoli necessari. Ma in futuro chissà!

NUOVI TERMINI? – Molto dipenderà anche da chi, avendone i titoli, avrà fatto domanda di ripescaggio nei termini previsti (27 luglio). Certo i costi (per la presentazione della domanda, ma anche per allestire squadre competitive, comprese quelle destinate alle competizioni giovanili obbligatorie, nonché quelle delle garanzie richieste) in molti casi stanno scoraggiano i presidenti che preferiscono rimanere in campionati meno dispendiosi. Se non dovessero esserci domande sufficienti, la Lega Pro dovrebbe comunque riaprire i termini per i ripescaggi, emanando, in alcuni casi nuovi criteri. Ed allora potremmo vederne delle belle!   

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