Il fuoco amico di San Siro sentenzia l’Inter di Spalletti

Il fuoco amico di San Siro sentenzia l’Inter di Spalletti

Inter in piena confusione tecnica e tattica, nonchè bloccata dal fuoco amico. San Siro sentenzia Spalletti e applaude Zenga. Un segnale forte…

di Redazione Il Posticipo

Un’Inter così banale da apparire quasi scontata. Il canovaccio è sempre lo stesso: squadra lenta e prevedibile. Trova il vantaggio nell’unica occasione da gol e poi si ritrae, quasi non sapendo come gestire il vantaggio. Poi, puntuale come le tasse, arriva il gol del pareggio. E San Siro viene giù di fischi. Un film già visto, parte la contestazione. Questa partita, Spalletti, se la ricorderà a lungo. Zenga gli strappa un pareggio strameritato in rimonta, giocando un calcio propositivo e coraggioso. Mentre l’Inter appare spaventata.

Dio perdona, San Siro no…

L’Inter è in evidente difficoltà. In stato quasi confusionale, complici le scelte cervellotiche di Spalletti che dovrà spiegare al pubblico inferocito alcune decisioni: in primis, rinunciare all’unico uomo che si era distinto nel grigiore generale. Cancelo in panchina e Dalbert in campo. Perisic è impalpabile per tutti i 90’ in campo. Alla confusione tattica, si aggiunge anche il clima poco amichevole del “Meazza”. Pochi stadi incutono timore e fanno tremare le gambe come San Siro. E i risultati si vedono. Nerazzurri tremebondi. Sta diventando veramente difficile giocare in casa.  Più forte la paura di sbagliare che la voglia di provarci. Brozovic è preso di mira assieme a Perisic. Candreva deve giocare con i tappi nelle orecchie. Diviene difficile cercare qualcosa di diverso dalla giocata “sicura”, ma è proprio questa la strada peggiore. Non a caso l’Inter è prevedibile come il sole ad agosto. E soprattutto con gli stessi ritmi.

Mancini 2, il ritorno

Tutto sinistramente simile a quanto accadde con Mancini. Non si piò parlare di momento. L’ultima vittoria risale al 2 dicembre e l’andamento delle ultime 8 gare recita sei pareggi e due sconfitte. Le partite giocate male e finite peggio stanno ormai quasi pareggiando il conto con quello che a questo punto, appare come il grande bluff di inizio stagione. L’Inter si è retta sui singoli ed è sempre andata avanti senza gioco. E ancora una volta i cambi mettono tutto in discussione. Si cambiano uomini e modulo, quasi per moda. Candreva non aveva fatto peggio di Spalletti che, come la squadra, ha perso freddezza e lucidità. La palla scotta, così come la panchina. Non nel senso di esonero, ma di nervi scoperti. E la squadra è la piena espressione di ciò che passa per la testa del tecnico di Certaldo, che schiuma rabbia e perplessità.

Zenga, quasi un passaggio di consegne

Demeriti dell’Inter pari al coraggio del Crotone. Zenga si fa beffe della qualità e sfrutta le caratteristiche della propria squadra. Corsa, fisicità e soprattutto, leggerezza. L’Inter è nervosa come il proprio pubblico e l’allenatore. I calabresi giocano con la forza dei nervi distesi, trasmessa da un allenatore che è uscito fra l’ovazione del pubblico. Un punto che ne vale 100, per Zenga che sogna la panchina di Spalletti.  Fra il “fuoco amico” c’è anche il Walterone nerazzurro. Nell’indice di gradimento dei tifosi, al momento attuale, non c’è davvero paragone.

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