Serie B: no ad Avellino e Catania, si resta a 19 squadre

Serie B: no ad Avellino e Catania, si resta a 19 squadre

Di Francesco Paolo Traisci. Rigettati tutti i ricorsi delle aspiranti ripescate, ultime Avellino e Catania, si continuerà con la formula con cui il campionato è già iniziato…. Ma ci sono diversi scenari per il futuro…

di Francesco Paolo Traisci

La Serie B sarà a 19 squadre! Rigettati tutti i ricorsi delle aspiranti ripescate, ultime Avellino e Catania, si continuerà con la formula con cui il campionato è già iniziato…

Non ci saranno ripescaggi. Ma perché?

Riassumiamo in due battute la vicenda: il nodo giuridico è rappresentato dal Comunicato n. 54 della FIGC in cui venivano stabiliti i criteri di ripescaggio per la Serie A e per la Serie B (in parallelo con quelli per la Lega Pro ed i vari campionati di LND, con appositi comunicati). Sennonché il Novara ha impugnato questo Comunicato perché si vedeva (insieme al Catania) esclusa dalla possibilità di chiedere il ripescaggio, in quanto sanzionata in precedenza per irregolarità. Ed il Tribunale Nazionale Federale gli dava ragione (sostanzialmente perché avendo già pagato per quell’illecito, ci sarebbe stata una seconda punizione per lo stesso fatto, seconda punizione peraltro stabilita a posteriori, ossia con una norma successiva al fatto stesso. E questo è contrario ai nostri principi generali del diritto, penale in questo caso). Tutto a posto? No per niente, perché ammettere al ripescaggio Novara e Catania significava escludere quelle che venivano successivamente nella classifica, ossia Pro Vercelli, Ternana e Siena, che a loro volta impugnavano la decisione del Tribunale Nazionale, chiedendo il rispetto dei criteri originari.

Ed allora la Federazione che fa? Con una serie di Comunicati Ufficiali (47, 48 e 49) annulla quello precedente e stabilisce, di concerto con la Lega B di non procedere con nessun ripescaggio: la Serie B sarebbe stata a 19 squadre, quelle che avevano ottenuto la Licenza per partecipare alla competizione. A questo punto tutte e 5 le scontente impugnavano anche questi Comunicati, insieme anche alla Virtus Entella, interessata alla vicenda Cesena, che come abbiamo spiegato, qualora fosse stata penalizzato nel campionato passato sarebbe retrocesso prima di scomparire dal novero delle società professionistiche, consentendo così ai liguri di superarlo nella classifica finale dello scorso anno, salvandosi. Una vicenda che ora pare conclusa, perché il giudizio sul Cesena è stato unito a quello contro il Chievo e pare definitivamente stabilito che la penalizzazione si debba scontare nella stagione in corso, senza toccare la classifica finale della stagione passata. Ed ora ecco la sentenza del Collegio di Garanzia: ricorsi tutti inammissibili e si rimane come si è iniziato.

Su quali basi giuridiche ha deciso il Collegio di Garanzia del CONI?

Cerchiamo di spiegare in modo chiaro un’intrecciata controversia. In realtà l’11 settembre il Collegio di Garanzia ha deciso di non accogliere non una ma due serie di ricorsi ritenendoli indissolubilmente legati fra loro. In particolare ha rigettato i ricorsi di Ternana, Pro Vercelli e Siena contro i tre Comunicati con i quali il Commissario Straordinario della FIGC e la Lega B stabilivano che quest’anno il campionato sarebbe stato di 19 squadre, senza alcun ripescaggio, e nel contempo visto che, in assenza di corretta impugnazione questi comunicati sono validi, non può decidere se la sentenza della Corte Federale di Appello che ha modificato i criteri stabilendo l’obbligo di  ripescaggio per Novara e Catania contro Ternana, Pro Vercelli e Siena sia corretta o meno.

Un ragionamento in due parti quindi.

Parte prima: i ricorsi proposti direttamente davanti al Collegio di Garanzia contro i comunicati 47, 48 e 49 che hanno dato il via alla Serie B senza ripescaggi sono stati rigettati perché “devono ritenersi inammissibili perché ogni doglianza nei confronti della disposizione regolamentare ritenuta lesiva e dei conseguenti atti applicativi doveva essere proposta dinanzi agli Organi della Giustizia Federale”, ossia avrebbero dovuto essere proposti davanti alla giustizia federale, e quindi in primo grado davanti al Tribunale Nazionale e solo dopo l’esperimento di tutta la procedura interna (Tribunale e Corte Nazionale di Appello), le relative pronunce avrebbero potuto essere impugnate davanti al Collegio di Garanzia. Per questo quindi dovranno essere proposte in quella sede. Questa la decisione a maggioranza del Collegio, con il voto contrario del suo Presidente e di un altro membro, i quali, evidentemente ritenevano corretta la procedura di adire direttamente il collegio per l’impugnazione delle delibere della FIGC, senza passare attraverso i due gradi di giustizia endofederale ed al contrario viziata quella tenuta dalla Lega B e dalla Federazione di ritornare sulla precedente scelta di procedere ai ripescaggi, dettandone i criteri. 

Parte seconda: visto che, fino all’esito dell’eventuale accoglimento dell’impugnazione presso la giustizia federale degli atti che stabiliscono che il campionato di Serie B sarà a 19 squadre, il campionato si svolgerà senza dar luogo ad alcun ripescaggio, è inutile stabilire quali sono i criteri di ripescaggio corretti e chi dovrebbe essere ripescato. Con buona pace di tutti i club che si sono dati battaglia nelle aule della giustizia federale FIGC per ottenere il ripescaggio!

