Inizia il campionato, via al decollo del calcio femminile: se son rose…fioriranno

Inizia il campionato, via al decollo del calcio femminile: se son rose…fioriranno

Di Francesco Paolo Traisci. Il calcio femminile ha iniziato il primo campionato di Serie A sotto l’egida della Figc. Cosa è cambiato? Come scritto qualche settimana fa, è in corso un’aspra contesa giudiziaria fra la Federazione e le società di calcio femminile, arrivata ora al quarto round.

di Francesco Paolo Traisci

Il calcio femminile ha iniziato il primo campionato di Serie A sotto l’egida della Figc. Cosa è cambiato? Come scritto qualche settimana fa, è in corso un’aspra contesa giudiziaria fra la Federazione e le società di calcio femminile, arrivata ora al quarto round. 

Sintetizziamo:

1. Primo round. Tutto era cominciato con l’introduzione nelle NOIF di un articolo 25 bis in cui, sostanzialmente si sganciava la “Divisione di calcio femminile” dal novero della LND, ponendola direttamente all’interno dell’organizzazione della FIGC. Una Lega a sé stante, con una propria governance e con la gestione in proprio, una volta entrata a regime, dei campionati nazionali di serie A e B, lasciando alla LND quelli interregionali. Facendo seguito a questa modifica, e quindi in attesa che si formasse il Consiglio Direttivo previsto da quella norma, lo stesso Commissario Straordinario Fabbricini ha provveduto poi, con il Comunicato Ufficiale n. 8 del 6 luglio, a dettare le regole per i nuovi campionati di serie A di B (nonché del Campionato Primavera, della Coppa Italia e della Supercoppa), gestendo direttamente i tesseramenti, i costi ed i requisiti per l’iscrizione. La cosa non era stata affatto gradita alla LND, la quale impugnava il comunicato Ufficiale e le modifiche alle NOIF dinnanzi al Tribunale Federale Nazionale, che però gli dava torto.

2. Secondo Round. Non doma, la LND ricorreva presso la Corte Federale di Appello, ottenendo, questa volta, ragione. Non si sarebbe trattato solamente dell’organizzazione di un campionato, ma della creazione di un nuovo organo, di una nuova componente all’interno della FIGC, cosa che in base all’incarico ricevuto dal CONI il Commissario Straordinario non avrebbe potuto fare.

3. Terzo Round. A questo punto, sono stati la FIGC ed i club di calcio femminile ad impugnare la decisione della CFA dinanzi al Collegio di Garanzia del CONI presieduto da Franco Frattini. Che ha dato loro ragione. Si è così ritornati al Comunicato Ufficiale 8 ed in virtù di quello le prime circolari della neonata Divisione Calcio Femminile, la FIGC ha fatto partire la Coppa Italia “organizzata per la prima volta dalla FIGC”, hato emana il calendario ufficiale della Serie A e nominato il giudice sportivo e emanato il calendario per la Serie B.

Tutto finito? Neanche per sogno! Ecco il 4° round. Ricorso della LND al TAR. Con ottime probabilità di successo, secondo il sito www.calciodonne.it. Ma perché? Su quali basi?

Ciò perché in realtà il Collegio di garanzia ha sì riconosciuto la legittimità dell’operazione del Commissario Straordinario, ma in una pronuncia dello stesso giorno ha anche “auspicato che i poteri del Commissario Straordinario vengano esercitati nei limiti fisiologici funzionali, in vista della Assemblea Elettiva, salvo gli atti necessitati e fermo restando l’espletamento dell’attività di ordinaria amministrazione”. Si trattava della nota controversia che vedeva contrapposti il Commissario Straordinario ed il suo staff di subcommissari, da un lato, ed alcune delle componenti (fra le quali la stessa LND), dall’altro. I primi avevano fatto approvare al CONI una delibera di proroga del Commissariamento, mentre le componenti volevano procedere con la votazione delle cariche federali (e quindi mettere fine al Commissariamento). Come tutti ricorderanno, la vicenda giudiziaria si è chiusa con la convocazione per le nuove elezioni del 22 ottobre, portando il Collegio di Garanzia a dichiarare cessata la materia del contendere. Sennonché, pur dichiarando cessata la controversia il Collegio ha posto un’affermazione di principio forte: quella di auspicare che i poteri vengano esercitati “nei limiti fisiologici funzionali” “salvo gli atti necessitati” e l’espletamento dell’ordinaria amministrazione. Parole probabilmente di troppo, visto che era cessata la materia del contendere…

Parole ambigue, auspici, come vengono presentati, o vere e proprie regole da seguire? Una cosa è certa: le parole del collegio si pongono in aperta contraddizione con la pronuncia dello stesso giorno in cui il medesimo organo ha riconosciuto la legittimità delle decisioni del Commissario straordinario di costruire le basi giuridiche per un calcio femminile fuori dalla LND, con una sentenza che, per il momento è nota solo nella decisione e non nei motivi.

