Frosinone-Palermo: seconda puntata e nuovi fronti…

Frosinone-Palermo: seconda puntata e nuovi fronti…

Di Francesco Paolo Traisci. Dopo l’omologazione della gara di ritorno con la vittoria del Frosinone e la conseguente promozione dei laziali in serie A, il Palermo non ha atteso nemmeno un secondo ed ha preannunciato battaglia su tutti i fronti.

di Francesco Paolo Traisci

Non l’hanno certo presa bene a Palermo! Dopo l’omologazione della gara di ritorno con la vittoria del Frosinone e la conseguente promozione dei laziali in serie A, il Palermo non ha atteso nemmeno un secondo ed ha preannunciato battaglia su tutti i fronti. Tre fronti sono stati aperti, a sentire le dichiarazioni del Presidente rosanero Giammarva rilasciate al sito ufficiale del club.

LA PARTITA – Il primo: la partita contro il Frosinone. Richiesta la vittoria a tavolino o, in estremo subordine, la ripetizione della gara. Fronte chiuso però dalla pronuncia definitiva della Corte d’Appello Federale riunita a sezioni unite sotto la presidenza del Prof. Piero Sandulli, che in uno scarno comunicato ha dichiarato di aver rigettato il ricorso. Il match, malgrado l’omologazione, non si sarebbe svolto in modo regolare e per questo la società rosanero aveva presentato dichiarando che “tale opinione si è rafforzata dopo avere preso visione dei verbali arbitrali che confermano come tutti gli episodi accaduti durante la gara facciano parte di un unico progetto, a differenza di quanto valutato e sanzionato dal Giudice sportivo, finalizzato ad ostacolare il regolare svolgimento della gara a danno del Palermo. Il Giudice ha ritenuto di valutare i singoli accadimenti (lancio di palloni, anche dalla curva dei tifosi, invasione di campo, etc.) e di non considerare che essi nell’insieme abbiano di fatto alterato la gara, con la conseguenza che tali fatti avrebbero dovuto essere sanzionati con la perdita della partita da parte del Frosinone”.

DISEGNO PER ALTERARE LA GARA – A sentire questa dichiarazione due sarebbero i punti chiave del ricorso. Innanzitutto la globalità dei comportamenti: non fatti isolati come valutati dall’arbitro nel suo referto, ma un disegno unico della società avversaria di alterare l’andamento della gara. Non singoli episodi, che l’arbitro ha visto e valutato, punendoli come fatti individuali, ma una condotta articolata del Frosinone volta a non fare arrivare alla giusta conclusione la partita. L’arbitro, nel suo referto avrebbe quindi compiuto errori di valutazione tali da inficiare l’esito della gara a vantaggio della squadra ospitante. Errori tecnici che avrebbero potuti essere valutati in modo differente dalla Corte d’Appello, se avesse ritenuto di dover ribaltare l’esito della gara stessa. Secondo alcune interpretazioni poi, l’obiettivo del Palermo sarebbe stato anche quello di dimostrare che il triplice fischio di conclusione del match con il terreno di gioco invaso dai sostenitori locali non sarebbe mai stato effettuato dall’arbitro e, pertanto, la partita non sarebbe giunta alla regolare conclusione. Contrariamente a quanto affermato dallo stesso La Penna nel proprio referto.

INESATTEZZE NEL REFERTO – In secondo luogo, nel suo ricorso il Palermo potrebbe aver evidenziato anche che il referto dell’arbitro conterrebbe delle inesattezze, sollevando il problema delle prove. Lo avevamo detto noi: il giudice di primo grado si limita a valutare il referto dell’arbitro e (eventualmente) dei suoi collaboratori e di eventuali componenti della FIGC presenti. E proprio su quella base che si è fondato il provvedimento del giudice sportivo: ha semplicemente svolto il suo controllo sull’esito della partita in base alle risultanze del referto arbitrale, come previsto dall’art. 35 del Regolamento, rifiutandosi di fare ricorso alle immagini come esplicitamente richiesto dal Palermo. Nella decisione del giudice sportivo infatti la richiesta di far ricorso alle immagini televisive viene rigettata perché non si tratterebbe di ipotesi per le quali queste sarebbero ammesse ai sensi dell’art. 35 1.3.

RICORSO RIGETTATO – Ma la corte d’Appello non ha certo avuto margini molto maggiori e, probabilmente (non conosciamo ancora le motivazioni ma possiamo intuire) il rigetto del ricorso si è proprio basato sulla impossibilità del giudice di smentire i risultati del referto arbitrale. Il giudice si limita a valutare il referto arbitrale (e gli eventuali supplementi o referti di altri collaboratori), potendo utilizzare immagini supplementari soli in caso di erronee valutazioni su casi di violenza (la famosa prova televisiva). Nulla si afferma sulla veridicità del referto stesso e su come smentirlo ma in generale vige il principio che esso fa fede.

