Caso Sala, il Cardiff deve comunque pagare il trasferimento dell’argentino?

Caso Sala, il Cardiff deve comunque pagare il trasferimento dell’argentino?

Di Francesco Paolo Traisci. È passata ormai più di una settimana dalla scomparsa del velivolo sul quale viaggiava Emiliano Sala. Purtroppo c’è anche chi si deve preoccupare dei risvolti economici della faccenda. Chi paga per il costo del cartellino del giocatore, che ancora il Cardiff deve saldare?

di Francesco Paolo Traisci

È passata ormai più di una settimana dalla scomparsa del velivolo sul quale viaggiava Emiliano Sala, bomber argentino appena passato dal Nantes al Cardiff nella sessione del calciomercato di gennaio. E sono ormai ridotte al lumicino le speranze di ritrovare vivi i due passeggeri del velivolo, il calciatore ed il pilota, dopo che al largo della Normandia sono stati ritrovati due sedili che potrebbero appartenere proprio al Piper utilizzato dall’argentino.

Purtroppo, come avviene in questi casi, c’è chi si preoccupa dei risvolti economici della faccenda e conta i danni. Ed allora tutti a farsi la stessa domanda: chi paga per il costo del cartellino del giocatore che ancora il Cardiff deve saldare? Perché ancora il giocatore non è mai sceso in campo con la nuova squadra ed il pagamento del prezzo pattuito per la cessione non è ancora stato versato, tanto che il Cardiff City sta cercando qualche cavillo per non pagare. Ma andiamo con ordine e con una premessa: il giocatore non è stato ancora trovato, non c’è prova che sia morto (e speriamo non lo sia) e quindi per il momento risulta semplicemente “assente” dal lavoro. E le ricerche aggrappate ad una sempre più flebile speranza proseguono con mezzi privati.

Prima domanda: come funziona il contratto di cessione di un calciatore?

Come è noto, nel calcio professionistico i calciatori sono legati ad un club in virtù di un contratto di lavoro subordinato sportivo, contratto che impegna il calciatore ed i club, rispettivamente, a svolgere la propria prestazione sportiva ad esclusivo favore del club (e quindi, principalmente, scendere in campo e partecipare alle sedute di allenamento per la squadra che lo ha tesserato), il primo, ed a versare regolarmente lo stipendio di quest’ultimo, il club. Tutto ciò per il numero di stagioni previste nel contratto. Questo contratto può essere ceduto, dal club ad un altro club per le stagioni di contratto residue. Ed il corrispettivo della cessione dipenderà, oltre dal valore del giocatore, anche da questo tempo residuo. E ciò anche perché per il perfezionamento della cessione è necessario il consenso del calciatore, dovendosi peraltro procedere comunque con un nuovo tesseramento. Superando le questioni giuridiche che riguardano la natura bilaterale o trilaterale del contratto di cessione delle prestazioni sportive, è possibile ritenere che, in ogni caso, il trasferimento si perfeziona definitivamente quando c’è l’accordo di tutte e tre i soggetti, ossia i due club ed il calciatore, oltre alla preventiva verifica dell’idoneità dello stesso allo svolgimento dell’attività sportiva (per questo le visite mediche si fanno prima della cessione e del nuovo tesseramento). Una volta quindi sottoscritto l’accordo di cessione, il trasferimento sarà effettivo. E ciò, nel caso Sala, è avvenuto. Il giocatore ha sostenuto le visite mediche, le parti hanno firmato la cessione ed il giocatore l’ha accettata, sottoscrivendo un nuovo tesseramento.

Seconda domanda: quindi il Cardiff City deve pagare?

