Diritti audiovisivi, da un colpo di scena all’altro…

Diritti audiovisivi, da un colpo di scena all’altro…

Di Francesco Paolo Traisci. Prima la risoluzione del contratto, poi il nuovo bando e ora l’inaspettato ritorno di Mediapro e i pacchetti della discordia. La questione dei diritti televisivi è sempre più complicata.

di Francesco Paolo Traisci

Nella saga senza fine dei diritti audiovisivi, arriva un nuovo colpo di scena. Dopo aver minacciato azioni legali, parlato di malafede e di inganni da parte di alcuni, Mediapro, l’intermediario indipendente che si era aggiudicato la totalità dei diritti audiovisivi sulla nostra serie A per i prossimi tre campionati, sembrava aver capito che in Italia le regole ci sono e vengono rispettate se qualcuno ha interesse a che lo siano. Per questo aveva presentato alla Lega di Serie A il 4 luglio (ossia in quelli che ha dichiarato essere i “termini legali previsti”), quelle che sarebbero state, a dire del suo portavoce, “le garanzie richieste”. In una nota, la società spagnola aveva spiegato di aver presentato le garanzie in una riunione avvenuta proprio il 4 pomeriggio alla presenza del Presidente della Lega, dei consulenti legali e ai rappresentanti del board della Lega, prevedendo che, “a seguito dell’accettazione formale delle garanzie da parte dell’assemblea già convocata” per l’indomani mattina, la stessa Mediapro avrebbe “ripreso il processo di vendita dei diritti tenendo conto del pronunciamento del Tribunale di Milano” (che aveva annullato i bandi per i pacchetti creati dagli spagnoli, ritenuti contrari alle regole di legge e contrattuali). La prospettiva degli spagnoli era quindi quella di ritornare nella titolarità dei diritti audiovisivi, che la Lega aveva deciso di riprendersi esercitando il diritto di risoluzione previsto dall’art. 12.2. del contratto.

RISOLUZIONE VALIDA – Ma evidentemente non è andata così. La Lega, sentito il parere dei suoi legali, non ha ritenuto conformi al bando le garanzie fornite ed ha proseguito per la strada tracciata con il comunicato del 31 maggio, pubblicando nel proprio sito istituzionale un nuovo invito a operatori della comunicazione e ad intermediari indipendenti (compresa quindi la stessa Mediapro) a manifestare interesse per degli “schemi di pacchetti” elaborati, al fine poi di mettere a punto dei nuovi pacchetti “definitivi”. Facendo così ha confermato di ritenere valida la risoluzione esercitata ai sensi dell’art. 12.2. del contratto, validità che può essere valutata analizzando due punti fondamentali. La tempestività della presentazione delle garanzie da parte di Mediapro al fine di evitarla e la effettiva rispondenza delle garanzie fornite in relazione a quelle previste dal contratto.

TEMPISTICHE DELLA DIFFIDA – Per quanto riguarda la prima questione, l’efficacia della presentazione delle garanzie nei termini dipende dal tenore della comunicazione che la Lega ha inviato a Mediapro per la risoluzione. L’art. 12.2 prevede infatti che la risoluzione possa essere dichiarata sia con l’esercizio di quella che viene definita una diffida ad adempiere (ex art. 1454), sia mediante il richiamo di una clausola risolutiva espressa, a sua volta disciplinata dall’art. 1456. E la differenza sta proprio nella possibilità del debitore di evitare la risoluzione. Il tutto dipende dal tenore della comunicazione, che noi evidentemente possiamo ricostruire solo attraverso i comunicati delle due parti. Se la Lega avesse inviato una diffida ad adempiere, ossia ha invitato Mediapro a fornire le garanzie previste entro il termine che concesso, Mediapro avrebbe “salvato” il contratto con la tempestiva presentazione delle garanzie richieste; se invece avesse comunicato la risoluzione perché si è verificato uno degli eventi previsti dall’art. 12.2. (e la mancata presentazione delle garanzie nei termini previsti è uno di questi) il contratto si sarebbe già risolto e per Mediapro non ci sarebbe più nulla da fare. Se avesse fatto così non avrebbe avuto senso tutto il seguito ossia la valutazione delle garanzie fornite, ma evidentemente malgrado alcuni segnali indichino il contrario, la strada scelta potrebbe essere stata quella della diffida ad adempiere. 

LE GARANZIE… – L’altro punto è quello delle garanzie fornite. Il bando lo prevede al punto 10.2. In particolare il 10.2.1 afferma che “il pagamento del corrispettivo deve essere garantito da fideiussione bancaria a prima richiesta emessa da primario istituito di credito in relazione al corrispettivo dovuto per ciascuna Stagione Sportiva, secondo il testo standard di fideiussione riprodotto all’allegato 7”. La stessa norma però prevede che “laddove una società esercitante, ai sensi dell’art. 2359 cod. civ., il controllo anche indiretto sul licenziatario, sia dotata di consistenza patrimoniale (patrimonio netto risultante dall’ultimo bilancio depositato o dall’ultimo bilancio consolidato, che nell’uno e nell’altro caso deve essere certificato da primaria società di audit) di entità superiore al corrispettivo previsto dalla licenza […], il Licenziatario può presentare, in alternativa alla fideiussione bancaria, fideiussione a prima richiesta emessa da tale società controllante in relazione al corrispettivo dovuto per ciascuna stagione, IVA inclusa, sempre secondo il testo riprodotto nell’Allegato 7”.

…NON RISPONDEVANO AL BANDO – Fatto sta che le garanzie fornite non sono state, dai legali della Lega ritenute rispondenti al bando. Anche in questo caso, ricostruendo un ragionamento solamente in base ai comunicati delle parti, sappiamo che Mediapro Italia non ha presentato alcuna fideiussione bancaria ma, come affermato nel suo comunicato, “garanzie formate da una garanzia di Imagina (i soci attuali) ed una garanzia dei soci di Orient Hontai, certificata da KPMG per un totale di euro 1,6 miliardi”. Evidentemente, i legali della Lega che hanno esaminato il testo delle garanzie le hanno ritenute non conformi a quanto previsto nell’alternativa alla fideiussione bancaria, perché fornite da soggetti terzi sicuramente legati a Mediapro ma formalmente non dalla controllante e/o perché non corrispondenti al testo previsto o forse per altri motivi. Sui vari comunicati troviamo richiami ad entrambe le ipotesi. E la Lega sta andando avanti con la pubblicazione dei nuovi bandi. Ma che dirà Mediapro, estromessa dalla partita e privata anche della caparra sino ad ora versata?

NUOVI PACCHETTIMediapro non è affatto uscita di scena; anzi, pur non rinunciando alle azioni giudiziarie a sua tutela per la vicenda del bando annullato e della risoluzione esercitata dalla Lega, ha deciso comunque di partecipare alle trattative per i nuovi bandi e di sedersi a tavolino con la stessa Lega per manifestare l’interesse per i nuovi pacchetti. Ci potrebbe quindi essere anche la sua mano nei pacchetti “definitivi” messi in vendita.  Che, finalmente, sono stati pubblicati… Nessuna sorpresa: il mercato (o meglio, gli operatori media che governano il mercato) ha scelto lo schema B, quello per fasce orarie. Niente operatore unico. Le 10 gare divise in 3 pacchetti, con la possibilità dell’aggiudicatario di ciascuno di scegliere a turno le partite da trasmettere, inserendole nella fascia oraria di propria competenza e di scambiarsi le partite con i titolari degli altri pacchetti. L’aggiudicatario del pacchetto potrà poi trasmettere le dirette su tutte e quattro le piattaforme (satellite, digitale terrestre, mobile e internet) o farle trasmettere a partner su alcune di esse in base ad intese commerciali. Furibonda la Rai, perché l’esclusiva sui match impedirà di trasmettere in differita le immagini prima delle 22, rischiando di far scomparire una trasmissione storica come 90. minuto… Ora però via alle offerte… C’è tempo fino al 13 giugno per partecipare all’asta. Chi si aggiudicherà i pacchetti? Chissà? Ma l’impressione è che i giochi siano già fatti.

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