Calcio in Turchia, violenza e follia: sequestrato un arsenale prima di una partita

Calcio in Turchia, violenza e follia: sequestrato un arsenale prima di una partita

Fumogeni, petardi, fuochi d’artificio. Ma anche coltelli, un’ascia portatile, un paio di machete e un bel fucile a pompa. Questo il bottino delle perquisizioni prima di Besiktas-Göztepe.

di Redazione Il Posticipo
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Se le armi a disposizione dell’allenatore non bastano, meglio portare le proprie sugli spalti, giusto? Assolutamente no, ma questo è quello che evidentemente devono aver pensato i tifosi del Göztepe, squadra di prima divisione turca che nella scorsa giornata di Super Lig sono partiti da Smirne per affrontare il Besiktas nel cuore di Istanbul. La partita, come prevedibile, è stata senza storia, con una netta vittoria per 5-1 dei padroni di casa, lanciatissimi nella rincorsa ai concittadini dell’İstanbul Başakşehir e del Galatasaray verso il titolo di campione di Turchia. Ma fuori dal campo, se non fosse intervenuta la polizia turca, il match poteva finire molto male.

I TIFOSI DEL GÖZTEPE A ISTANBUL ARMATI FINO AI DENTI – A guardare i video postati su Twitter da un giornalista turco in esilio a Stoccolma, si potrebbe pensare che più che contro il Göztepe, il Besiktas dovesse giocare…con l’Arsenal. Già, perchè è proprio una specie di arsenale quello che è stato sequestrato ai tifosi ospiti prima dell’inizio della partita. Fumogeni, petardi, fuochi d’artificio. E fin qui, più o meno, ci siamo anche, nonostante in Turchia anche in questo si esageri. Quando però si arriva alle armi, bianche e non, si comprende che forse i supporter in trasferta hanno preso un po’ troppo sul serio il concetto di “battaglia”. Coltelli (corti, ma anche lunghi come spade), un’ascia portatile, un paio di machete ben affilati e, tanto per non farsi mancare nulla, anche un bel fucile a pompa che, a dire della polizia, è stato modificato per essere parecchio dannoso.

LE RESTRIZIONI NON FANNO DIMINUIRE LA VIOLENZA NEL CALCIO IN TURCHIA – Un sequestro che ha evitato guai potenzialmente enormi, ma che dimostra che la stretta da parte del governo, decisa all’inizio di questa stagione, è lungi dall’eliminare la violenza nel calcio turco. Nonostante le autorità in Turchia non si facciano problemi ad arrestare e a condannare duramente chi si macchia di disordini dentro e fuori dagli stadi, la…tradizione di trasformare le partite in vere e proprie battaglie sembra davvero dura a morire. Nonostante l’impegno delle forze di polizia, l’immagine della Super Lig rischia sempre di rimanere quella di Rambo, storico supporter del Fenerbahce, che con tanto di coltello difende la bandiera del suo club, piantata al centro dello stadio del Galatasaray, dagli assalti dei tifosi avversari.

Ma del resto, considerato che la vecchia Costantinopoli un millennio e mezzo fa venne data alle fiamme dopo una rivolta scoppiata durante le gare dei carri, forse non c’è granchè da sorprendersi che gli abitanti attuali mantengano (purtroppo) alti gli standard al riguardo.

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