Diritti TV, Mediapro cambia tutto: nuovi pacchetti e prodotto confezionato

Diritti TV, Mediapro cambia tutto: nuovi pacchetti e prodotto confezionato

Mediapro ha fatto la sua mossa. Rispetto al bando precedente, l’intermediario spagnolo modifica composizione e struttura dei pacchetti, ma offre anche un prodotto finito rischiando lo stop dell’Antitrust.

di Francesco Paolo Traisci
diritti

Pochi istanti prima del weekend Mediapro ha fatto la sua mossa: l’asta dei diritti audiovisivi che, da intermediario indipendente ha dovuto indire, vede alcune forzature che puntualmente dovranno passare al vaglio dell’Authority ed alle proteste di competitors e controparti interessate.

NUOVI PACCHETTI, CHE L’ANTITRUST DOVRÀ VAGLIARE – A suo tempo sostenemmo che Mediapro avrebbe dovuto commercializzare i pacchetti cosi come erano. E ciò in base alla lettura dell’art. 11 del Decreto Melandri che testualmente recita: “l’intermediario indipendente assegnatario dei diritti audiovisivi è tenuto a subconcedere in licenza i diritti stessi senza modificare i pacchetti e con modalità eque, trasparenti e non discriminatorie, nei rispetti dei principi contenuti nel presente decreto e nelle linee guida di cui all’art. 6 in materia di assegnazione dei diritti audiovisivi”. Peraltro la norma è stata ripresa testualmente nella delibera di nulla osta dell’Antitrust, che ha ribadito che qualora l’intermediario, per ragioni di migliore commercializzazione dei diritti intendesse modificare i pacchetti, avrebbe dovuto sottostare di nuovo alla procedura di autorizzazione dell’Antitrust stessa.

Evidentemente Mediapro ha ritenuto poter superare questa prescrizione, probabilmente ritenendo che in virtù delle esigenze di mercato e di tutela degli utenti questo divieto formale di rimodulare i pacchetti potesse essere inteso in senso lato, ossia che nella nuova offerta non dovessero essere violati i principi indicati dall’art, 24 delle Linee guida approvate dalla stessa Authority che parlano in generale di equilibrio economico, di ragionevolezza, di divieto di esclusiva e quant’altro…Vedremo se questo modus operandi reggerà ai controlli ed alle proteste che inevitabilmente si stanno sollevando da più parti!

DA CINQUE A SETTE: ECCO LE NUOVE SUDDIVISIONI – Entriamo nel dettaglio della nuova offerta: non più quindi i 5 pacchetti messi all’asta dalla Lega ma 7 nuovi con alcune novità escogitate dagli esperti di Mediapro per far fronte alle difficoltà che a suo tempo furono segnalate ed al nuovo fronte comune di Sky e Mediaset. Rispetto alle offerte direttamente ai broadcaster, gli spagnoli hanno deciso di mantenere la suddivisione per piattaforme, senza concedere alcuna esclusiva (e quindi ribadendo che nessun singolo può acquisire in esclusiva tutti i diritti di trasmissione degli eventi in diretta su tutte le piattaforme) ma con alcune modifiche rispetto alle precedenti offerte.

PACCHETTI DUPLICATI, UNO INTERO, UNO CON LE BIG – Innanzitutto non c’è più una suddivisione generale per squadre (8 nei pacchetti A B e C, le altre 12 nei D), eliminando così il problema del pacchetto residuale. Al contrario, oltre alla divisione per piattaforma, relativamente a quasi tutte si assiste ad una duplicazione dei pacchetti, ma con una distinzione differente e per certi versi contraria rispetto al passato (ossia, non più le 8 migliori e le altre 12, ma tutte e 20 le squadre in un pacchetto ed una selezione delle 8 migliori nell’altro).

In questo modo si sono creati due pacchetti B, due pacchetti C e due D, rispettivamente relativi al digitale terrestre, agli operatori OTT (over the top, ossia internet streaming) e IPTV, ossia compagnie che trasmettono su reti wireless (come la TIM). Solo nell’offerta del pacchetto satellitare non si è stata presa in considerazione questa divisione e si è creato un pacchetto unico. Quindi chi vuole acquistare il pacchetto satellitare (Sky) deve prendere tutte le gare!

UN PRODOTTO GIÀ CONFEZIONATO: MEDIAPRO DIVENTA OPERATORE? – Una delle novità che sta facendo maggiormente discutere è che in tutti i pacchetti è prevista la licenza per la trasmissione di un prodotto già confezionato che, oltre alla trasmissione integrale della diretta della gara prevede anche contenuti di approfondimento ed interviste, pre e post partita, immagini correlate, e, soprattutto, break pubblicitari, gestiti direttamente da Mediapro. Ma non si tratta di quell’attività editoriale che l’Antitrust aveva vietato?

In realtà l’art. 11.2.5 dell’Invito ad offrire prevedeva per l’intermediario la possibilità di provvedere direttamente alla realizzazione ed al confezionamento di prodotti audiovisivi da cedere, comprensivi dei relativi abbinamenti pubblicitari. Ma è evidente che se spinta troppo in avanti questa attività arriverebbe a coinvolgere quelle responsabilità editoriali che secondo l’Antitrust, caratterizzando gli operatori della comunicazione rispetto agli intermediari, sarebbe preclusa agli spagnoli. Anche su questo punto attendiamo sviluppi.

NASCONO I PACCHETTI PLUS PER OFFERTE PIÙ ALTE – Con grandissima professionalità poi, per evitare problemi, Mediapro ha previsto anche dei pacchetti Plus, in cui non si cedono prodotti preconfezionati ma solo il segnale della partita, lasciando al sublicenziatario la possibilità di utilizzare la propria organizzazione per confezionare il prodotto ed inserirvi la propria pubblicità. Il tutto chiaramente a pagamento, per quegli operatori della comunicazione con strutture giornalistiche proprie.

In generale, questo fa pensare che gli spagnoli stiano cercando di coinvolgere sia questi ultimi, costringendoli a pagare un prezzo maggiorato se intendono utilizzare la propria struttura, sia altri operatori della comunicazione (in particolare quelli su reti telematiche, come TIM, Amazon, Perform), che non avendo una struttura redazionale e giornalistica per confezionare in proprio la trasmissione della diretta calcistica, si possono affidare ad un prodotto preconfezionato sul quale gli spagnoli avranno già provveduto con gli inserti pubblicitari, limitandosi quindi a mandarlo in onda sulla propria piattaforma con il solo ricavo degli abbonamenti.

NESSUN PREZZO BASE: SI PUÒ FARE? – Grandi polemiche sta poi suscitando l’assenza di indicazioni del prezzo base dei vari pacchetti; per ciascuno Mediapro sembra voler rimanere libera di accettare o meno l’offerta più alta. È legittimo? In base ai principi del nostro diritto civile, un’asta per essere considerata vincolante deve contenere un prezzo minimo in modo che chi offre quel prezzo minimo ha il diritto di vedersi aggiudicato il bene, senza che l’altro possa tirarsi indietro. Altrimenti il contratto si concluderebbe solamente in ossequio al mero arbitrio dell’offerente che rimarrebbe libero di accettare o meno ogni offerta pervenuta. Peraltro la presenza di un prezzo minimo sembra essere data per scontata dalle stesse Linee guida (n. 24 j) laddove affermano che “l’equilibrio dei pacchetti tra contenuto dei diritti audiovisivi offerti e relativo prezzo minimo è individuato secondo ragionevolezza, tenendo conto della necessità di formare pacchetti commercialmente interessanti per gli operatori della comunicazione, anche in relazione alle aspettative degli utenti, se persone fisiche o pubblici esercizi, e alle modalità tecniche di fruizione degli eventi, fermo restando che i pacchetti possono essere tra loro di diverso contenuto e di diverso valore economico”.

Questa regola appare peraltro ripresa dall’art. 8 n. 4 del Decreto Melandri che impone alla Lega al momento dell’asta di fissare un prezzo minimo al di sotto del quale può revocare l’offerta. E questo proprio perché altrimenti l’offerta diventa irrevocabile oppure non sarebbe un offerta ma un invito ad offrire. E questo non sembra nello spirito della normativa. Il tutto pone un interrogativo di fondo: perché se la Lega si deve comportare in un certo modo nell’assegnazione dei diritti ai Broadcaster, l’intermediario che la sostituisce non dovrebbe avere gli stessi obblighi, atteso che il Decreto Melandri, l’Antitrust e le stesse Linee guida dicono il contrario? Una domanda in attesa di risposte….

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