Se il Collegio di Garanzia ha dichiarato che il Commissario non avrebbe potuto operare alcuna modifica allo statuto federale, come ha potuto, lo stesso Collegio, accettare il ricorso della FIGC e togliere i campionati di serie B e serie A alla Lega Nazionale Dilettanti? Delle due l’una: o il cosiddetto auspicio è un auspicio per il futuro, una sorta di ammonizione per i comportamenti futuri e non una affermazione di un principio giuridico e di una regola di comportamento imposta con la pronuncia, oppure il Collegio ha ritenuto che l’attività di riforma del Commissario Straordinario non consisteva nella modifica degli organi della FIGC e quindi dello statuto, rientrando nell’ambito dell’incarico ricevuto.

In ogni caso una contraddizione apparente, almeno sino a quando sarà reso pubblico il ragionamento del Collegio, con la pubblicazione dei motivi della decisione (per ora sul sito istituzionale è presente solo il dispositivo della decisione). Per questo, secondo alcuni, la LND ricorrerebbe al TAR sicura del risultato. Noi siamo meno sicuri perché quest’estate ci ha già mostrato che la certezza del diritto non esiste più e ogni pronuncia della giustizia sportiva sta facendo storia a sé. In ogni caso, il campionato femminile di serie A è ormai partito… E quello di B ha pubblicato il proprio calendario.

Quello femminile un movimento che può crescere?

Sicuramente con una autonomia dalla LND, il movimento può crescere. Perché la battaglia non è solo sui regolamenti o una lotta di potere o poltrone, ma una contrapposizione legata ad interessi che non sono più condivisi. Seguendo le indicazioni dell’UEFA, la FIGC ha infatti da tempo lanciato una campagna di sostegno finanziario per il calcio femminile imponendo ai club professionisti maschili di dotarsi o finanziare squadre femminili e di prevedere all’interno del proprio settore giovanile anche squadre femminili. Ciò ha portato non solo un afflusso di denaro all’interno del movimento, ma anche la presenza di strutture dirigenziali provenienti dal calcio professionistico. Juventus, Roma, Sassuolo, Chievo, Empoli (mi si perdoni se dimentico qualcuno) ed altri club femminili sono ormai diventati una propaggine dei club maschili. E quindi una struttura ed un’organizzazione tecnica da club professionistici che stride con l’inquadramento all’interno della Lega Nazionale Dilettanti. Adesso le calciatrici possono fare la vita da vere professioniste pur essendo dilettanti.  Era l’obiettivo per il cui noi molti esponenti del movimento (club, calciatrici, media) si erano sempre battuti. E lo dicono le cifre riprese dal sito della FIGC.

Anche le donne possono cercare di inseguire guadagni importanti?

Non si tratta quindi solo di una lotta di potere… La vera battaglia è sicuramente quella per il professionismo. Infatti, anche se nelle modifiche alle NOIF vengono considerate non professionisti dall’art. 94 bis., il comma 2 impone per le calciatrici e gli allenatori tesserati per le società di Serie A e B l’obbligo di sottoscrivere su apposito modulo fornito dalla F.I.G.C., accordi economici, annuali o pluriennali, per un periodo massimo di tre stagioni, che prevedano per le loro prestazioni sportive l’erogazione di una somma lorda non superiore a Euro 30.658,00 per ciascuna annualità, da corrispondersi in rate mensili di uguale importo entro la stagione sportiva di riferimento, nel rispetto della legislazione fiscale vigente” ed inoltre consente oltre a questo importo annuale lordo, anche l’inserimento in tali accordi della previsione “di somme a titolo di indennità di trasferta, rimborsi spese forfettari, voci premiali e rimborsi spese documentate relative al vitto, all’alloggio, al viaggio e al trasporto, sostenute in occasione di prestazioni effettuate fuori dal territorio comunale, nel rispetto della legislazione fiscale vigente”. Una sorta di riconoscimento di un professionismo mascherato. Ma che potrebbe essere un primo passo verso un professionismo dichiarato: qualora continuasse la gestione federale, nulla impedirebbe alla stessa Federazione di modificare lo status dei tesserati. Spetta infatti, in base alla legge che disciplina il CONI ed al suo Statuto, a ciascuna Federazione di stabilire se prevedere il professionismo e, nel caso, su quale base. E per la nostra FIGC la distinzione viene fatta in base alla competizione alla quale partecipa il club per il quale si è tesserati. Quindi calciatori e tecnici di Serie A, Serie B e Lega Pro(fessionisti) sono professionisti, quelli della LND sono “non professionisti”. E lo stesso potrà valere per le donne: ora quelle che partecipano ai due campionati della neonata Divisione Calcio Femminile sono “non professioniste”; ma in futuro si vedrà.

Certo i numeri sono in crescita. Come si legge sul sito della FIGC “l’attività calcistica femminile in Italia è un movimento in continua crescita: al 30 giugno 2017 sono 23.665 le calciatrici tesserate per la Federcalcio (12.747 le Under 18) e 677 le società registrate delle quali 12 per il campionato nazionale di Serie A e 57 per il campionato nazionale di Serie B per la Stagione Sportiva 2017/2018” e le nostre nazionali stanno andando molto bene nelle varie competizioni internazionali. I media e l’opinione pubblica si stanno interessando sempre di più al calcio femminile, anche grazie alla trasmissione in diretta di alcune gare del campionato di serie A da parte di SKY. È proprio il caso di dirlo: “se sono rose fioriranno!”

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