Ripescaggi, l’effetto domino incontrollato dei club

Ripescaggi, l’effetto domino incontrollato dei club

Di Francesco Paolo Traisci. È arrivato il tempo di stabilire le squadre ai blocchi di partenza dei prossimi campionati. Ma fra incertezze, squalifiche e mancate iscrizioni ancora non si sa bene chi prenderà parte a ogni categoria. E quindi, ci si prepara a stabilire i ripescaggi: un’impresa non certo semplice…

di Francesco Paolo Traisci

È arrivata l’estate, tutti i campionati nazionali hanno decretato i loro verdetti (con l’eccezione di quello di B, per il quale si aspetta la decisione sul caso Parma, ma questa è un’altra storia…). È arrivato il tempo di stabilire le squadre ai blocchi di partenza dei prossimi campionati. Ma fra incertezze, squalifiche e mancate iscrizioni ancora non si sa bene chi prenderà parte alla prossima Serie A e, di conseguenza alla B ed alla Lega Pro. Sono in molti infatti a sperare in un ripescaggio. Ma su quali basi. Come funziona? Con una raffica di comunicati, tutti del 30 maggio, la FIGC ha resi noti i criteri per il ripescaggio nelle tre Leghe professionistiche, perché questa attività spetta al Consiglio Federale (ed in sua assenza al Commissario Straordinario) in virtù dell’art. 27 dello statuto.   

SERIE A E SERIE B – Il comunicato 54 si è occupato della Serie A e della Serie B, individuando 3 criteri omologhi in entrambe:

1) La classifica nel campionato precedente. Con prevalenza delle retrocesse sulle non promosse. E così in serie A la 18 classificata (ossia il Crotone) otterrebbe 18 punti, la 19° (Hellas Verona), 17 e la 20° (Benevento) 16, poi la perdente dei play off di Serie B (Palermo) 15 e giù di lì fino all’ultima di quelle rimaste in B che avrebbe 1 punto. Lo stesso per il ripescaggio in serie B, solo con più squadre (e quindi più punti), partendo dai 51 della perdente dei play out per non retrocedere in Lega Pro, passando poi per le retrocesse direttamente in Lega Pro e per le perdenti dei play off di Lega Pro, a scalare fino ad 1 punto per le ultime non retrocesse. Ad ogni squadra viene attribuita una posizione in graduatoria e, di conseguenza un punteggio a scalare. Semplice, lineare… non tanto! Perché la graduatoria ed il relativo punteggio di ciascuna non rappresenta l’unico criterio. Conta solo per il 50 %. Quindi i 18 punti (che diventano 9) del Crotone potrebbero non servire da soli (sempre che ci sia uno spazio per il ripescaggio in serie A). E lo stesso per quanto riguarda la serie B, con numeri in assoluto più alti, ma tutto va riportato in proporzione. Potrebbe non essere sufficiente perché ad essi vanno sommati quelli derivanti da altri 2 criteri: quello della tradizione sportiva e quello degli spettatori. 

2) Per la tradizione sportiva, le stesse squadre prese in considerazione in base alla graduatoria ricevono un punteggio per ogni partecipazione ai campionati di A, B e C dalla stagione 1929 in poi (evidentemente differenti fra campionato di A, B, C1 e C2), per ogni scudetto, Coppa Italia e Coppe Europee vinte. In base al punteggio si forma una graduatoria con punteggio a scalare di 1 punto per ogni posizione (non sono previsti ex aequo), da 1 per quella classificatasi all’ultimo posto di questa speciale classifica, fino al massimo (18 per la A e 51 per la B). Questo punteggio conta per il 25% (per fare un esempio, quella dal palmares più ricco per quanto riguarda il ripescaggio in serie A, aggiunge al precedente punteggio ottenuto per la posizione in classifica del campionato precedente, 4.5 punti, mentre per il ripescaggio in B il massimo sarebbe 12,75).

3) Una terza graduatoria viene poi stilata in base ai dati SIAE sugli spettatori nelle gare interne: numero totale di spettatori per il campionato, diviso per il numero di partite disputate. Anche in questo caso la graduatoria attribuisce a scalare un punteggio che conta anche lui per il 25% e quindi potrebbe attribuire alla vincitrice 4.5 punti (sempre facendo riferimento alla Serie A, ma ci siamo capiti anche per la B).

ESCLUSIONI – Ma attenzione: non possono partecipare al ripescaggio le società già ripescate negli ultimi 5 anni, quelle sanzionate per illecito sportivo e quelle per il mancato pagamento dei propri tesserati ! Queste partecipano alla formazione di tutte e 3 le graduatorie (e quindi tolgono punti in quelle specifiche graduatorie a quelle messe peggio di loro per quel criterio) ma non possono essere ripescate!

LEGA PRO – Più complesso ancora (se mai sia possibile), il ripescaggio in Lega Pro e nella LND perché si tratta di campionati a più gironi e quindi deve essere stilata una graduatoria unica. E così per quanto riguarda il ripescaggio in LegaPro, nei comunicati 55, 56 e 57 ed in altri successivi o precedenti, si fa riferimento ad un ordine “successivo alternato”, fra una seconda squadra di club di Serie A fra quelle che ne abbiano fatto richiesta, una retrocessa dalla stessa Lega Pro e una che ha disputato la LND. Ma non è finita qui…

SECONDE SQUADRE – Ognuna di queste 3 componenti ha a sua volta una propria graduatoria. Quella delle seconde squadre si basa, a sua volta, su tre parametri: quello delle convocazioni dei propri giovani nelle rappresentative nazionali (a scalare dalla Nazionale A all’under 15) e quindi sulla bontà del vivaio per il 40%, con una graduatoria da 1 a 20 punti (e quindi per un massimo di 8 punti alla migliore); per il successivo 30%, quello della classifica dell’ultimo campionato. Quindi 20 punti alla Juventus, 19 al Napoli e così via fino alla 17ma (4 punti), con tre punti poi per la vincitrice della Serie B, l’Empoli, poi due e un punto alle restanti squadre promosse (quindi anche in questo caso per un massimo di 6 punti alla prima classificata in questa speciale graduatoria); e per il restante 30% sul numero medio degli spettatori allo stadio dalla stagione 2012/2013 alla stagione 2016/2017, calcolati come abbiamo visto anche in precedenza.

RETROCESSE – Dopo la prima classificata fra le seconde squadre, si passerà a ripescare la migliore fra le squadre retrocesse dalla Lega Pro, selezionate con i criteri individuati nel comunicato n. 56. In questo caso si ripetono i criteri e le ponderazioni previsti per la Serie A e la Serie B per le perdenti dei play off di Lega Pro, ossia quelli della classifica nella regular season (che conta per i 50 %), della “tradizione sportiva della città” e del numero di spettatori (per il 25% ciascuno).

NON PROMOSSE – In caso di ulteriore necessità di ripescaggio, tocca poi alla migliore fra le squadre vincitrici dei play off di LND, che si sono disputati fra la seconda, la terza, la quarta e la quinta di ciascuno dei 9 gironi (quindi con semifinali e finali). Al termine, fra le 9 vincitrici, una graduatoria unica redatta dalla stessa LND in base al Regolamento approvato con il Comunicato n. 57, con la valutazione della media punti ottenuti al termine della regular season, maggiorati con alcuni bonus relativi alla vittoria o alla finale della Coppa Italia ed alla vittoria nel concorso Giovani di valore. Quest’anno, per fare un esempio, prima si è classificata la Cavese, poi il Como, Matelica ed Albalonga ed a seguire le altre 5.  E poi ricomincia il giro: una seconda squadra, una retrocessa dalla LegaPro ed una dalla LND e così via…

LEGA DILETTANTI – Per quanto riguarda infine la LND, l’art. 29 del suo regolamento prevede che “nel caso di vacanza nell’organico del Campionato Nazionale Serie D e dei Campionati Nazionali Femminili, conseguente a rinuncia o ad altri motivi, il completamento degli stessi avviene per decisione del Consiglio Direttivo della Lega Nazionale Dilettanti assunta, in via prioritaria, sulla base dei criteri pubblicati prima dell’inizio del Campionato”. Mentre, sempre nell’art. 29 si prevede che “nel caso di vacanza negli organici degli altri Campionati, il completamento degli stessi spetta alla decisione del Consiglio Direttivo di ciascun Comitato Regionale utilizzando anche in questo caso, in via prioritaria, i criteri pubblicati prima dell’inizio del Campionato”.  E così per i ripescaggi nel Campionato di Serie D 2018-2019, si terrà conto della graduatoria appositamente stilata dalla L.N.D. tra le Società perdenti le gare di play out disputate a conclusione della attuale stagione sportiva e di quella stilata dal Dipartimento Interregionale, fra le Società perdenti le gare di spareggio promozione fra le seconde classificate del Campionato di Eccellenza. Di modo che, in caso di vacanza di organico, saranno ammesse, in ordine alternato, prima la migliore classificata fra le società retrocesse dalla Serie D, poi la migliore qualificata fra le società di Eccellenza perdente le gare spareggio-promozione, poi di nuovo una retrocessa e così via…

