Liverpool-Roma: cosa rischiano i giallorossi?

Liverpool-Roma: cosa rischiano i giallorossi?

Di Francesco Paolo Traisci. Cosa rischia la Roma dopo i fatti di Liverpool? Dipenderà da molti fattori, ma tutto lascia pensare a una sanzione pecuniaria e al possibile divieto di trasferte…

di Francesco Paolo Traisci

La notizia è agghiacciante: un tifoso del Liverpool è in coma per le percosse subite fuori dallo stadio prima della gara fra il Liverpool e la Roma. Due “tifosi” romanisti arrestati, con l’accusa di tentato omicidio poi derubricata in aggressione, lesioni gravissime e disordini violenti. L’Uefa ha annunciato sanzioni severe… Una domanda sorge spontanea: cosa rischia la Roma?

LE SANZIONI UEFA – Cerchiamo di rispondere. Facciamo una premessa fondamentale. Le sanzioni dell’UEFA sono comminate in base ad un Regolamento disciplinare costantemente aggiornato: l’ultima versione è quella del 2017. Essendo costantemente aggiornato e godendo la commissione disciplinare di un’ampia discrezionalità nella valutazione dei fatti e, soprattutto nella determinazione delle sanzioni disciplinari, in virtù dell’art. 23 del medesimo regolamento, ogni previsione può essere solo indicativa. In altre parole, sicuramente esiste una casistica di riferimento ma non bisogna sicuramente dare per scontato che i casi precedenti possano seguiti in modo automatico da chi stabilirà la sanzione. Sicuramente valgono le norme in vigore e, a livello indicativo, i precedenti.

LE NORME – Ed allora vediamo prima le norme e poi i precedenti. La norma guida è l’art. 16 che i comportamenti sanzionabili in relazione a quello che viene definito l’Ordine e la Sicurezza delle gare delle Competizioni UEFA. Il primo comma della norma stabilisce che i responsabili dell’ordine e della pubblica sicurezza dentro ed intorno lo stadio, prima durante e dopo le gare, sono i club ospitanti. Questi sono responsabili per gli incidenti di ogni tipo e possono essere soggetti a sanzioni disciplinari, a meno che non provino che non siano state negligenti in nessun modo nell’organizzazione della gara. E, in virtù di questa norma, potrebbe anche ipotizzarsi una responsabilità del Liverpool per gli scontri fra tifosi e per i comportamenti dei propri tifosi.

Ma è il secondo comma a preoccupare la Roma. È infatti scritto che tutti (e due) i club sono responsabili per alcuni comportamenti dei propri tifosi, prima, durante e dopo il match, dentro e nelle immediate adiacenze dello stadio e possono essere sanzionati, anche se viene provata l’assenza di negligenza in relazione all’organizzazione della gara. Fra questi l’assenza di ordine o disciplina dentro ed intorno allo stadio. Oltre al Liverpool anche la Roma può quindi essere sanzionata per i comportamenti dei propri (pseudo) tifosi.   

LE POSSIBILI CONSEGUENZE – Per quanto riguarda le sanzioni il riferimento è all’art. 6 n. 1, che prevede a carico delle società ammonizioni, sanzioni pecuniarie, divieti di vendere i biglietti ai propri tifosi per le gare in trasferta, punti di penalizzazione, gare perse a tavolino, partite a porte chiuse o la chiusura di alcuni settori dello stadio (in genere le curve), esclusione dalle future competizioni o squalifica per quelle in corso, divieti di mercato e revoca di titoli vinti.

MOLTI FATTORI IN BALLO – Ma quali fra queste sanzioni potrebbe essere comminata alla Roma?  Ed allora guardiamo alla casistica, ma con alcuni avvertimenti, ulteriori rispetto a quanto già premesso in relazione alla discrezionalità di una decisione che deve essere emanata sulla base delle circostanze del caso specifico. Innanzitutto molto dipenderà dalle risultanze delle indagini della polizia inglese e dell’UEFA. Indagini tuttora in corso… Un altro fattore che può avere il suo peso è la collaborazione che la Roma e gli organi o le persone che questa ha coinvolto per limitare i danni o per reagire contro i comportamenti offensivi dei propri tifosi. In questo caso un suo peso possono avere l’immediata condanna da parte della società del comportamenti violenti dei propri tifosi e l’identificazione dei responsabili che, secondo alcune notizie, sarebbe dovuta proprio agli agenti italiani che erano al seguito dei tifosi romanisti (attività che quindi è imputabile alla volontà della società italiana di tutelare l’ordine pubblico). Terzo aspetto da valutare: il comportamento dell’Autorità inglese nel mantenimento dell’ordine pubblico.

I PRECEDENTI – Una volta evidenziati questi punti andiamo a richiamare la casistica presente. Qualcuno addirittura richiama il fantasma dei fatti dell’Heysel, con il bando pluriennale per tutte le squadre inglesi dalle coppe europee. Ma si tratta, a mio avviso, di un precedente troppo lontano, troppi fatti e regole sono cambiate ed il bando era anche da ricondursi alla volontà delle autorità inglesi di reprimere l’allora dilagante fenomeno dell’hooliganism, che non riuscivano a controllare.

Più di recente (siamo nel 2000) il caso del Galatasaray che, in seguito alla morte di due tifosi del Leeds negli scontri in piazza la sera prima della partita, si vide proibire la trasferta dei propri tifosi in Inghilterra. Motivazione: l’impossibilità delle autorità inglesi di garantire l’incolumità dei supporter turchi. Ma si tratta del caso opposto rispetto ai fatti di Liverpool, nel senso che eventualmente l’UEFA, per ragioni di sicurezza potrebbe impedire la trasferta a Roma dei tifosi dei Reds. Il divieto nel ragionamento giuridico (anche se in definitiva è stato considerato tale dai dirigenti turchi) non è stata una sanzione per la morte dei tifosi ma una misura di sicurezza per tutelare l’incolumità dei tifosi in trasferta nei confronti di qualche locale in cerca di vendetta.

In questo filone altre pronunce hanno imposto divieti di trasferta non per punire la squadra (ed i suoi tifosi) ma per garantirne l’incolumità insieme all’ordine pubblico. L’ultimo caso è quello del divieto di trasferta per i tifosi della Lazio in Ucraina, nella partita (poi vinta) contro la Dynamo di Kiev. In quel caso la Lazio dovette rimborsare i tagliandi già venduti per dei rischi dovuti al nazionalismo legato alla guerra in quel paese.

LIONE-BESIKTAS – Un secondo caso è quello di Lione-Besiktas dello scorso anno, con ripetuti scontri fra tifosi ed addirittura un’invasione di campo da parte dei tifosi locali a pochi minuti dal fischio di inizio, in seguito ad un fitto lancio di petardi da parte degli ospiti. Risultato: partita iniziata con ritardo, squalifica per entrambe le squadre per l’anno successivo, con due anni di condizionale in caso di nuovi disordini. Il club francese addirittura applaudì alla decisione dichiarandosi colpevole per non essere stato in grado di garantire l’ordine pubblico all’interno dello stadio. Per la cronaca, il ritorno, malgrado gli evidenti rischi per l’ordine pubblico, si è regolarmente disputato ed il Lione che aveva eliminato la Roma nel turno precedente, è passato ai rigori alla semifinale (poi persa con l’Ajax).

DIPENDE DALLE INDAGINI – Che succederà alla Roma? I vertici UEFA annunciano pene esemplari per i colpevoli, ma allo stesso tempo aspettano le risultanze delle indagini. Molto dipenderà da queste. Oltre alla situazione specifica dei tifosi accusati dell’aggressione, conteranno anche le indagini sugli scontri fra le due tifoserie e sulle responsabilità degli organizzatori. E, richiedendosi indagini accurate, difficilmente ci sarà una risposta prima del match di ritorno. In ogni caso sembra difficile che la società giallorossa possa essere punita con perdita di punti o squalifiche per le stagioni future, in parte perché i fatti sono avvenuti in trasferta e la squadra non era responsabile per l’ordine pubblico, in parte per la collaborazione prestata ed infine per una generale buona condotta che i propri supporter avevano sino ad ora adottato in trasferta. Più probabili, trattandosi di comportamenti dei tifosi in trasferta, sono i divieti di trasferte (e quindi per la Roma di vendere i biglietti di sua competenza per le trasferte) a tempo o per un certo numero di gare. Oltre naturalmente, all’immancabile sanzione pecuniaria,

    

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