Iscrizioni, extracomunitari, lotta alla violenza e limiti alle rose: ecco la rivoluzione di Gravina

Iscrizioni, extracomunitari, lotta alla violenza e limiti alle rose: ecco la rivoluzione di Gravina

Di Francesco Paolo Traisci. Una rivoluzione annunciata, quella del presidente Gravina, che con piglio sicuro ha cominciato a mettere in atto i cambiamenti annunciati nel suo programma elettorale, presentando al Consiglio Federale della FIGC le sue prime proposte di riforma.

di Francesco Paolo Traisci

Una rivoluzione annunciata, quella del presidente Gravina, che con piglio sicuro ha cominciato a mettere in atto i cambiamenti annunciati nel suo programma elettorale, presentando al Consiglio Federale della FIGC le sue prime proposte di riforma.

Quali sono le linee guida per le licenze per l’iscrizione ai campionati?

Innanzitutto le nuove linee guida per le licenze nazionali del prossimo campionato, che poi saranno sottoposte all’approvazione del Consiglio che si riunirà il prossimo 18 dicembre. In buona sostanza abbreviazione dei termini per la presentazione dei documenti relativi agli adempimenti e per la loro valutazione da parte degli organi preposti. Termini che si affermano perentori, ossia non superabili e tassativi. Proposta di aumentare i livelli degli indicatori di liquidità e quelli patrimoniali richiesti per le iscrizioni e pugno duro per le squadre recidive nei mancati pagamenti degli stipendi. Annunciato anche che la prossima estate i campionati debbono partire in tempo e con le certezze necessarie. I controlli debbono essere terminati ben prima dell’inizio e le garanzie di solidità finanziaria dei club debbono essere verificate tempestivamente. “Non vogliamo rivivere un’estate come quella passata” è lo slogan (condivisibile) del Presidente. E il 18 sarà istituita una task force per assistere le squadre nel portare avanti gli adempimenti previsti.

Più attenzione al tesseramento degli extracomunitari?

E poi valutazioni più severe per i nuovi extracomunitari, per evitare le “furbate” che sino ad oggi hanno consentito tesseramenti al limite della correttezza. Se il numero massimo di due per ogni stagione è rimasto invariato, cambiano i requisiti per quelli di nuovo tesseramento. Innanzitutto ciascuno dei nuovi arrivati deve sostituire uno trasferitosi all’estero ed inoltre, guardando oltremanica, gli extracomunitari di nuovo tesseramento dovranno avere un curriculum già sviluppato, dovendo essere stati in almeno 2 occasioni nella lista presentata all’arbitro in gare ufficiale nella scorsa stagione o in 5 nella propria carriera. La ratio è quella di evitare giri fittizi di giovani extracomunitari alla prima esperienza, che vengono tesserati per occupare gli slot disponibili e poi ceduti all’estero per liberare il posto a favore di un altro giocatore extracomunitario, che altrimenti non potrebbe trovare posto, senza doverne cedere altri. Senza contare che, per i giovani extracomunitari al primo tesseramento, i criteri sono diventati più stringenti: dovranno essere residenti in Italia ed esservi entrati con i genitori non per ragioni sportive ed aver frequentato la scuola per almeno 4 anni. Un modo per tentare di evitare l’aggiramento delle norme che vietano i trasferimenti “selvaggi” dei minori extracomunitari (per i comunitari è previsto il limite dei 16 anni necessario per la sottoscrizione di contatti professionistici). Ed ostacolare il lavoro di quei “mercanti” di calciatori minorenni dell’est o africani che purtroppo sono uno dei mali più diffusi del calcio di oggi a tutti i livelli, perché non fanno il bene né dei club né dei giovani che attratti da prospettive di carriere luminose si trovano trattati come merce di scambio.

Pene più severe per la violenza sugli arbitri e per la discriminazione territoriale

Altro argomento, la violenza sugli arbitri: dopo i recenti episodi di cronaca, il Presidente ha annunciato pene molto più severe per i responsabili di violenza nei confronti degli arbitri, così come sarà previsto nel nuovo comma che verrà aggiunto all’art. 19 del Codice di Giustizia Sportiva che dovrà prevedere una sanzione edittale non inferiore ad un anno di squalifica. “Va scritta una norma risolutiva – ha dichiarato Gravina –in questi giorni abbiamo studiato con attenzione le norme in materia che sono in vigore negli organismi internazionali (FIFA e UEFA) e nelle altre federazioni”. Pugno duro anche contro i cori di discriminazione territoriale: “Ci sarà l’esatta applicazione di quanto prevedono le norme. Ho parlato sabato sera con il presidente dell’AIA Nicchi e con il designatore della CAN A Rizzoli invitandoli all’applicazione rigida del protocollo previsto. Le norme sono chiare: c’è il primo annuncio, nel secondo si riuniscono le squadre a centrocampo, se si continua si va nello spogliatoio e quindi si annuncia la sospensione. Poi spetta al funzionario di pubblica sicurezza decidere le soluzioni da adottare”. La norma c’è e deve essere applicata rigidamente e senza far sconti. Questo il messaggio chiaro e esplicito.

Nuovi limiti alle rose?

Annunciate novità anche ai limiti alle rose, ossia alle famose liste in cui sono elencati i giocatori che potranno scendere in campo nelle gare di campionato. A quanto pare non esisteranno più le doppie liste ossia la possibilità di avere un numero di giovani illimitata accanto alla lista A di 25 giocatori, ma ci sarà una lista unica di 25 giocatori, a prescindere dall’età. In questa dovranno anche essere previsti i famosi 8 formati nel campionato italiano (tendenzialmente 4 formati nel club e 4 nei vivai nazionali). La regola rispetto al passato appare opposta. Infatti la sanzione per chi ha supera il limite di 25 sarà che dovrà avere più formati in casa, di modo che gli altri non siano più di 17. Niente più “panchine lunghe” insomma, ed un obbligo pressante per i club di sfoltire le rose.

Chi sono i nuovi membri del comitato di Presidenza?

Nella stessa riunione del Consiglio Federale sono stati eletti all’unanimità i restanti tre membri del Comitato di Presidenza, Claudio Lotito (per la Lega A), Francesco Ghirelli (Lega Pro) e Mario Beretta (componenti tecniche), che si sono andati ad aggiungere al Presidente Gravina ed al suo Vice Sibilia nonché la costituzione di una serie di tavoli tecnici, per formulare proposte di riforma in relazione alla Governance, al Club Italia, all’impiantistica, al marketing, alla riforma dei campionati ed alla giustizia sportiva. Sei Tavoli di lavoro i cui risultati saranno elaborati e sintetizzati da un Comitato di gestione, composto dai Componenti del Comitato di Presidenza e dai coordinatori dei singoli tavoli e poi sottoposti alle decisioni del Consiglio Federale. I tempi saranno brevi: “Entro la metà di febbraio – ha assicurato Gravina – i tavoli dovranno dare un riscontro, poi a decidere sarà il Consiglio”. Tante proposte, tanta carne al fuoco. Il programma di riforme appare ambizioso ma molte delle proposte appaiono del tutto condivisibili. Vedremo se i soggetti incaricati saranno in grado di portarle avanti…

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy