Il Parma, gli SMS e il deferimento: i Crociati rischiano la A?

Il Parma, gli SMS e il deferimento: i Crociati rischiano la A?

Di Francesco Paolo Traisci. Per tre improvvidi SMS il Parma rischia di non vedere coronata la sua lunga rincorsa alla serie A. Le decisioni della Procura Federale potrebbero riscrivere la lista dei partecipanti del prossimo campionato?

di Francesco Paolo Traisci

Sembrava una bolla di sapone ed invece è arrivato il deferimento… Come ha affermato l’A.D. del Parma Luca Carrà ai microfoni di Sky Sport, “Non ci aspettavamo un’imputazione per tre messaggi che tutti avete letto e sono in tono scherzoso, con delle faccine. È impensabile che si volesse perseguire un illecito sportivo”. Ed invece lapidario è stato il comunicato della Procura Federale. “ Il Procuratore Federale, esaminati gli atti dell’indagine disciplinare esperita in relazione alla gara Spezia-Parma del 18 maggio 2018 – ha concluso le indagini formulando le seguenti incolpazioni: Calaiò Emanuele, calciatore tesserato per la società Parma Calcio 1913 S.r.l., violazione dell’art. 7, commi 1 e 2, del C.G.S., per avere, prima della gara Spezia-Parma posto in essere atti diretti ad alterare il regolare svolgimento e il risultato finale della gara suddetta, tentando di ottenere un minor impegno agonistico da parte dei calciatori dello Spezia Calcio, signori Filippo De Col e Claudio Terzi, per assicurare alla propria squadra il risultato favorevole dell’incontro, e, in particolare, inviando a tal fine a Filippo De Col, qualche giorno prima della gara, messaggi a mezzo dell’applicativo di messaggistica whatsapp”. Chiamata in causa anche “la società Parma Calcio 1913 per rispondere a titolo di responsabilità oggettiva, ai sensi degli artt. 7, comma 2, e 4, comma 2, del CGS, per il comportamento posto in essere dal proprio tesserato Calaiò”.

LE ACCUSE – Gravissime le accuse: non semplice slealtà sportiva (art. 1 bis) bensì il ben più grave “illecito sportivo”, disciplinato dall’art. 7, che sanziona “Il compimento, con qualsiasi mezzo, di atti diretti ad alterare lo svolgimento o il risultato di una gara o di una competizione ovvero ad assicurare a chiunque un vantaggio in classifica costituisce illecito sportivo.  Deferimento per il calciatore e per la società, in virtù del meccanismo della responsabilità oggettiva, mentre ne è uscito pulito l’altro autore di SMS, Fabio Ceravolo perché il suo messaggio inviato ad un altro difensore spezino (un più che generico “ci vediamo prossimamente”) sarebbe stato ritenuto ben poco significativo per un’eventuale tentativo di combine.   

RISCHIO SERIE A – Per tre improvvidi SMS il Parma rischia di non vedere coronata la sua lunga rincorsa alla serie A! Sono stati infatti presi sul serio dalla Procura della FIGC gli SMS inviati da Emanuele Calaiò al suo ex compagno di squadra Filippo de Col. Frasi giudicate ambigue, che sotto forma di ironiche battute avrebbero, secondo la procura, mascherato un tentavo di combine. Un tentativo di chiedere un minor impegno agli avversari in modo da consentire la vittoria dei parmigiani; vittoria che, abbinata alla (all’epoca difficilmente pronosticabile) mancata vittoria in casa del Frosinone opposto al Foggia, avrebbe consentito la salita diretta in serie A dei gialloblu.

IL TESTO DEGLI SMS – Noti ormai a tutti sono i testi dei 3 messaggi inviati in sequenza all’ex compagno. Al primo Ehi pippein non rompete il cazzein venerdì mi raccomando amico mio”, sarebbe poi seguito un “dillo anche a claudiein” ed infine il terzo “soprattutto per il rapporto che avete con me”, laddove il claudiein in questione sarebbe il difensore Claudio Terzi, capitano della squadra ligure. A nulla sarebbe valso un nuovo messaggio con cui Calaiò avrebbe cercato di chiarire la situazione e rassicurare l’ex compagno di squadra che non aveva voluto in alcun modo alludere ad un eventuale tentativo di combine: “dicevo solo di non rompermi la gamba’. In realtà, per l’accusa, si tratterebbe solo di un tentativo (mal riuscito, evidentemente) dell’attaccante, evidentemente accortosi che le sue parole avrebbero potuto essere interpretate come un abboccamento per una combine (o avendo saputo che il suo messaggio era già stato portato dinanzi alla procura), di spiegare il senso delle sue parole in modo innocente. Ma il danno ormai era fatto ed il messaggio, nel frattempo mostrato dal destinatario ai suoi dirigenti, era stato portato in procura, anche per evitare ogni possibile accusa di omessa denuncia. Per la procura si tratterebbe quindi di una excusatio non petita, avendo l’autore avuto sentore del guaio in cui si era cacciato.

