Caos Serie B, tra ricorsi e ripescaggi: rischio rivoluzione per i cadetti?

Caos Serie B, tra ricorsi e ripescaggi: rischio rivoluzione per i cadetti?

Di Francesco Paolo Traisci. Serie B a 19 squadre? A 20, a 22? Dopo un’estate movimentata a colpi di ricorsi alla giustizia sportiva e addirittura ordinaria, la decisione del Consiglio della Lega B di non dar luogo ad alcun ripescaggio parrebbe aver tagliato la testa al toro. Ma sarà veramente così?

di Francesco Paolo Traisci

Serie B a 19 squadre? A 20, a 22? Dopo un’estate movimentata a colpi di ricorsi alla giustizia sportiva (federale e del CONI) e addirittura ordinaria, la decisione del Consiglio della Lega B di non dar luogo ad alcun ripescaggio parrebbe aver tagliato la testa al toro. Ma sarà veramente così? Non proprio… Dei tanti fronti giudiziari aperti, qualcuno ancora non sembra essersi sopito! Per ora si è cominciato con 19 squadre, poi si vedrà!

AL VIA IN 19 – In tale senso va la Comunicazione del Ufficiale Commissario Straordinario Fabbricini, che riassumendo la situazione, ha dato il via effettivo al campionato cadetto. Sintetizzandola, al seguito dell’espletamento delle procedure per il rilascio della Licenza Nazionale per la partecipazione al prossimo Campionato di Serie B, risulterebbero ammesse solamente 19 società. L’Assemblea di Lega Serie B ha deciso di non procedere ad alcun ripescaggio e, considerando che ai sensi degli art. 9 dello Statuto Federale e 49 delle NOIF ogni singola Lega può decidere come organizzare il proprio campionato, in quanto “l’organizzazione dei Campionati è demandata dalla F.I.G.C. alle Leghe”, la FIGC ha scelto di ratificare (avendo l’ultima parola sulla questione) quanto deciso dalla Lega di B e pertanto di non procedere all’integrazione delle vacanze di organico del Campionato di Serie B 2018/2019.

OBIETTIVO, STABILITÁ DELLA B – Una decisione abbastanza scontata di rispettare quanto deciso dalla lega di competenza, anche perché visto che “tale composizione dell’organico del Campionato di Serie B non incide nell’organizzazione degli altri Campionati professionistici, rimanendo invariato il numero delle promozioni e retrocessioni dal Campionato di Serie B (rispettivamente 3 e 4 squadre)” e visti anche “il prevalente interesse pubblico a garantire la stabilità del novero dei partecipanti al Campionato di Serie B 2018/2019 e a scongiurare il rischio del possibile andirivieni dei partecipanti e del conseguente grave vulnus al diritto dei soggetti già ammessi di poter organizzare tempestivamente e proficuamente la rispettiva attività” ed i concreti rischi per il tempestivo avvio del Campionato di serie B. Della serie: “è meglio che ci fermiamo così a 19, perché se aspettiamo l’esito dei vari ricorsi rischiamo di avere una situazione stabile (con squadre prima ammesse poi escluse o viceversa) con problemi anche per tutte le altre. Meglio cominciare con le squadre presenti”. 

RICORSI PENDENTI – Ma perché tutto ciò? Perché una partenza zoppicante ed improvvisa con un numero di squadre dispari, tanto da costringere una squadra a turno a riposare?  Perché il via di fatto lo ha dato il Collegio di Garanzia del CONI, rigettando le molteplici richieste di sospensione in via cautelate del campionato in attesa che i molteplici ricorsi presentati dalle società escluse abbiano la loro naturale conclusione. Cominciate pure, ha detto il Collegio (ed in alcuni casi il suo Presidente Franco Frattini), poi si vedrà! Anche perché i tempi non sono ancora maturi per alcune delle decisioni.

