Mediapro, addio? La palla torna alla Lega

Mediapro, addio? La palla torna alla Lega

Di Francesco Paolo Traisci. Ancora una puntata nella saga dei diritti audiovisivi per il prossimo triennio… Dopo una accesa guerra fra gli spagnoli di Mediapro e Sky, la palla è tornata alla Lega. E ora che si fa?

di Francesco Paolo Traisci

Ancora una puntata nella saga dei diritti audiovisivi per il prossimo triennio… Ancora nessuno sa se e come faremo a vedere in televisione o sui nostri tablet, telefonini o computer le partite del prossimo campionato di serie A. Ma a che punto siamo? Siamo di nuovo al punto di partenza. Infatti dopo una accesa guerra (anche giudiziaria) fra gli spagnoli di Mediapro ed alcuni operatori di telecomunicazioni (in particolare, Sky), la palla è tornata alla Lega. Ricapitoliamo le puntate precedenti.

DECRETO MELANDRI – Punto di partenza: il Decreto Melandri del 2008, che impone per la commercializzazione dei diritti audiovisivi una procedura pubblica di aggiudicazione (ossia un’asta) alla quale possono partecipare tutti gli operatori della comunicazione abilitati per il mercato italiano. In alternativa e, dopo aver constatato l’impossibilità di portare a buon fine la procedura, il decreto prevede un bando differente, indirizzato non già agli operatori media ma agli intermediari, i quali poi, una volta ottenuta l’aggiudicazione, dovranno “rivendere” i diritti agli operatori. Il tutto comunque sotto la vigilanza dell’Antitrust che deve apporre il proprio visto sull’operazione, una volta constatatane la regolarità (ossia il rispetto delle regole, del Decreto Melandri, appunto, ma anche delle Linee guida applicative dello stesso, emanate dalla stessa Autority e del bando stesso).

ARRIVA MEDIAPRO – E proprio questo è successo! Ai due bandi per i media con offerte non soddisfacenti economicamente ne è seguito uno per i mediatori, che ha visto vincitrice la filiale italiana appena costituita del colosso sino-spagnolo Mediapro. Il procedimento per la concessione dell’autorizzazione da parte dell’Antitrust ha però evidenziato alcune criticità ed alcuni limiti che Mediapro Italia, proprio perché aggiudicataria in veste di mediatore e non di operatore media, non avrebbe potuto superare. Punto fondamentale di tutto era che un mediatore non può direttamente svolgere alcuna attività editoriale, ma deve limitarsi a rivendere i diritti così come ottenuti con l’aggiudicazione, senza inserire contenuti editoriali e pubblicità. Peraltro l’Antitrust ha (tanto per mettere le cose in chiaro) ribadito il suo niet ad un eventuale canale di Lega sotto la regia di Mediapro, prendendo per buona la risposta ufficiale della stessa Lega che rassicurava tutti di aver (per il momento, quantomeno) accantonato il progetto.

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RIVENDITA – Il parere dell’Autority concludeva quindi positivamente la procedura di aggiudicazione. Mediapro era diventato il nuovo titolare dei diritti audiovisivi, con i diritti e gli obblighi contrattuali che aveva accettato nel bando. Ma, come ogni intermediario, avrebbe dovuto provvedere alla loro rivendita agli operatori media abilitati.  A questo punto Mediapro si è trovata a dover giocare la sua partita su due tavoli contemporaneamente: da una parte quello dell’aggiudicazione dei diritti audiovisivi in cui era sorta la necessità di adempiere agli obblighi nei confronti della Lega di Serie A,  così come previsti nel contratto fra loro (il bando e la sua adesione null’altro sono che non un contratto); dall’altro quella di subconcessione in virtù della quale Mediapro avrebbe dovuto rivendere i vari diritti che si era aggiudicato reperendo operatori della comunicazione, che gli facessero offerte giudicate economicamente soddisfacenti. Non dimentichiamo che il guadagno di Mediapro sarebbe stato proprio nella differenza fra quanto speso per l’aggiudicazione (un miliardo e cinquanta milioni) e la somma complessiva ottenuta dai vari operatori per i pacchetti messi in vendita.

