Yaya Tourè: “Guardiola ha problemi con i calciatori di colore”

Yaya Tourè: “Guardiola ha problemi con i calciatori di colore”

Yaya Toure, a France Football, rivolge parole non esattamente tenere nei confronti di Pep Guardiola. Il calciatore, che ha appena lasciato il City, ha neanche troppo velatamente accusato il suo ex manager di razzismo

di Redazione Il Posticipo
guardiola

Yaya Toure, a France Football, rivolge parole non esattamente tenere nei confronti di Pep Guardiola. Il calciatore, che ha appena lasciato il City, ha neanche troppo velatamente accusato il suo ex manager di razzismo. C’è sotto qualche ruggine o effettivamente c’è del vero? Restano, comunque, le dichiarazioni molto pesanti…

PROBLEMI – Un attacco frontale, quello dell’ivoriano, che sembra voler cancellare la figura mediaticamente quasi perfetta del manager. “Voglio essere quello che infrange il mito di Guardiola. Ho provato a capirlo e ho persino chiesto ai miei allenatori le mie statistiche. Quando ho capito che erano più o meno buone, sia in allenamento che in gara, ho capito che non si trattava di fisicità. Non so perché, ma ho l’impressione che fosse geloso, mi ha preso per un rivale. Era crudele con me. Pensi davvero che avrebbe potuto essere così con Iniesta? Siamo arrivati al punto che mi sono chiesto se fosse a causa del mio colore. Non sono il primo, altri giocatori del Barca si sono posti la stessa domanda. Quando vedi i problemi che spesso ha avuto con i giocatori africani, ovunque sia stato, ti fai delle domande”.

TROPPO INTELLIGENTE – I problemi maggiori? Durante l’ultima stagione, quando Tourè è stato utilizzato di rado e non ha mai nascosto di voler vedere più spesso il campo. In quel caso, secondo il calciatore, il suo tecnico lo avrebbe umiliato davanti ai suoi compagni… “Ero il vice-capitano e, davanti a tutti, mi ha detto: ‘Non ti vedo motivato. Se non vuoi restare, vai dai proprietari per sistemare la situazione’. Una mancanza di rispetto assoluta, un qualcosa di insopportabile. Lui finge di non avere nessun problema con i calciatori di colore, perché è troppo intelligente per cadere in trappola, non lo ammetterà mai. Il giorno in cui schiererà una squadra in cui troveremo cinque africani, non naturalizzati, ho promesso che gli manderò una torta“.

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