RIBALTAMENTO DELLE GRADUATORIE – Mentre già è stato annunciato che per gli anni successivi tale alternanza di criteri verrà automaticamente ribaltata, nel senso di stabilire il principio secondo cui il completamento dell’organico del Campionato Nazionale Serie D avverrà con una rotazione automatica, di stagione in stagione, fra le Società inserite nelle rispettive graduatorie delle retrocesse dalla Serie D e delle perdenti gli spareggi promozione dall’Eccellenza.  E le due graduatorie sono formate in base a criteri pubblicati nel comunicato n. 164 del 18 dicembre 2017, che  prevedono l’attribuzione di un punteggio specifico in base a parametri peraltro differenti rispetto a quelli precedentemente richiamati quali il bacino di utenza (da 5 a 1 punto a seconda che si tratti di una squadra di un capoluogo di regione o di provincia o di città con più o meno di 50.0000 abitanti), i meriti sportivi nel campionato appena terminato, il curriculum storico (4 punti per ogni partecipazione a campionati professionistici o fino a 3 per quelli dilettantistici), volume dell’attività giovanile (fino a 5 punti per ognuna delle partecipazioni alle varie categorie di campionati giovanili nel 2017/2018), meriti disciplinari (fino a 5 punti per le prime 3 classificate nel premio disciplina 2017/2018), valutazione dell’impianto in base alla valutazione del Comitato Regionale o Provinciale (punteggio variabile da 1 a 5 punti), con detrazioni di punti dovute a motivi disciplinari (squalifiche di giocatori o tesserati, punti di penalizzazione per la società ecc.). 

CAMPIONATI REGIONALI  – Per i campionati regionali infine (dall’Eccellenza in giù per intenderci) sono i singoli comitati regionali a decidere l’ordine dei ripescaggi, scegliendo chi privilegiare fra le non promosse dalla categoria inferiore e le retrocesse. Facendo un esempio, il Molise, che per i propri campionati ha deciso di seguire le regole dei play off per integrare le promosse per la classifica finale e dei play out per evitare la retrocessione, ha ufficializzato un criterio di preferenza per le prime in alternanza, dando così la precedenza nel ripescaggio alla perdente dei play off promozione, poi al secondo posto la perdente nella play out, e a seguire una dai play off promozione ed una dai play out.  Più complicato il caso di quei comitati regionali che hanno campionati in più gironi. Nel Lazio, ad esempio, in cui ci sono 2 gironi di Eccellenza e 4 di Promozione, conta innanzitutto la vittoria della Coppa Italia di categoria inferiore. Poi si privilegiano le squadre meglio classificate nella categoria inferiore (2 e 3 posto) e poi quelle retrocesse, poi di nuovo quelle da far salire dalla categoria inferiore. In generale però il criterio è spesso quello di alternare squadre da promuovere e squadre da salvare dalla retrocessione, iniziando a volte dalle prime ed altre dalle seconde.  Il tutto sempre in base ad una decisione del Comitato Regionale risalente all’inizio del Campionato stesso. 

MANCATE ISCRIZIONI, NON PENALIZZAZIONI  – Criteri complicati, quasi cervellotici… Un consiglio per chi è interessato: si compri un pallottoliere!  Ma attenzione: tutto questo meccanismo si applica nei casi in cui rimangano dei posti vacanti per la mancata iscrizione al campionato, non quando in seguito a penalizzazioni una squadra venga retrocessa o non venga promossa perché gli vengono tolti dei punti. In quei casi si ridisegna la classifica interna a ciascun campionato. Facciamo un esempio: se, in seguito ad una penalizzazione, la 17° classificata in serie A viene retrocessa, non si dà luogo al ripescaggio ma, a prescindere dai criteri stabiliti per questo, la squadra di serie A classificatasi al 18 posto risale di 1 posto e si salva. Lo stesso avviene quando una squadra di B che aveva conquistato la promozione sul campo viene penalizzata e superata in classifica dalla terza. 

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