Van der Vaart confessa: “Sì, Ibrahimovic ha minacciato di spezzarmi le gambe”

Van der Vaart confessa: “Sì, Ibrahimovic ha minacciato di spezzarmi le gambe”

Nel giorno del suo ritiro, Rafa van der Vaart concede una lunga intervista in cui risponde alle domande dei tifosi, che gli hanno chiesto di raccontare di più di una carriera che lo ha visto giocare in club molto importanti e con compagni di squadra…perlomeno particolari.

di Redazione Il Posticipo

Il fatto di aver lasciato il calcio ad “appena” 35 anni non significa non avere qualcosa da raccontare. E infatti in concomitanza con l’addio ai campi, Rafa van der Vaart concede una lunga intervista a Four Four Two in cui risponde alle domande dei tifosi, che gli hanno chiesto di raccontare di più di una carriera che lo ha visto giocare in squadre molto importanti e con compagni di squadra…perlomeno particolari. Uno su tutti, Zlatan Ibrahimovic.

IBRA – Con cui il rapporto, come conferma lo stesso olandese, è stato perlomeno particolare. “È vero, ai tempi dell’Ajax ha minacciato di spezzarmi le gambe. Però e anche vero che è un qualcosa che faceva con tutti! Le cose tra noi non sono andate benissimo, ma ora come ora mi rendo conto che è meglio avere in squadra gente che ti dice le cose in faccia come fa lui, anche se a volte si litigava. Non c’è stata una discussione particolare, è solo che con Ibra non siamo andati mai troppo d’accordo“. Succede, anche nelle…migliori famiglie. Anche se per poco, nell’agosto del 2004 durante un’amichevole tra Olanda e Svezia, il colosso di Malmö non mette in pratica le sue parole. Fallaccio gratuito, ma la gamba del classe 1983, per fortuna, regge.

ibra van der

REAL – I ricordi di van der Vaart si spostano poi verso Madrid, una tappa fondamentale della sua carriera, ma forse non soddisfacente come l’olandese si sarebbe aspettato. “Sono stato molto bene a Madrid, ma era complicato andare da qualche parte senza essere notato. Anche se è bello quando i tifosi ti cercano per farsi una chiacchiera. Non mi tiro indietro, se non vuoi vivere così non fare il calciatore professionista”. Ma al Bernabeu il fantasista ha trovato qualche problema calcistico. “Juande Ramos mi lasciava in panchina, giocava in un modo che io non associavo al Real e che mal si adattava al mio stile in campo. Poi è arrivato Pellegrini, che mi ha spiegato che sarei stato la sua quinta scelta, dietro Guti, Kaká, Granero e Raúl. Comunque la gente può anche dire che al Real ho fallito, ma guardando le statistiche si vedrà che ho giocato abbastanza e ho fatto anche qualche gol. E ricorderò per sempre la mia esperienza a Madrid con molto affetto”.

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