Si, essendosi in presenza di un contratto di cessione valido, il giocatore è diventato un nuovo dipendente del Cardiff, tanto che questo è tenuto al suo adempimento, ossia al versamento del corrispettivo nei modi e nei termini previsti. L’eventuale impossibilità della prestazione si è verificata dopo la conclusione del contratto di cessione e quindi non riguarda più il club cessionario, ossia il Nantes. Non credo proprio che ci sia spazio per impugnare il trasferimento, anche qualora non fosse ancora stato perfezionato dalla Federazione Inglese. È vero che, come di solito avviene, giocatore e nuovo club sottoscrivono un modulo di trasferimento che poi viene lavorato e perfezionato attraverso l’accoglimento della Federazione nazionale in cui avviene il tesseramento e quindi che qualora il tesseramento non si perfezionasse la società che lo ha richiesto può risolvere il contratto di trasferimento e non far fronte agli obblighi in esso contratti. E alcune dichiarazioni dei vertici della squadra gallese di cercare qualche cavillo per non far fronte agli obblighi di pagamento del cartellino del giocatore sarebbero potuti apparire proprio ispirati a tale ipotesi. Mancando assolutamente di precedenti, ipoteticamente ciò sarebbe potuto accadere, ma non credo comunque che questo possa avvenire perché la procedura di accoglimento della domanda di tesseramento riguarda piuttosto la regolarità del contratto di cessione, ossia il nulla osta da parte della società cedente che, nel caso di trasferimento internazionale, proviene dalla Federazione nazionale di quest’ultima, non potendosi invece bloccare il procedimento se, dopo la richiesta, il giocatore diventa impossibilitato a giocare. E peraltro, il tesseramento si sarebbe già perfezionato, tanto che, anche se solo a titolo simbolico e commemorativo, il nome del giocatore è stato inserito fra i giocatori del Cardiff nella distinta della gara disputata martedì scorso all’Emirates contro l’Arsenal.

Terza domanda: che può fare il Cardiff?

A questo punto, il Cardiff dovrà cercare di recuperare quanto speso (o comunque dovrà pagare) attraverso i mezzi di tutela per l’inadempimento del giocatore. E, seppur può sembrare cinico, il primo passo sarà quello di accertare l’impossibilità della prestazione che avrebbe dovuto eseguire il calciatore. E quindi trovare il velivolo disperso ed accertare la morte o, nella ipotesi migliore, che qui ci auguriamo, la temporanea o definitiva inabilità dello stesso (nel caso fosse ritrovato vivo). O in alternativa ottenere, secondo la normativa vigente (francese, inglese, o del diritto internazionale della navigazione) una dichiarazione che possa avere un effetto equivalente a quello dell’accertamento della morte (qualora non fosse ritrovato il corpo). E solo dopo l’accertamento di questa impossibilità si potrà procedere con la ricerca dei responsabili.

E qui, i responsabili verso i quali potrebbe, a seconda di come vengano accertati i fatti, essere intentata una azione risarcitoria sarebbero molteplici e tutto dipenderà dalle indagini che sono ancora in corso sulle cause dell’incidente.  La colpa potrebbe venire attribuita al pilota se dovesse essere accertato che non ha violato alcune norme, come da qualcuno ipotizzato (e quindi, nel malaugurato caso sia defunto pure lui con il suo passeggero, pagherebbero i suoi eredi e la sua assicurazione)? O emergeranno problemi al velivolo, per cui saranno coinvolte la casa costruttrice, gli addetti alla manutenzione ed ai controlli, anche in questo caso insieme alle rispettive assicurazioni? Oppure verrà chiamato in causa lo stesso giocatore (e quindi i suoi eredi) in caso abbia deciso di prendere il volo privato contravvenendo alle direttive della società?  O la colpa sarà attribuita a tutti e tre questi fattori, distribuendo fra loro la responsabilità ed il risarcimento?

Non a caso si tratta di soggetti che sono stati già tutti chiamati in causa dalla società, con varie ipotesi di violazioni. Le indagini comunque dovranno essere accurate, perché, proprio in funzione dell’esito delle indagini, il Cardiff potrà valutare la possibilità di recuperare quanto versato per l’acquisto del cartellino del giocatore (o almeno una sua parte). Vedremo come evolveranno le ricerche ora affidate ad un noto oceanografo: la speranza comunque è sempre quella di trovare vivi il giocatore ed il pilota.

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