Il commissariamento della FIGC e della Lega Serie A: presupposti e dinamiche

Il commissariamento della FIGC e della Lega Serie A: presupposti e dinamiche

Di Francesco Paolo Traisci. Prima la crisi delle due Leghe maggiori, commissariate dalla Federazione, poi quella della stessa FIGC che ha portato alle dimissioni del Presidente Federale. Ora attraverso l’intervento del CONI si cerca di rimettere in carreggiata il calcio italiano.

di Francesco Paolo Traisci

La sconfitta nella doppia gara con la Svezia che ci ha precluso l’accesso ai Mondiali di Russia ha scatenato una reazione a catena che ha portato (insieme, per la verità, ad altre concause) ad una rivoluzione nel sistema calcio nostrano.

Prima la crisi delle due Leghe maggiori, commissariate dalla Federazione, poi quella della stessa Federazione che ha portato alle dimissioni del Presidente Federale, con minacce di commissariamento da parte del CONI. Minacce che, all’epoca, non portarono a nulla perché ancora mancanti dei presupposti giuridici per poterlo mettere in atto. Ma, come già sostenemmo a suo tempo, si trattava solo di aspettare. Infatti, l’unico presupposto (insieme a quelli inapplicabili relativi a imbrogli contabili ed a reati penali del presidente, che non sono mai stati rilevati), in base all’art. 6 e-ter dell’ultimo decreto legislativo che ne ha operato il riordino del CONI (meglio noto come Decreto Pescante) ed all’art. 6 n. 4 lett. f del suo Statuto, per il quale il Consiglio Direttivo del CONI può deliberare “su proposta della Giunta nazionale il commissariamento delle Federazioni sportive nazionali o delle Discipline sportive associate”, è quello “di una constatata impossibilità di funzionamento degli organi direttivi, o nel caso in cui non siano garantiti il regolare avvio e svolgimento delle competizioni sportive nazionali”. All’epoca non era stata ancora constatata tale impossibilità, ma oggi sicuramente, all’esito della mancata elezione di un presidente federale, l’impossibilità di funzionamento appare palese.

Il commissario della FIGC: Roberto Fabbricini

Ed ecco allora che sono sorti i presupposti tanto attesi per il commissariamento della Federazione, e di lì la nomina di Roberto Fabbricini, Segretario Generale del CONI, come Commissario. La scelta del Commissario è quindi caduta su di un uomo, sconosciuto ai più, che invece ha un ruolo importante all’interno del organigramma dell‘ente supremo del nostro sport. Secondo l’art. 9 dello statuto del CONI, infatti, il Segretario Generale è infatti quello che si occupa di tutta la gestione amministrativa e della attuazione concreta degli indicazioni che provengono dalla Giunta, mentre il Presidente si occupa dell’attività politica (presiede i vari organi ed agisce in caso di urgenza) e di rappresentanza. Il Segretario Generale è, di fatto, il n. 2 del CONI stesso, a riprova, come peraltro dichiarato, della volontà del CONI di prendere in mano la situazione.

Insieme al Commissario la Giunta ha nominato anche due Sub commissari, ossia collaboratori del Commissario con specifici compiti assegnati direttamente dalla Giunta del CONI stessa, il Prof. Angelo Clarizia, che si occuperà della ristrutturazione normativa, con l’arduo compito di semplificare le regole in modo da rendere governabile la Federazione, e Alessandro Costacurta, che si occuperà della parte tecnica e, specificamente, di scegliere la nuova guida della nazionale. Ma si tratta solo del primo passo. Il vero obiettivo del CONI e del suo presidente era ed è quello di mettere ordine nel vespaio della Lega di Serie A, da tempo arena di scontro per i noti interessi economici (leggasi diritti televisivi). Lega di Serie A, a sua volta da tempo commissariata…

Il commissario della Lega di Serie A sarà invece lo stesso Malagò

È questa la sfida che ha voluto raccogliere direttamente il Presidente del CONI, Giovanni Malagò, sicuro di riuscire, con un ruolo di commissario, a rimettere in carreggiata i riottosi padroni del calcio italiano. Ma per fare questo però è dovuto passare dalla Federazione. Il potere di commissariamento della Lega spetta infatti alla Federazione a cui fa capo la Lega stessa, ossia la FIGC e non al CONI. E quindi, la decisione del Commissariamento spetta agli organi della FIGC, ossia al suo Consiglio Direttivo, o, in mancanza di questo, al Commissario. Da qui il doppio passaggio, FIGC – Lega, da parte del CONI, con la nomina prima di un Commissario FIGC il quale, a sua volta nominerà (a breve, come primo atto annunciato), il Commissario di Lega.

Volendo un coinvolgimento diretto del suo Presidente nella “rifondazione” della Lega e ritenendo giustamente troppo oneroso affidargli il ruolo di doppio commissario, il CONI ha deciso quindi di nominare il n. 2 del suo organigramma (un uomo, lo ripetiamo, di comprovata esperienza nelle stanze del potere sportivo e non un carneade qualsiasi come lui stesso si è premurato di escludere), affinché poi questi nomini il n. 1 nell’organismo da lui controllato. Una curiosa inversione dei ruoli giustificata però dagli interessi in gioco!   

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