LA TESI ACCUSATORIA – Alla base della tesi accusatoria ci sarebbe innanzitutto la concatenazione dei messaggi: non uno solo ma più di uno, volti a coinvolgere anche altri giocatori, come il capitano e leader della difesa, messaggi il cui senso e peso specifico, letti e analizzati uno dopo l’altro, avrebbero assunto nel complesso rilevanza e significato tali da configurare i presupposti per il deferimento per la violazione dell’articolo 7 del Regolamento di Giustizia Sportiva della FIGC. In più c’è il fatto che nel corso dell’audizione dell’8 giugno Calaiò, incalzato dai componenti della procura, non sarebbe riuscito a giustificare l’invio ed il tenore dei messaggi.

DIFFERENZE – Il punto è: possono i messaggi essere interpretati come tentativo di “ammorbidire” la difesa della squadra avversaria in modo da far vincere agli emiliani una gara cruciale per la promozione diretta in serie A? X si tratterebbe solo di una serie di messaggi sconvenienti, che comunque non dovevano essere mandati? O, infine, saremmo in presenza solo un maldestro tentativo di salutare un amico prima della partita? La differenza è fondamentale. Non già perché il tentativo non sarebbe andato in porto, per la pronta denuncia dei destinatari, ma per la grande differenza fra un innocente tentativo di saluto ironico, l’invio di messaggi ironici ma sconvenienti a componenti della squadra avversaria nell’immediatezza della gara e un grossolano tentativo, seppur mal riuscito, di illecito sportivo. La differenza fra l’assoluzione e la violazione dell’art. 1 bis sulla lealtà sportiva (di cui abbiamo scritto in precedenza) e l’art. 7, sull’illecita alterazione del risultato finale della gara. Con conseguente responsabilità oggettiva per la società, anche qualora dimostrasse la propria estraneità ai fatti.

LA DECISIONE – La decisione del Tribunale Federale, in primo grado di giudizio, dovrebbe giungere presto, addirittura nei prossimi giorni. Se venisse confermato il capo di imputazione all’origine dei rinvii a giudizio, ovvero tentato illecito sportivo, il Parma rischierebbe una penalizzazione dai 4 ai 6 punti, che potrebbe riscrivere la graduatoria finale del torneo cadetto appena concluso e mettere seriamente a rischio la promozione in Serie A conquistata dalla compagine di D’Aversa, soprattutto per il principio di afflittività della pena che porterebbe ad annullare l’esito del risultato ottenuto sul campo dovendo scontare la sanzione nell’attuale campionato.

E CON I PLAYOFF CHE SI FA? – Ma qualcuno ha dubbi sull’applicabilità eventuale sanzione. Se avvenisse una decurtazione di punti, il Frosinone potrebbe così trovarsi ad aver conquistato la Serie A diretta e il Parma avrebbe dovuto partecipare ai playoff. Che però si sono già disputati… “Un groviglio giuridico di difficile soluzione e che potrebbe portare il tribunale a suggerire di scontare la penalizzazione nella prossima Serie A”, secondo La Repubblica. Oppure, come spera il Palermo, ferma restando la promozione diretta del Frosinone al posto del Parma, si potrebbe far salire l’altra finalista dei play-off, ossia il Palermo stesso.

CALAIÓ – E per il giocatore? Una possibile condanna fino a 5 anni significherebbe una chiusura ingloriosa della propria carriera. Questo però se verrà confermato l’impianto accusatorio. Se invece dovesse passare la tesi dell’innocenza o della semplice slealtà sportiva, squalifica più mite o sanzione pecuniaria per il giocatore e (sempre subordinata all’applicazione del principio della responsabilità oggettiva) multa anche per il club, che però vedrebbe salva la promozione ottenuta sul campo.

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