Verratti, tre indizi fanno una prova…

Verratti, tre indizi fanno una prova…

Verratti ancora una volta “buca” quando è chiamato ad essere decisivo. Rimedia un’espulsione che condanna definitivamente il PSG all’ennesima eliminazione.

di Luigi Pellicone

Stesso posto, stessa ora, stesso bar. Verratti si conferma un giocatore che non è mai decisivo. Quando la palla scotta e la posta in palio diventa altissima, vi sono ottime probabilità che il ragazzo sbagli partita o perda la testa. E accumuli cartellini o squalifiche. Tre indizi fanno una prova.

Verratti, ennesima prova opaca

In Spagna, senza mezzi termini, la definiscono “tontoneria”. Tradotto, sciocchezza. Se il PSG aveva anche un millesimo di probabilità di eliminare il Real, il centrocampista pescarese gli ha dato il colpo di grazia. Un’espulsione cercata quasi scientificamente, che alimenta dubbi e perplessità sulle qualità, soprattutto emotive, di un ragazzo che è il primo ad andare a fondo non appena la barca imbarca acqua. Questione di personalità. Anche con la Nazionale è successo qualcosa di sinistramente simile. Prima con la Spagna e poi con la Svezia. Quando è chiamato a prendere per mano la squadra, Verratti, semplicemente, tende ad evaporare. O rischia di perdere il controllo dei nervi.

E questa volta niente scuse

Sembrava che il problema fosse solo in nazionale. Verratti è stato inespresso e involuto in azzurro. Andato a picco, come tutti, nel 4-2-4 disegnato dal CT che lo ha penalizzato oltre misura. Lui che non è certo un mediano e forse neanche totalmente un regista si è ritrovato in perenne difficoltà in modulo in cui, a dire la verità, fatica un po’ tutta la squadra. Certo, è anche questione di carattere: a prescindere dal modulo e dalle scelte, il giocatore di carisma si fa sentire e porta tutti a remare dalla stessa parte. Verratti, invece, quasi sempre lascia la squadra alla deriva o ne subisce le correnti. Alla resa dei conti Verratti ha pregi evidenti e difetti altrettanto marcati. E il PSG si interroga se non sia il caso, adesso di lasciarlo andare. Guadagna 7,5 milioni di euro a stagione, e sul mercato ne può portare ancora dai 30 ai 45. Anche in ottica FPF è lui che potrebbe partire.

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