FIGC, sette mesi di scontri: dal commissariamento alle nuove elezioni

FIGC, sette mesi di scontri: dal commissariamento alle nuove elezioni

Di Francesco Paolo Traisci. Sono giorni cruciali per la governance del nostro calcio. Dopo un travagliato commissariamento, il 22 ottobre si terranno le elezioni del Presidente Federale. Infatti il Commissario Straordinario ha convocato l’Assemblea Federale Elettiva. Ma sarà tutto così semplice?

di Francesco Paolo Traisci

Sono giorni cruciali per la governance del nostro calcio. Dopo un travagliato commissariamento, il 22 ottobre si terranno le elezioni del Presidente Federale. Infatti con il C.U. n. 64 del 31 agosto il Commissario Straordinario ha convocato l’Assemblea Federale Elettiva per le elezioni del Presidente Federale, rendendo così pubblica la disponibilità a porre fine ad un commissariamento della FIGC per molti versi assai travagliato. Ma sarà veramente così?

FEBBRAIO 2018 – Cerchiamo di ricostruire le tappe salienti di una vicenda che ha radici lontane di un commissariamento, iniziato su un fronte doppio, insieme a quello della Lega A, nel lontano febbraio di quest’anno. Un commissariamento frutto di una serie di malumori e di conflitti, sia fra le varie componenti della Federazione, sia all’interno di ciascuna di esse, esploso con fragore in seguito alla mancata qualificazione per i mondiali di Russia, ma con radici antiche di contrasti che, di fatto, avevano reso ingovernabile la FIGC e le sue varie componenti. Ingovernabilità e necessità di riforme sono state quindi i due moventi che hanno indotto il CONI a commissariare la FIGC. Ingovernabilità perché non si era riusciti a trovare una convergenza sul nome di un Presidente, visto che a più riprese le elezioni per il Presidente federale si erano concluse con un nulla di fatto, anche per l’assenza di alcune componenti, anch’esse prive di rappresentanti. Servivano poi riforme per adeguare lo Statuto alla nuova legge sul CONI, che ha imposto nuove regole per la composizione degli organi del CONI e delle Federazioni.

COMMISSARIO – E così con la deliberazione n. 52 del 1° febbraio 2018, la Giunta Nazionale del CONI ha nominato Commissario Straordinario della Federazione Italiana Giuoco Calcio, il Dott. Roberto Fabbricini, conferendo al medesimo i poteri del Presidente, del Comitato di Presidenza e del Consiglio Federale, in sostituzione del Presidente dimissionario e degli altri organi Federali. A sua volta, dopo aver comunicato la presa di poteri, con il C.U n.2, il Commissario Straordinario provvedeva all’ulteriore nomina di un commissario straordinario per la Lega di Serie A, nominando il Presidente del CONI, Giovanni Malagò, Commissario Straordinario della Lega Nazionale Professionisti Serie A e conferendogli tutti i poteri necessari per l’espletamento delle funzioni spettanti agli organi della LNP A dichiarati decaduti (di fatto sostituendo il precedente commissario straordinario, Carlo Tavecchio, nominato quando era ancora Presidente Federale). Nell’atto di nomina, veniva poi fissato il termine per mandato commissariale, specificandosi che questo avrà fine “con la ricostituzione degli organi della Lega Nazionale Professionisti Seri A, da attuarsi entro il 1° agosto 2018”.

PRIMA ASSEMBLEA – E così, dopo aver constatato che i Presidenti di Serie A erano arrivati ad un intesa sui nomi che avrebbero composto il Consiglio e sul Presidente di Lega, il 23 maggio il Commissario Straordinario della Lega A, provvedeva a convocare l’Assemblea di Lega, che eleggeva il suo presidente ed i suoi organi rappresentativi ponendo così termine al suo commissariamento. Nel frattempo, anche la Lega B, aveva provveduto a ricostruire i propri organi direttivi ed a eleggere il presidente. Ricostruita quindi la base elettorale necessaria per procedere alle elezioni, alcune componenti (LegaPro), LND, Arbitri, AIC, chiedevano in data 18 maggio (sapendo già che di lì a poco ci sarebbe stata l’elezione di un Presidente di Lega A e dei relativi consiglieri), chiedevano, così come da Statuto, al Commissario Straordinario di convocare l’Assemblea elettorale per l’elezione del Presidente Federale.

PROROGA – Nelle dichiarazioni emergeva poi una convergenza di queste componenti (rappresentanti il 73 % dei voti e quindi sufficienti per l’elezione stessa), sul nome di un candidato di prestigio e sicuramente super partes. Richiesta rimasta inascoltata, senza peraltro ufficializzarne i motivi. Al contrario il silenzio del Commissario Straordinario veniva colmato da una Delibera del Consiglio Nazionale del CONI di “Proroga nomina del Commissario Straordinario e dei Vice Commissari della FIGC” del 10 luglio, presa in seguito ad una decisione della sua Giunta Nazionale. In questa delibera il Commissariamento veniva prorogato “per procedere alla modifica dello Statuto Federale. Il mandato commissariale avrà termine con la ricostituzione degli organi federali, entro e non oltre 150 giorni”. Una bocciatura quindi alle richieste di procedere alle elezioni federali, sottintendendo che queste sarebbero dovute avvenire con nuove regole, regole alla elaborazione ed approvazione delle quali avrebbe provveduto direttamente il Commissario Straordinario. 

RICORSO – Ed allora, nel botta e risposta che si era instaurato, il 18 luglio Lega Pro, LND, Arbitri e AIC depositavano quindi un ricorso, dinnanzi al Collegio di Garanzia del CONI, competente in questo caso, per l’annullamento di questa Delibera e degli atti ad esso prodromici, ossia della decisione della Giunta, che non aveva avuto alcuna pubblicità e, per completezza, anche dell’eventuale documento con il quale il Commissario Straordinario aveva rigettato la richiesta di elezioni. Nella richiesta dei ricorrenti evidentemente c’era la valutazione dell’urgenza di ricostruire gli organi federali rispetto alla necessità di procedere alla modifica dello statuto, atteso che su quel fronte non si erano, a detta dei ricorrenti, ancora ottenuti risultati apprezzabili.

REGOLE ELETTORALI – Questo quello che emerge dalla Ordinanza collegiale del 31 luglio in cui, “ritenuto che occorre una ponderazione e adeguata comparazione tra il legittimo interesse dei ricorrenti a che la convocazione ordinaria della Assemblea non sia procrastinata oltre limiti temporali strettamente funzionali alla definizione delle nuove regole, e l’interesse del CONI a che l’Assemblea si celebri auspicabilmente secondo le regole risultanti dall’adeguamento statutario al mutato contesto normativo di riferimento”, veniva fissata la data per la trattazione del ricorso, al 7 settembre, data “entro la quale il Collegio ritiene che, considerando entrambi i contrapposti interessi, si possa o speditamente procedere all’adeguamento statutario, avendo il CONI ottenuto a tale data l’approvazione del Governo; ovvero, qualora i tempi procedimentali apparissero a tale data ancora incerti, si possa dar prevalenza alla richiesta a termini dell’attuale statuto di procedere al rinnovo delle cariche”. Evidentemente, il problema è quello delle regole elettorali, in particolare, dell’adeguamento dello Statuto alle indicazioni del CONI, che avrebbe a sua volta dovuto nel frattempo modificare il proprio e le regole destinate a guidare le modifiche degli Statuti delle varie Federazioni, conformandole alle indicazioni della legge 8 del 2018

TRE MANDATI – Quest’ultima infatti, ha introdotto alcune importanti modifiche nella disciplina del CONI (e delle Federazioni), ed in particolare l’ormai famoso limite dei tre mandati per i presidenti federali con la riforma dell’art. 3 comma 2 della precedente legge, sulla scorta di quanto previsto per il Presidente dei CONI. Ma mentre per il Presidente e gli altri organi del CONI esisteva un precedente limite di 2 mandati (quindi quello precedente risultava addirittura aumentato) per i Presidenti ed i componenti degli organi delle Federazioni, l’art. 16 prevedeva sì il limite dei due mandati (o dei tre in caso di uno dei due con durata inferiore ai 2 anni), ma consecutivi, per cui, se vi era un lasso di tempo con un interregno di un altro) il terzo mandato era legittimo. Ed ancora, era previsto che, in ogni caso, chi aveva svolto completamenti due mandati pieni, avrebbe potuto comunque essere eletto per un ulteriore mandato, qualora avesse raggiunto una maggioranza non inferiore al 55% dei voti validamente espressi”. Una regola più o meno analoga, seppur leggermente differente per le maggioranze previste per i mandati successivi ai primi 2 era prevista anche dallo Statuto della FIGC. IL limite dei tre mandati, senza condizioni è invece previsto dall’art. 2 comma 2, che afferma: “Gli statuti delle federazioni sportive nazionali e delle discipline sportive associate prevedono le procedure per l’elezione del presidente e dei membri degli organi direttivi, promuovendo le pari opportunità tra donne e uomini. Il presidente e i membri degli organi direttivi restano in carica quattro anni e non possono svolgere più di tre mandati”.

DELEGHE ASSEMBLEARI – Altro punto di conflitto è quello del numero di deleghe assembleari, che la Legge ha dato al CONI il compito di limitare “al fine di garantire una più ‘ampia partecipazione alle assemblee”, determinando con  proprio provvedimento, i principi generali per l’esercizio del diritto di voto per delega in assemblea “mediante una riduzione del numero delle deleghe medesime che possono essere rilasciate, in numero comunque non superiore a cinque”. Una novità, che in caso le Federazioni non dovessero adeguare i propri statuti, autorizza il CONI a nominare un commissario appositamente. La legge ha quindi previsto un duplice termine: 4 mesi dalla sua entrata in vigore, dati al CONI per adeguare il proprio Statuto alle nuove disposizioni; 4 mesi dalla data di approvazione delle modifiche statutarie del CONI, alle Federazioni per adeguare i loro statuti.  Il problema è che ancora le modifiche statutarie del CONI non sono state approvate dal Ministero, con la conseguenza che il termine per l’adeguamento delle regole elettorali per la FIGC è ancora pendente.

ELEZIONI IL 22 OTTOBRE CON LE NUOVE REGOLE – Abbiamo quindi passato l’estate in attesa dell’udienza del Collegio arbitrale che avrebbe quindi fatto chiarezza e deciso se, quando e con che regole procedere all’elezione federale! Ma, ulteriore colpo di scena! Il 31 agosto appunto, il Commissario Straordinario comunica di aver indetto le elezioni, esplicitando quindi la disponibilità a porre fine volontariamente al Commissariamento e di fatto vanificando gli effetti di quell’udienza. Ma prima però ha provveduto a chiarire le regole del gioco. Si voterà non già in base alle vecchie regole, ma a quelle che aveva appena provveduto a modificare, con la modifica degli art. 2, 3 e 4 delle NOIF con il C.U. n. 63 sempre del 31 agosto. E, subito dopo la modifica specifica (con il C.U. 63) il Regolamento elettorale.

ESCLUSIONE DI ABETE? – Al centro, delle modifiche allo statuto e del Regolamento spicca la ineligibilità, il limite dei tre mandati per il Presidente e per i consiglieri federali. Il tutto farebbe pensare ad una esclusione del candidato forte del blocco rappresentato da Lega Pro, LND, Arbitri e AIC, Giancarlo Abete, che ha già ricoperto la carica di Presidente Federale dal 2 aprile 2007 all’11 agosto 2014, ma che in altre occasioni era già stato componente del Consiglio Federale. E, secondo l’opinione comune, pur non avendo raggiunto il limite di mandati presidenziali, avrebbe raggiunto quello di presenze nel Consiglio Federale e sarebbe quindi ineleggibile, così come peraltro numerosi altri nomi che si trovano nella stessa condizione. Le modifiche allo Statuto subito prima del voto sono legittime, senza che nel frattempo siano cambiate le norme del CONI che stanno a monte? Hanno effettivamente efficacia immediata le nuove regole? Serviranno per escludere dalla competizione alcuni nomi non graditi?

Potrebbe essere chiamato a stabilirlo lo stesso Collegio di Garanzia del CONI. Oppure accettando le modifiche la coalizione troverà un nuovo candidato che riesca a raggiungere il consenso necessario? E che faranno Lega A e Lega B, che sino ad oggi non si sono pronunciate? Il 22 ottobre appare lontano. Ne vedremo delle belle!

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