Milan, vincere e subito: occhio al blocco del mercato

Milan, vincere e subito: occhio al blocco del mercato

Di Francesco Paolo Traisci. Questa la mission per Rino Gattuso, perché il Fair Play dell’Uefa non perdona. Si, è vero, a luglio il Milan è stato riammesso a partecipare alla Europa League, ma il futuro non lascia presagire nulla di buono. Presto arriverà la sanzione, anche se la partecipazione alle competizioni europee non sembra in pericolo.

di Francesco Paolo Traisci

Sono finalmente arrivate le motivazioni che hanno indotto il TAS a riammettere, in extremis, il Milan alle Coppe Europee, annullando di fatto la decisione del Comitato Fair Play dell’UEFA che non aveva concesso la Licenza Uefa al club rossonero. E, indicativi a tale riguardo, sono i commenti del numero uno dell’UEFA, Ceferin, che ha affermato che la riabilitazione del Milan dimostrerebbe che il nuovo FPF dell’Uefa funziona bene. Cosa ha voluto dire? Leggendo il quadro del nuovo FPF targato 2018, possiamo sintetizzare che la vera novità è la maggior attenzione verso una solidità finanziaria dei club ed una continuità aziendale nella loro gestione, con una rigorosa pianificazione di ricavi e debiti. E sicuramente è proprio il riesame del caso Milan, ad opera del TAS alla luce di questi nuovi parametri, ad aver consentito la partecipazione del club rossonero all’attuale Europa League, discostandosi dalla valutazione del Comitato FPF.

Cosa aveva detto Ceferin?

E che andassero prese in considerazione anche le nuove regole si può dedurre da alcune dichiarazioni rilasciate in primavera dallo stesso Ceferin, che all’epoca aveva espresso tutta la sua perplessità sulla solidità finanziaria del Milan, allora di proprietà cinese, e sul rispetto del FPF. Tanto che, al momento in cui furono rilasciate le dichiarazioni sul rispetto del fair play finanziario, avevano avuto una duplice chiavi di lettura. La prima: il forte indebitamento del Milan con il Fondo di investimenti che ne aveva finanziato l’acquisto aveva creato preoccupazione per il futuro stesso del club, che avrebbe rischiato il default qualora la proprietà cinese non fosse stato in grado di saldare il debito con il fondo. Default che a lungo andare avrebbe significato insolvenza e poi fallimento. La seconda riguardava invece il possibile mancato rispetto delle regole del Fair Play Finanziario dell’epoca e quindi la parità effettiva di bilancio. Su questo versante forti dubbi erano sorti sin dall’inizio, malgrado i vertici italiani della società ostentassero una tranquillità che molti hanno giudicato eccessiva.

Valutata la solidità aziendale?

Ma a mostrare che la vera chiave di lettura delle dichiarazioni di Ceferin era la seconda, ossia la preoccupazione, alla luce delle nuove regole del FPF 2018, di una mancata solidità imprenditoriale della società, sono le vicende successive, quelle che hanno portato alla sentenza del TAS ed alla “riabilitazione” del Milan: la liquidazione del patron cinese ed il subentro diretto del fondo Eliott nella gestione del club. In questo senso le nuove parole di Ceferin immediatamente dopo la sentenza mostrano la loro effettiva portata. Ceferin ha infatti detto che la vicenda del Milan sarebbe la prima dimostrazione che le regole del nuovo Fair Play finanziario funzionano. E che quindi il problema non era tanto la parità di bilancio del vecchio FPF, ma la continuità aziendale e la garanzia di solidità e di rinnovata professionalità nella gestione contabile della squadra, che ora sarebbero fornite dal fondo e dai professionisti da questo individuati per gestire direttamente il club (nella specie Gazidis).  Il vero problema, oltre al bilancio sempre in rosso (quello che sarà chiuso il 30 giugno annuncia un passivo di circa 75 milioni) era quindi quello della cosiddetta continuità aziendale. È questo ciò che ha sempre preoccupato l’UEFA! Ed è per questo il caso del Milan è diverso da tutti gli altri casi di FPF. Questo è proprio il punto! Con la rinnovata società, la pronuncia del Comitato Fair Play che aveva negato la licenza è sembrata troppo severa, anche alla luce dell’audizione e delle testimonianze della nuova gestione portate davanti ai giudici del TAS.

E allora quale futuro?

Una parte già lo abbiamo visto. In seguito alla pronuncia, il Milan sta disputando l’Europa League; con alterne fortune per la verità, ma senza perdere la speranza di qualificarsi per le fasi successive. Rimane comunque aperto il secondo fronte: quello della parità di bilancio. In estate il Milan approfittò della situazione per continuare con spese che certo non hanno ripianato i debiti. Ma adesso cambia tutto. Perché, pur annullando il diniego della licenza, perché ritenuta una sanzione sproporzionata troppo severa, il TAS ha rilevato che le regole sarebbero comunque state violate, invitando quindi il Comitato Fair Play a trovare una adeguata pena da infliggere. Multa pecuniaria, blocco del mercato in entrata, limitazioni alla rosa, obblighi di rientro attraverso vendite programmate… Queste le possibili sanzioni, il tutto ora con un eventuale patteggiamento, il Settlement Agreement. Sarebbe certo meglio per tutti trovare un accordo, con il club che potrebbe spingere verso il blocco del mercato ed un ripianamento programmato del deficit di bilancio, anche alla luce delle ultime due campagne acquisti estive che hanno già portato avanti un programma di ringiovanimento e rafforzamento della rosa. Della serie: “proprio in previsione del blocco, ho già fatto gli acquisti che dovevo fare per i prossimi anni… Ho una rosa giovane e competitiva e potrei rimanere così per i prossimi campionati”.  In alternativa, qualora l’accordo non venga trovato, ci potrebbe poi anche essere un nuovo ricorso al TAS, con un ulteriore allungamento dei termini.

Ma crediamo che, ora che il problema della continuità aziendale pare risolto, sia cominciata una nuova partita non meno difficile della prima: la palla è tornata al Comitato Fair Play, che potrà negoziare con il club la inevitabile sanzione. Quali tempi per la nuova decisione? Non è dato saperlo, anche se non pare esserci grande fretta. Le coppe sono in corso ed eventuali finestre di mercato per le sanzioni sono lontane. Per questo pare probabile una pronuncia entro la fine dell’anno, anche se un accordo potrebbe anche essere trovato anche prima. 

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy