Dilettanti, è arrivata “la politica dei giovani”! Non solo obblighi, ma anche premi per chi schiera gli “under”

Dilettanti, è arrivata “la politica dei giovani”! Non solo obblighi, ma anche premi per chi schiera gli “under”

Di Francesco Paolo Traisci. Tutte le squadre dei campionati dilettantistici hanno l’obbligo di scendere in campo con un numero minimo di giovani, nella misura stabilita dal Consiglio Direttivo della LND. Ecco le norme per il prossimo campionato, ma anche delle novità interessanti…

di Francesco Paolo Traisci

È arrivata “la politica dei giovani”! E nello sport questo è un messaggio che viene portato avanti anche in considerazione dell’alto valore etico ed educativo che sempre di più viene proclamato a tutti i livelli. Basti pensare che nello stesso Trattato di Lisbona, che qualche anno fa ha ridisegnato l’Unione Europea, lo sport è stato inserito nella politica comune relativa alla “Istituzione, gioventù, sport e formazione professionale” (Sezione 5) con, in particolare, l’art. III-282 che, fra gli obiettivi dell’azione europea, prevede lo sviluppo “della fissazione della dimensione europea dello sport, promuovendo l’imparzialità e l’apertura nelle competizione sportive e la cooperazione fra organismi responsabili dello sport e proteggendo l’integrità fisica e morale degli sportivi, in particolare dei giovani sportivi”. I giovani sportivi sono quindi in primo piano!

Come sono inquadrati i giovani nel calcio?

E lo sono anche nel calcio. Due sono le categorie in cui sono inquadrati: i giovani di serie per coloro che sono tesserati (da non professionisti) per le squadre professionistiche ed i giovani dilettanti. I primi sono appunto i giovani che dai 14 anni fino al termine della stagione in cui compiono i 19 anni fanno parte delle squadre giovanili di un club professionista, mentre gli altri sono tali fino al compimento dei 25 anni, rimanendo vincolati al club di appartenenza. Peraltro, fra questi ultimi una grande importanza è attribuita agli juniores chiamati anche “under”, avendo tutte le squadre dei campionati dilettantistici l’obbligo di scendere in campo con un numero minimo di questi giocatori, nella misura stabilita dal Consiglio Direttivo della LND.

Quanti giovani si devono schierare?

E così (in seguito al C.U. 184 del dicembre 2018) per il prossimo campionato 2019/2020, in serie D dovranno scendere in campo necessariamente quattro under 20, di cui 1 potrà essere nato nel 1999, mentre gli dovranno essere nati dopo il primo gennaio 2000 ed uno necessariamente del 2001. È chiaro che potranno essere tutti del 2001 o essercene 3 del 2000 ed uno del 2001, ma non potranno esserci contemporaneamente in campo meno di 4 giovani di cui un giocatore nato dopo il 1° gennaio 2001 e due dopo il 1° gennaio del 2000. Ciò significa anche che, qualora dovesse uscire dal campo quello nato dopo il 2001, dovrà essere sostituito da un pari età, mentre un 2000 o un 1999 potranno essere sostituiti da un pari età o anche da uno più giovane. Si tratta di numeri minimi, cosicché l’allenatore è sempre libero di schierarne di più, purché, appunto, sia rispettato il numero minimo per ciascuna fascia di età. Nel senso che può mandare in campo anche 7 nati dopo il 1999 ma la sua squadra sarà sanzionata, con la sconfitta a tavolino, se durante tutta la gara non sono presenti in campo contemporaneamente almeno tre giocatori nati dopo il 1 gennaio 2000 di cui uno nato dopo il 1 gennaio 2001.

Quali sono le sanzioni per chi non schiera i giovani?

La sanzione per chi non scende in campo, o per chi rimane in campo dopo le sostituzioni senza i giovani previsti è la perdita della gara, ai sensi dell’art. 17, comma 5 del codice di giustizia sportiva FIGC. Stesse regole ma con meno complicazioni per Eccellenza e Promozione, in cui saranno considerati under solo i nati dopo il 1 gennaio 2000 e ne sono richiesti solo due in campo di cui almeno uno nato dopo il primo gennaio 2001, con la possibilità per ogni comitato regionale di prevedere requisiti più stringenti, ossia un numero maggiore di under, ma non più di tre. Nell’attuale campionato molisano, ad esempio, ne sono richiesti 3 di cui almeno due nati dal 2000 in poi. Che farà il Comitato Regionale per l’anno prossimo? Seguirà le direttive nazionali o manterrà lo status attuale? 

Ci sono solo obblighi?

Ma da quest’anno, oltre agli obblighi ci sono anche dei premi! Infatti è stato lanciato un programma chiamato “la politica dei giovani” per incentivarne l’uso nelle gare ufficiali. Ne parla il Comunicato n. 200 della LND pubblicato il 28 dicembre, che prevede premi in “corso d’opera”, ossia per la stagione di ritorno del presente campionato. Ci sarà una graduatoria con dei punti assegnati alle squadre che schierano, sin dall’inizio, più giovani rispetto a quelli “obbligatori”. Un punteggio che varia in funzione del minutaggio disputato da ogni singolo ragazzo under fatto scendere in campo dall’inizio, con esclusione di quelli in prestito da squadre professionistiche e di quelli espulsi durante la gara (oltre, evidentemente, a quelli subentrati in corso di gara). A fine campionato poi sarà stilata una classifica per ciascun girone dei campionati di Eccellenza e Promozione e la prima di ognuno di questi otterrà un premio una volta che si sarà iscritta al prossimo campionato 2019/2020. Non potranno però essere premiate nemmeno quelle società che non partecipano al campionato juniores, chi si è ritirato da questo campionato e le squadre che a fine stagione saranno retrocesse dai campionati di Eccellenza e Promozione disputati quest’anno. Un incentivo interessante e sicuramente efficace. Ma dovrebbe bastare anche solo l’idea di far giocare i giovani, valorizzandone le potenzialità, ed investendo sulla loro crescita e sul loro futuro.   

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