I CLUB INTERESSATI – Ma quali sono le squadre interessate? Lasciamo perdere la situazione di Bari, Avellino e Cesena, che sono uscite dal mirino della giustizia sportiva e che, salvo imprevedibili risvolti giudiziari sono fuori dal calcio professionistico.  Mentre sicuramente interessate sono tutte quelle che aspettano l’esito del procedimento di impugnazione della delibera del Commissario Straordinario n. 54 con i criteri per le procedure di ripescaggio, di cui abbiamo già parlato in precedenza. Ossia Catania e Novara, che spingono per il definitivo annullamento della parte che li avrebbe esclusi perché in passato erano stati penalizzati per illeciti contabili; e sicuramente le loro controparti, Pro Vercelli e Ternana, che invece sarebbero state ripescate qualora la illegittimità della delibera non fosse  stataconfermata. Faccenda rinviata alla Camera di Consiglio del Collegio di Garanzia dello Sport del CONI, presieduto da Franco Frattini, con seduta fissata, per la decisione collegiale sulla istanza cautelare con l’abbinamento al merito, per il 7 settembre, a partire dalle ore 12.00 (per la precisione). 

CASO ENTELLA – C’è poi il caso dell’Entella, che ha presentato il proprio ricorso contro la decisione della penalizzazione del Cesena. Anche di questo abbiamo parlato: la Virtus Entella aveva chiesto al Tribunale Federale Nazionale di sanzionare nel campionato 2017/2018 il Cesena per la vicenda dei “bilanci dopati” dalle presunte plusvalenze nei trasferimenti di giocatori più o meno sconosciuti con il Chievo. Il giudice di primo grado aveva sì punito il Cesena, ma con una penalizzazione da scontare nel prossimo campionato (qualunque esso sia, essendo nel frattempo il Cesena, fallito). Ma se una simile penalizzazione non servirebbe a nulla per i liguri, una penalizzazione nel campionato passato avrebbe prodotto la riformulazione della classifica finale della B in cui l’Entella avrebbe scavalcato il Cesena, salvandosi!

CHIEVO ANCORA DA GIUDICARE – Peraltro, come si ricorderà l’altra parte dello stesso processo, il Chievo (ed i suoi dirigenti), non era stata giudicata per un vizio procedurale, e, in seguito alla rinnovazione del deferimento, deve ancora esserlo. E così la Corte di Appello Federale con una decisione pubblicata nel solo dispositivo, il 9 agosto 2018, rilevando la necessità che i due club ed i rispettivi dirigenti, siano giudicati nel medesimo procedimento (rilevando quello che in termini giuridici si chiama litisconsorzio necessario), ha rimesso gli atti al Giudice di primo grado. Ancora attesa quindi da parte dell’Entella, che aveva deciso di impugnare la sentenza, ricevendo però lo stop del Collegio di Garanzia, in attesa delle motivazioni del provvedimento. Senza sapere perché la Corte d’Appello ha deciso in quel modo, il Collegio non ritiene poter valutare la fondatezza della sua decisione, proprio perché, dovendo valutare gli eventuali vizi di legittimità della motivazione, è ovvio che una motivazione debba essere resa pubblica, perché i vizi siano deducibili. Il Collegio di garanzia sarà quindi anche chiamato a valutare se e quando dovrà scontare la sanzione il Cesena, andando finalmente a fondo sulla questione dell’afflittività della pena, che nell’analisi del Tribunale Nazionale Federale non ha pienamente convinto. Senza contare che, anche una eventuale penalizzazione del Chievo potrebbe rimettere tutto ulteriormente in discussione.

DILATAZIONE DEI TEMPI – Ed il Collegio di Garanzia, dovendo confrontarsi su questioni complicate, ha deciso di aspettare, giustamente che venga pubblicato per intero la decisone della Corte di Appello che poi comunque aspetterà la decisione di primo grado (ed un nuovo passaggio in Appello), con una dilazione inevitabile dei tempi. Via libera al campionato di B anche da questo fronte dunque. In realtà, avrebbe provato a mettere un punto finale alla complessa vicenda anche la stessa FIGC, provvedendo ad annullare la delibera controversa ed a sostituirla con una stabilisce che il campionato di serie B 2018/2019 avrebbe avuto solamente un numero di 19 squadre anziché di 22, mantenendo inalterato il numero delle promozioni (3 squadre) e delle retrocessioni (4 squadre)”. Basterà per spegnere i fuochi? O i processi andranno avanti e gli eventuali vincitori dovranno essere ammessi per provvedimento giudiziale, con la necessaria rielaborazione dei calendari? Che pasticcio!

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