Il caso Malcom: la Roma può ottenere un risarcimento dal Bordeaux?

Il caso Malcom: la Roma può ottenere un risarcimento dal Bordeaux?

Di Francesco Paolo Traisci. Sfumato…in volo l’affare Malcom, tutti si chiedono come potrebbe la Roma rifarsi di una simile beffa! Su cosa possono far leva i giallorossi per ottenere un eventuale risarcimento?

di Francesco Paolo Traisci

Sfumato…in volo l’affare Malcom, tutti si chiedono come potrebbe la Roma rifarsi di una simile beffa! Il giorno dopo il mancato arrivo dell’attaccante brasiliano a Ciampino e poche ore dopo l’acquisto ufficiale annunciato da parte del Barcellona, il D.S. della Roma ha parlato alla tv di casa per spiegare quello che è successo. Dalle parole di Monchi emerge che sarebbe stato raggiunto un accordo su tutto, tanto che era previsto che il giocatore si sarebbe imbarcato poche ore dopo su di un aereo per Roma. Annunci ufficiali con un tweet del Bordeaux, replica da Roma. È tutto fatto! Ma qualcosa è andato storto … Il giocatore anziché atterrare a Ciampino dove lo aspettavano tifosi e telecamere, ha fatto rotta verso Barcellona.

LE PAROLE DI MONCHI – Amareggiato il D.S. giallorosso ha minacciato battaglia su tutti i fronti. Adesso stiamo valutando se fare causa, perché è vero che non abbiamo documenti firmati, ma ho tanti messaggi che meritano una valutazione”.  Ecco il punto: nessun documento che formalizza l’accordo, ma solo prove che l’accordo sarebbe stato raggiunto. È sufficiente la dichiarazione di entrambe le parti che un accordo è stato raggiunto per poter vantare diritti sul giocatore come se il contratto fosse stato sottoscritto? L’annuncio (congiunto o disgiunto, fa poca differenza) di aver raggiunto un accordo può valere come accordo? Qualcuno ritiene di sì.

IL TWEET DELLA DISCORDIA – L’avvvocato Grassani, grande esperto di diritto sportivo, ai microfoni di Rete Sport ha detto: “Gli accordi che avevano sancito il passaggio di Malcom alla Roma, e poi in extremis il giocatore e il club che hanno cambiato idea accettando l’offerta di un altro club, configurano sia una responsabilità disciplinare sia una responsabilità precontrattuale, che darebbe quindi alla Roma il diritto a un risarcimento di natura economica”. Aggiungendo che “Il tweet del club francese, nel quale si annuncia apertamente l’accordo con la Roma per il calciatore brasiliano, è la ciliegina sulla torta di un prodotto che i due club hanno accompagnato nel tempo che configura già di per sé un accordo contrattuale. Quel tweet è una prova importante. Ma credo che nelle caselle di posta elettronica o nei fax ci sia tutto un percorso di trattative al culmine dei quali è arrivato quel tweet”.

SENZA CONTRATTO NON C’È VINCOLO – Chiara allusione quindi ad una responsabilità contrattuale per i francesi e disciplinare per il giocatore in alternativa a quella precontrattuale.  Non conosciamo bene il carteggio fra le parti, ma riteniamo complicata una controversia, sia sportiva che civile volta a riconoscere una responsabilità dei francesi e del giocatore sulla base della tesi che lo scambio di annunci equivalga ad un contratto. Nel sistema di trasferimento dei giocatori, infatti, vige un principio di formalismo che difficilmente può essere disatteso. Spiegato in modo semplice si può dire che: o esiste un contratto formale firmato da entrambe le parti e dal giocatore, facendo quindi scattare il trasferimento e le sanzioni per l’eventuale sottoscrizione di altro contratto con un altro club, oppure non vi è nessun vincolo contrattuale fra le parti (club e giocatore).

RESPONSABILITÁ PRECONTRATTUALE – Diversa potrebbe essere la strada di una responsabilità precontrattuale, che non esiste nel diritto sportivo ma potrebbe esservi ricondotta partendo dal diritto ordinario (civile, in particolare). In quasi tutti gli ordinamenti nazionali, infatti, pur non essendovi un obbligo di concludere una trattava iniziata, c’è un obbligo di portare avanti le trattative con correttezza e buona fede, oggi intesa in senso oggettivo, a seguito dell’evoluzione giurisprudenziale degli ultimi 20 anni. E quindi la violazione della buona fede in tutte le fasi di negoziazione (e non solo, anche durante l’esecuzione del contratto) di per sé darebbe titolo per il risarcimento del danno, che tuttavia andrebbe provato nella sua esistenza e nel suo ammontare, trattandosi di un danno “conseguenza”. In altre parole, sicuramente il comportamento di chi annuncia di aver raggiunto un accordo su tutto per il trasferimento di un calciatore e poi riapre le trattative con altro club risulta essere discutibile dal punto di vista della correttezza sportiva e in mala fede per il diritto ordinario.

QUANTIFICARE IL DANNO – Ma il danno deve comunque essere provato, cosa complicata trattandosi di dimostrare un mancato introito che sarebbe venuto dalla assunzione di un calciatore, essendo estremamente difficile valutare l’apporto che il giocatore avrebbe potuto dare qualora fosse stato inserito nella squadra. Come faccio a dimostrare quello che ho perso non ingaggiando a quel prezzo il giocatore, sostituendolo con un altro? Magari quest’ultimo potrebbe essere addirittura superiore al primo, dipendendo il valore delle prestazioni sportive da fattori imponderabili. Tanto che la Roma, per bocca del suo stesso d.s. ha annunciato che cercherà soluzioni alternative…      

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