RICORSO RIGETTATO – Cambia però per il diritto ordinario. È vero che la legge 280 del 2003 aveva riservato agli organi della giustizia sportiva le controversie relative ai comportamenti rilevanti dal punto di vista disciplinare e l’irrogazione ed applicazione delle relative sanzioni disciplinari sportive”. Quindi ogni strada sarebbe preclusa! Ed invece no: è addirittura intervenuta la Corte Costituzionale con una ordinanza del 2010 secondo la quale, per farla breve, sarebbe possibile proporre dinanzi al giudice statale la domanda per ottenere non già la vittoria della partita bensì il risarcimento del danno subito dalla mancata vittoria dello spareggio, ossia la mancata promozione in serie A.

PARMA E FRODE SPORTIVA – Il secondo fronte ora evidentemente quello più caldo: quello che vede il Palermo interessato nel procedimento aperto contro il Parma per frode sportiva. Altrove abbiamo analizzato il caso Parma. Con il deferimento del giocatore gialloblu Emanuele Calaiò, per responsabilità oggettiva, della stessa società, per il presunto tentativo di combine nella gara contro lo Spezia, gara poi vinta dal Parma che ha consentito agli emiliani di ottenere la promozione diretta in Serie A superando in extremis il Frosinone. Frosinone condannato agli spareggi che poi ha vinto a scapito del Palermo stesso. Qualora fosse provata la frode sportiva per la violazione dell’art. 7 del Regolamento di Giustizia sportiva l’intero esito dei play off verrebbe messo in discussione ed il Palermo spera così di ottenere comunque la promozione in serie A. E per questo il Palermo ha annunciato di voler partecipare al procedimento contro il Parma. E può farlo, perché il Regolamento lo consente. Infatti, mentre per le altre violazioni al procedimento disciplinare possono partecipare solo i soggetti deferiti e la procura, per quelli possibile ricorso 3. Nei casi di illecito sportivo sono legittimati a partecipare anche i “terzi portatori di interessi indiretti, compreso l’interesse in classifica”. Ecco il Palermo vuole partecipare al procedimento contro il Parma per far valere i propri interessi alla promozione in A. Mors tua vita mea!

GIUSTIZIA ORDINARIA– Terzo fronte: la giustizia ordinaria. Come è noto, il sistema della giustizia sportiva si fonda su quello che viene definito come “vincolo di giustizia sportiva” e previsto nell’art. 30 dello Statuto FIGC al n. 2 che afferma “2. I soggetti di cui al comma precedente, in ragione della loro appartenenza all’ordinamento settoriale sportivo o dei vincoli assunti con la costituzione del rapporto associativo, accettano la piena e definitiva efficacia di qualsiasi provvedimento adottato dalla FIGC, dalla FIFA, dalla UEFA, dai suoi organi o soggetti delegati, nelle materie comunque riconducibili allo svolgimento dell’attività federale nonché nelle relative vertenze di carattere tecnico, disciplinare ed economico”, tanto che ogni violazione del vincolo viene sanzionata dall’art. 15 del Regolamento di giustizia sportiva. Quindi prima di denunciare il Frosinone o il Parma per illecito sportivo, reato ai sensi del diritto penale in virtù di una legge del 1989, il Palermo deve mettere in atto le procedure previste per superare questo vincolo. Ma nel frattempo ha preannunciato la sua denuncia penale. Inoltre, come abbiamo visto sopra, un’eventuale esenzione dal vincolo potrebbe consentire al Palermo di agire dinnanzi al giudice ordinario per far valere l’eventuale mancanza di veridicità del referto arbitrale con mezzi probatori preclusi per la giustizia sportiva ed ottenere in caso di vittoria un risarcimento del danno da mancata promozione.

ARBITRO – Non ha risparmiato nessuno nelle sue dichiarazioni, il Presidente! Ed ecco sul finale un accenno, nemmeno tanto velato, anche alle polemiche in seguito alla divulgazione della notizia di un possibile legame tra la sua professione di avvocato e la famiglia Stirpe. “Bisognerebbe appurare se l’arbitro in questione abbia rappresentato all’AIA la sussistenza di potenziali conflitti di interessi con il Frosinone, mettendo il designatore nelle condizioni di valutare con cognizione di causa la designazione stessa. Se ciò è avvenuto – conclude il Presidente Giammarva – c’è da chiedersi perché il designatore non abbia ritenuto tutto ciò rilevante”. Colpa dell’arbitro che avrebbe nascosto tali informazioni, o accuse dirette al designatore per una designazione quanto meno inopportuna?

 

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy