Milan: l’UEFA chiama, la Cina risponde

Milan: l’UEFA chiama, la Cina risponde

Di Francesco Paolo Traisci. Il Milan ha tentato la carta del autofinanziamento per cercare di convincere l’UEFA della solidità finanziaria della società e della sua capacità di rientrare, nei tempi previsti, all’interno dei parametri del Fair Play Finanziario. E arriva la prima tranche dell’aumento di capitale.

di Francesco Paolo Traisci

Colpo di scena! Sembrava un pugile messo all’angolo, ma il patron cinese del Milan ha risposto presente. Potrebbero allontanarsi i nuvoloni neri che i tifosi avevamo visto addensarsi all’orizzonte, con la partecipazione alla prossima Europa League minacciata con il diniego della Licenza UEFA ed il rifiuto del Settlement Agreement. Il che non avrebbe consentito di partecipare alla competizione europea per la quale i rossoneri si sono qualificati sul campo dopo un campionato che definire travagliato appare un eufemismo. Nessuno in realtà può sorprendersi più di tanto per questo rifiuto di Settlement Agreement, frutto di un precedente rifiuto del Volountary Agreement presentato dalla società rossonera al momento del cambio di proprietà e respinto nell’ottobre scorso. Ma si tratta di un rifiuto che ha minato seriamente, oltre che l’autostima dei vertici societari, anche il rapporto con i tifosi, indignati per quello che è stato presentato come uno schiaffo ai loro occhi ingiustificato.

AUTOFINANZIAMENTO – E così, in attesa del responso dell’appello, il C.d.A. della Società rossonera, ha tentato la carta del autofinanziamento per cercare di convincere l’UEFA della solidità finanziaria della società e della sua capacità di rientrare, nei tempi previsti, all’interno dei parametri del Fair Play Finanziario. Autofinanziamento che passa attraverso un aumento di capitale votato proprio nella recente riunione dell’organo di governo della Società. E chi può finanziare la società immettendo liquidità nelle sue casse? I soci ed in particolare il suo proprietario, il Signor Li, che detiene la quasi totalità delle partecipazioni societarie, con un aumento di capitale.

PIANO B? – Pochi sono però quelli realmente convinti che il proprietario cinese sia in grado di rispettare le richieste; e così già sarebbe stato individuato il piano B. Uscita dalla gestione da parte del management di fiducia dell’imprenditore cinese e società affidata al Fondo Eliott, che provvederebbe alla sua ricapitalizzazione ed al ripianamento dei suoi debiti, in vista del reperimento di un nuovo acquirente. Piano B che sembrava in realtà il piano A, tanto palese appare la volontà del fondo di disfarsi del patron cinese, per rientrare al più presto delle somme prestate. Piano B messo però in dubbio dalla notizia di queste ore: il patron cinese si sarebbe si sarebbe impegnato a sottoscrivere interamente la propria quota e avrebbe già versato la prima tranche, in scadenza nei prossimi giorni. L’ufficialità del versamento è attesa a breve giro di posta.

LIQUIDAZIONE DI ELIOTT? – Dopo aver versato gli 11 milioni per la prima tranche, Yonghong Li dovrà poi provvedere, nei termini previsti, ai restanti 28, per arrivare alla somma complessiva di 38,79 milioni. L’uomo d’affari starebbe quindi cercando di “smarcarsi” dalla pressione del Fondo americano, nei confronti del quale comunque risulta ancora fortemente esposto. Ma comunque questa iniezione di liquidità potrebbe calmare un po’ la pressione su di lui e sul Milan. Pressione che proviene sia dal Fondo, che teme di perdere le proprie garanzie sul denaro prestato, e soprattutto dall’UEFA in chiave fair play finanziario. Come riferito da Il Sole 24 ore, però, cominciando da questo aumento di capitale (che in realtà sarebbe solo una parte del piano di ricapitalizzazione della società), il patron cinese starebbe cercando di mettere a punto un piano che gli consentirebbe di liberarsi del fondo rimborsandogli, alla scadenza prevista (fra 18 mesi), il prestito a suo tempo concesso per l’acquisto del club e per la liquidazione dei debiti più urgenti.

Basteranno questi 11 milioni a far ritornare la fiducia sul Milan a conduzione cinese? Vedremo; in ogni caso, il buon giorno si vede dal mattino. E necessario comunque che l’aumento di capitale sia effettuato interamente, senza ulteriori indugi, per il bene del Milan e dei suoi tifosi!

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