E adesso che succederà?

Tre scenari possono ora configurarsi per il futuro:

Scenario 1: Qualche club potrebbe accettare la situazione e rassegnarsi a partecipare al campionato di LegaPro, sperando in una promozione sul campo l’anno prossimo (in tal senso agevolata dalla richiesta del Presidente della LegaPro di aumentare il numero delle promozioni dalla LegaPro alla Serie B), eventualmente chiedendo alla giustizia amministrativa il risarcimento per i danni subiti.

Scenario 2: Come in realtà è avvenuto, qualcuno ha deciso di tornare alle aule della Giustizia Federale partendo dal basso, ossia dal Tribunale Federale Nazionale, che sarà chiamato a decidere se sia stato corretto prima stabilire dei criteri di ripescaggio e poi visto che questi sono stati contestati, ritrattare tutto e andare avanti, senza ripescaggi. Questa è la strada intrapresa dai club sulla scia del Catania che, anziché adire il Collegio di Garanzia, aveva proposto impugnazione di fronte al TFN, seguito ora dagli altri, dopo la sconfitta dinanzi al Collegio. Nel frattempo qualcuno ha chiesto la sospensione del campionato (come il Catania) non trovando però alcun conforto nella giustizia amministrativa. In ogni caso tempi lunghi per un procedimento che nei suoi tre gradi di giudizio potrebbe richiedere almeno 5 mesi, con un campionato che nel frattempo potrebbe arrivare alla fine del girone di andata!

Scenario tre: qualcuna delle 5 deluse potrebbe fare ricorso al TAR, contro una delle due pronunce, chiedendo l’iscrizione al campionato, prima in via provvisoria, che potrebbe poi, a campionato in corso diventare definitiva, come avvenuto in passato con la Paganese, nel campionato Lega Pro 2016/2017 dal quale era stata esclusa per irregolarità contabili, anche se in quell’occasione il campionato non era ancora iniziato.

In realtà gli scenari due e tre possono anche svolgersi contemporaneamente, perché nulla esclude che i club possano contemporaneamente adire il TFN ed impugnare la pronuncia del Collegio di Garanzia dinanzi alla giustizia amministrativa. Ed in ogni caso chiedere un risarcimento. 

E la Lega Pro? 

Si rassegneranno i club che aspiravano al ripescaggio? Anche se non dovessero farlo, sicuramente dovranno comunque partecipare al campionato di Lega Pro, per evitare di perdere il titolo per inattività. E con tutta probabilità disputeranno quello perché i tempi per modificare la composizione della Serie B, seppur non tassativamente fissati, non sarebbero più percorribili. In una LegaPro che, a questo punto, sta per iniziare con, all’interno dei suoi tre gironi, le 5 squadre che non hanno ottenuto il ripescaggio. In questo senso possono comprendersi le dichiarazioni del suo Presidente Gravina che chiede più promozioni in B per l’anno prossimo. Quest’anno si comincia così, poi chi avrebbe potuto essere ripescato in B e non lo è stato, potrà tornarci nel prossimo campionato, in modo da ristabilire una serie B a 22 squadre. E procedere all’auspicata riforma dei campionati, con l’accordo di tutti.   

Se venissero accettati i nuovi ricorsi, ma non ci fosse modo di modificare la formula attuale (per ragioni di tempo), i club potranno chiedere risarcimenti?

Sicuramente si, per i club per i quali il TAR (e, nel caso, il Consiglio di Stato nel grado successivo ed eventuale del giudizio) dovessero riconoscere l’illegittimità dell’esclusione dal campionato. Più il tempo passa e più difficile appare un ripescaggio “in extremis”. I tempi sembrano però ormai scaduti: la serie B è cominciata da varie giornate e la Lega Pro sta iniziando. Difficile pensare ad un’integrazione in corsa. E quindi appare sicuramente la via di tutela più probabile che venga riconosciuta la ragione dei reclamanti. Ma in ogni caso il TAR potrebbe ancora decidere qualche reintegro… 

Ed a questo punto pare ufficiale che (almeno per il momento) la Serie B rimarrà a 19 squadre!

E ciò anche in seguito al rigetto del ricorso dell’Avellino, che aveva chiesto al TAR oltre ad un risarcimento dei danni per la mancata iscrizione, anche la riammissione al campionato di Serie B, dai quali gli irpini erano stati esclusi per una fideiussione irregolare, senza possibilità di rimediare successivamente. Le speranze di accoglimento del ricorso erano fondate sulla disparità di trattamento riservata al club campano, rispetto ad altri club di B e Lega Pro ai quali successivamente sarebbe stato permesso di sostituire la fideiussione concessa con altra e di andare quindi a regolarizzare la propria posizione. Chance che non sarebbe stata offerta agli irpini che avevano perciò richiesto al TAR il reintegro nel campionato di B (che per l’effetto sarebbe diventato a 20 squadre), ed in mancanza i danni economici. Ma il giudice amministrativo ha rigettato la loro istanza di riammissione, pare sulla base della pregiudizialità della giustizia sportiva, ossia sulla necessità che l’atto da impugnare sia prima valutato dalla giustizia sportiva.  E lo stesso ha fatto nei confronti delle istanze di sospensione del campionato di B presentate da vari club come il Catania. Il campionato va avanti con 19 squadre! Come si comporterà il TAR a campionato iniziato? Lo vedremo presto….

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