Lazio-Zarate: Mauritorno da te?

Lazio-Zarate: Mauritorno da te?

Maurito Zarate e la Lazio. Un amore mai finito, almeno fra calciatore e tifoseria. Il ragazzo sogna un ritorno. Inzaghi non dice no. E Lotito?

di Redazione Il Posticipo

Lazio e Zarate? Una suggestione. O un sogno. Di fatto è l’argentino a cercare la Lazio e non viceversa. Però è altrettanto innegabile che il nome scaldi il cuore dei tifosi, ancora molto legati a un calciatore che ha ballato poco rispetto al talento, ma ha fatto divertire e vincere la Lazio: una Coppa Italia, una Supercoppa strappata all’Inter di Mourinho, gol straordinari e giocate spettacolari. Il “vero” Zarate alla Lazio è durato poco, ma è stato un amore intenso.

Zarate, messaggi d’amore

Allo status quo, si parlerebbe di un ritorno a giugno, quando si chiuderà il rapporto con il Velez, che l’ha sotto contratto sino al termine della stagione in corso. Il ragazzo, rientrato alla base a gennaio, ha giocato già tre partite ed è andato anche a segno, dimostrando di aver superato i problemi fisici che ne hanno condizionato il rendimento. E manda messaggi d’amore alla Lazio e ai tifosi, misti alla consapevolezza della difficoltà del ritorno. Al netto delle diatribe con Lotito, tecnicamente Zarate è un’operazione valida? Di certo, l’attaccamento ai colori biancocelesti non si discute. Se sta bene, è un calciatore che può fare la differenza? In entrambi i casi, la risposta è sì. Zarate alla Lazio è un innesto tecnico notevole come ricambio. Non verrebbe certo a giocarsi un posto da titolare, ma ha ancora numeri e colpi capaci di spostare l’ago della bilancia.

Lotito apre o chiude la porta? Inzaghi può fare da intermediario

Sarebbe, in effetti, perlomeno curioso che dopo un addio burrascoso, condito anche dalla sentenza del TAS e un risarcimento danni al calciatore, Zarate tornasse alla Lazio con la benedizione del presidente. Difficile, ma non impossibile. Specialmente se Inzaghi, che ha giocato con lui e lo conosce molto bene, fungesse da intermediario. Il tecnico biancoceleste è molto legato all’ex compagno di squadra e lo considera comunque un valore aggiunto. A patto che, ovviamente, stia bene. Del resto è passato tanto tempo dalla diatriba e gli anni hanno contribuito ad annacquare i malumori e le amarezze. Il presidente ha comunque l’ultima parola. Sarà perdono, in nome della Lazio?

 

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