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PACCHETTI – Nel tentativo di trovare un equilibrio economico fra uscite ed entrate, Mediapro ha quindi cercato di rimodulare i famosi pacchetti. Ma i nuovi pacchetti messi in vendita all’asta contenevano alcune forzature che puntualmente abbiamo segnalato. Forzature che non hanno soddisfatto alcuni operatori (in particolare Sky), tanto da indurli ad impugnare i bandi con una procedura di urgenza dinanzi al Tribunale di Milano. Ed il Tribunale di Milano prima ha sospeso l’efficacia dei bandi, poi li ha dichiarati nulli. Bandi bloccati quindi in attesa dell’esito del reclamo. Esito che, stando alle informazioni trapelate sui media, appare tutt’altro che favorevole agli spagnoli.

OBBLIGHI DISATTESI – Avendo il rubinetto in entrata bloccato, Mediapro ha cercato di bloccare anche quello delle uscite, ossia dell’adempimento degli obblighi nei confronti della Lega. Dopo un’iniziale tentennamento e qualche tentativo di rinvio, gli spagnoli sono stati costretti a versare l’anticipo previsto, ma al momento di fornire le garanzie bancarie dovute da contratto, hanno di nuovo tentennato e preso tempo. Con tentativi di fornire garanzie alternative (che in realtà non sarebbero state garanzie), proposte di anticipi sul pagamento, condizionati però all’esito della rivendita, accompagnati a minacce più o meno velate di mandare tutto a monte. A questo punto la palla è passata di nuovo all’altro contraente: la Lega (e quindi l’Assemblea di Lega formata dai Presidenti delle 20 squadre di Serie A che prende le decisioni). Che fare di fronte alla mancata esecuzione del contratto da parte di Mediapro?

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LA LEGA CALCIO – Tollerare l’inadempimento del partner spagnolo e rinegoziare con lui le condizioni del contratto, ma sempre nei limiti di quanto previsto dalle regole (Decreto Melandri, Linee guida ecc.)? Ecco il punto vero sono i spazi di manovra che la Lega avrebbe avuto per venire incontro a Mediapro. Spazi di manovra ristretti e che sicuramente non prevedono alcuna possibilità di trasformare tutto nel famoso canale di Lega, ipotesi peraltro a suo tempo smentita ufficialmente in un comunicato della Lega stessa quando l’Antitrust, nell’iter di autorizzazione dell’aggiudicazione, volle sapere se era attuale e pertanto esclusa proprio dall’Authority all’interno dello stesso provvedimento. Oppure mandare tutto a monte, incassare le penali e rimettere sul mercato i diritti, facendo così rientrare in gioco quegli operatori delle comunicazioni che non avevano fatto offerte soddisfacenti prima alla stessa Lega, poi a Mediapro?

RISOLUZIONE DEL CONTRATTO – Per questo, dopo un acceso dibattito, l’Assemblea di Lega A ha deciso di risolvere il contratto per inadempimento, inviando una rituale diffida ad adempiere, in seguito alla quale il debitore, Mediapro, ha un termine fissato per adempiere esattamente al contratto (e quindi fornire le garanzie richieste), per evitare la risoluzione. Risoluzione che determinerebbe il ritorno dei diritti in capo alla Lega, che potrà disporne con nuovi bandi e con nuovi/vecchi partner a cui assegnarli in concessione. È stata indubbiamente una decisione sofferta, perché molti presidenti si vedevano già in tasca le somme di propria spettanza, tanto da farseli scontare dalle banche per contrarre nuovi debiti!

E ORA? – Ed a questo punto che succederà? Mediapro fornirà in extremis le garanzie dovute? Oppure si ritirerà in buon ordine rinunciando a quanto già versato (oltre ad eventuali penali e appendici contrattuali)? O, ipotesi ancor più probabile cercherà di riprendersene almeno una parte, minacciando azioni giudiziarie che potrebbero portare ad ulteriori ritardi? Lo vedremo presto, al momento in cui decorrerà il termine annunciato per riscontrare la comunicazione di risoluzione appena inviata dalla Lega, che nel frattempo, visti i tempi ristretti, sta già cercando nuovi assegnatari!

   

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