Tutto…molto Cuper: per l’argentino arriva l’addio alla panchina dell’Egitto

Tutto…molto Cuper: per l’argentino arriva l’addio alla panchina dell’Egitto

La Federazione Egiziana, pur ringraziando chi ha portato i Faraoni ai mondiali in Russia, ha annunciato tramite i suoi profili social la fine dell’avventura dell’Hombre Vertical sulla panchina della nazionale.

di Redazione Il Posticipo

Dalle Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre…al Volga, il discorso non cambia. Forse è troppo scontato parlare di Hector Cuper e citare il Cinque Maggio, ma anche l’esperienza del tecnico argentino alla guida dell’Egitto è finita come al solito. La Federazione Egiziana, pur ringraziando chi ha portato i Faraoni ai mondiali in Russia, ha annunciato tramite i suoi profili social la fine dell’avventura dell’Hombre Vertical sulla panchina della nazionale. Non certo una decisione inaspettata, visto il contratto in scadenza e i pessimi risultati raggiunti in questa Coppa del Mondo. Passi la sconfitta con l’Uruguay e, forse, anche quella contro i padroni di casa. Ma la rimonta subita dall’Arabia Saudita ha decisamente lasciato il segno.

DELUSIONE COPPA D’AFRICA – E quindi addio alla panchina occupata sin dal 2015, con più di qualche risultato parziale lusinghiero ma, come da tradizione della casa, senza nulla di concreto da mostrare al mondo. La finale di Coppa d’Africa nel 2017 è probabilmente il manifesto del…Cuperismo. Vantaggio dei Faraoni con Elneny, pareggio del Camerun al minuto sessanta e poi rete decisiva di Aboubakar a un minuto dal novantesimo. Una grande delusione per i tifosi egiziani, che speravano di vedere Salah e compagni sollevare il trofeo per l’ottava volta. Eppure, anche stavolta, l’argentino è costretto a limitarsi a guardare gli altri vincere. Però c’è un Mondiale a cui puntare… E a cui l’Egitto, nonostante la presenza in rosa di calciatori importanti, arriva per il rotto della cuffia. Ci vuole un rigore a tempo scaduto segnato da Salah per mandare in visibilio quasi cento milioni di tifosi.

FALLIMENTO MONDIALE – E con il Faraone che fa impazzire l’Europa, tutto è possibile. Poi a Kiev ci mette…il braccio Sergio Ramos e qualcosa si rompe, non solo nella spalla del campione del Liverpool. Caos in casa Egitto. Salah è pronto, Salah non è pronto, gioca, non gioca. No, non gioca contro l’Uruguay e andrebbe quasi tutto bene se Gimenez non ci mettesse la testa durante il recupero. Critiche. Doveva giocare Salah. Contro la Russia, Egitto non pervenuto. Si va a casa. Critiche, anche se Salah gioca e segna un inutile rigore. Contro l’Arabia Saudita, l’apoteosi, ma in negativo. Vantaggio (di Salah), rimonta avversaria, zero punti. Tutto molto Cuper. Critiche. “Se siamo usciti subito è colpa delle scelte di Cuper“. La frase di Wael Gomaa, bandiera della nazionale, è una sentenza. E la Federazione, puntualmente, ha eseguito. Salutando, senza rinnovo e senza pacca al cuore, l’Hombre Vertical.

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