Quando la FIFA…paga: su quali basi vengono indennizzate le squadre che partecipano ai mondiali?

Quando la FIFA…paga: su quali basi vengono indennizzate le squadre che partecipano ai mondiali?

Di Francesco Paolo Traisci. A distanza di quasi cinque mesi dal termine della rassegna in Russia, la FIFA ha comunicato di aver distribuito 209 milioni di dollari a 416 club di 63 federazioni nazionali diverse per la partecipazione dei giocatori dei propri club alla manifestazione iridata. Ma come funziona la ripartizione?

di Francesco Paolo Traisci

A distanza di quasi cinque mesi dal termine della rassegna in Russia, la FIFA ha comunicato di aver distribuito 209 milioni di dollari a 416 club di 63 federazioni nazionali diverse per la partecipazione dei giocatori dei propri club alla manifestazione iridata. E questo in seguito al cosiddetto Club Benefit Program, che, nato da una intesa fra la FIFA e l’ECA alla vigilia dei mondiali del 2010, vede sempre più soldi piovere sui club anche come parziale ristoro quando i propri giocatori più rappresentativi partecipano alla fase finale dei campionati. Giocatori che viaggiano durante le soste per rispondere alle convocazione delle proprie nazionali e che saltano parte del ritiro per recuperare le vacanze non fatte per i mondiali. Già dopo i mondiali del 2010 furono distribuiti 40 milioni, che salirono a 70 per i mondiali brasiliani fino ad arrivare ai 209 attuali.

Ma come funzionano i conteggi?

Si parte dalla somma totale, che è una percentuale dei proventi ottenuti dalla FIFA: 209 milioni. Questa somma viene divisa per il numero di giornate complessive della competizione, che risulta dalla somma dei giorni in cui è stata impegnata ciascuna nazionale nella fase finale, calcolata partendo dalle due settimane precedenti il primo match fino al giorno successivo l’ultima gara disputata da ciascuna, moltiplicata per il numero complessivo dei giocatori partecipanti, ossia 23 per ciascuna delle 32 squadre (quindi 23 per 32 fa 763), a prescindere se siano scesi in campo o meno. Questo, nei calcoli fatti dalla FIFA, corrisponde a 24.500 giornate. Di modo che 209 milioni diviso per 24.550, fa sì che, per ogni proprio giocatore che ha partecipato, il club riceverà 8.530 dollari al giorno, che vengono moltiplicati per il numero effettivo di giornate che hanno visto la sua nazionale impegnata. Tutto chiaro, preciso, matematico: ciascun club riceve una somma calcolata in base al numero dei propri giocatori e delle giornate che la nazionale di questi hanno disputato.      

Tutto questo ha portato soldi a ben 416 club attraverso 63 Federazioni Nazionali. La parte del leone sicuramente l’hanno fatta le federazioni dell’UEFA con ben 157,8 i milioni (sui 209 totali) dove domina la FA inglese (37,4 mln), poi Spagna e Germania, con l’Italia al 4° posto con 17,4 mln e ben 31 le federazioni beneficiarie. Poi i club asiatici con quasi 20 milioni (6.5 milioni alle società della Federazione dell’Arabia Saudita, prima delle non europee), ed, a seguire, Nord e Sud America, e ultima l’Africa. La FIFA versa i contributi alle singole Federazioni nazionali, che poi provvederanno a distribuire a ciascun club che ha fatto apposita domanda quanto previsto. Ma non si tratta di un indennizzo alla Federazione nazionale, ma ai club di quella federazione: la federazione infatti riceve direttamente un contributo per la partecipazione della propria rappresentativa nazionale alla fase finale; in questo caso invece la Federazione si limita a distribuire il contributo ai club che avendone fatto richiesta ne hanno diritto, a prescindere dalla squadra nazionale per la quale i cui i propri giocatori sono scesi in campo.

Come sono stati distribuiti gli incassi?

Club più ricco il Manchester City che ha ricevuto quasi 5 milioni, poi Real Madrid (4.8) il Tottenham (4.4); solo quarto il Barcellona con 4.1 milioni, precede il Chelsea con 3.8. Prima delle italiane, la Juve con circa 3 milioni, Prima fra le non europee l’Al Hilal saudita (ossia metà della nazionale di quel paese insieme all’altro club Al Ahli) precede con circa 2 milioni l’Al Ahly egiziano, prima fra le Africane. Prima fra le sud-americane il Boca con 1.13 milioni. In realtà molti club hanno superato il milione: oltre alle già menzionate anche FC Copenhagen (Danimarca), Celtic FC (Scozia), RSC Anderlecht (Belgio), AFC Ajax e Feyenoord Rotterdam (Olanda).

Il tutto in base a due parametri: il numero di giocatori ed il cammino delle rappresentative nazionali per le quali hanno giocato. Peraltro la somma per ciascun giocatore va distribuita fra i club che lo hanno annoverato fra i propri tesserati negli ultimi due anni prima del mondiale, con quote in funzione della durata di permanenza in ciascun club. Cosicché se, per fare un esempio, nell’estate 2017 Mbappé è passato dal Monaco al PSG anche il Monaco ha diritto ad una quota (precisamente il terzo) relativamente a quel giocatore (somma peraltro alta perché la sua nazionale ha vinto i mondiali, arrivando quindi fino alla fine). Non conta quindi solo il numero di giocatori impegnati, ma anche il cammino della nazionale di ciascuno e la durata del periodo del tesseramento di ciascuno. Ad esempio, il Chelsea, che con il Manchester City ha prestato ben 19 giocatori alle varie nazionali è infatti arrivato solo sesto negli incassi, preceduto anche da Barcellona e PSG. 

E fra le Italiane?

Detto della Juventus prima per distacco sull’Inter 1.8, vengono poi Napoli con 1.7, Milan e Samp con 1.3, poi Roma (1.2) Fiorentina, Bologna tutte sopra il milione. Ed ancora Torino 800.000, Udinese, Lazio. Quasi tutta la attuale serie A con il Cagliari, ultimo con 90.000, ad eccezione di Frosinone e Chievo, ma con Hellas Verona, Crotone e Salernitana (poco più di 47.000). Cifre modeste se paragonate al monte ingaggi delle singole squadre, ma come si dice spesso… tutto fa brodo!         

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