I Tre Tenori steccano ancora: Napoli, dove sei?

I Tre Tenori steccano ancora: Napoli, dove sei?

Ancora un pareggio per il Napoli, altra partita a secco per Mertens, Insigne e Callejon. Con questi presupposti, la rimonta Scudetto si complica parecchio.

di Mattia Deidda

Un pareggio che sembra una sentenza. Il Napoli non va oltre lo 0-0 contro il Milan, e concede alla Juventus la possibilità di portarsi a 6 punti di vantaggio: un’infinità, con solamente sei gare da giocare. Poco importa che ci sia anche lo scontro diretto ancora in ballo: fuori dalla Champions League, i bianconeri hanno solamente il campionato (e la finale di coppa Italia) a cui pensare, e con una rosa costruita per competere ai massimi livelli su tre competizioni, solamente un calo psicologico degli uomini di Allegri può tenere i partenopei ancora in corsa per il titolo. A sorprendere, in queste ultime partite, è la poca lucidità dei tre uomini più importanti della squadra: Insigne, Mertens e Callejon sembrano corpi estranei in campo.

I TRE TENORI SENZA VOCE – Cinque partite consecutive con…mezzo gol. Il tridente partenopeo non riesce più a graffiare, e solamente la rete assegnata a Callejon contro il Sassuolo (inizialmente giudicato autogol di Rogerio) riesce ad interrompere una striscia che mai, ad inizio campionato, si pensava fosse possibile vedere. Né Insigne, né Mertens, né Callejon. Nessuno dei tre uomini più offensivi della squadra riesce a trovare il varco giusto per tornare ad impensierire le difese avversarie.

DOV’È L’INTESA? – Il problema, però, non è nel singolo: la forza del tridente è sempre stata nella loro intesa. Nessuno dei tre, presi singolarmente, è mai stato considerato un fenomeno, ma insieme, con una qualità sopra la media, sono riusciti a formare uno dei tridenti migliori presenti in Europa. Contro il Milan, con il fiato corto ed una situazione psicologica difficile, i tre tenori escono dal campo di nuovo senza segnare, nonostante i rossoneri giocassero senza la coppia di difensori centrali titolare (Bonucci-Romagnoli).

PROBLEMA DI SQUADRA – Gettare tutte le colpe sul tridente offensivo sarebbe un errore. Una squadra non si crea con tre calciatori: se il Napoli non riesce più a trovare i giusti spazi per offendere l’avversario il problema diventa corale. La velocità con cui gira la squadra è nettamente minore rispetto qualche mese fa, così come le idee dei calciatori in campo, meno rapidi nel capire le intenzioni dei compagni con scambi stretti, triangoli e verticalizzazioni. Ogni azione del Napoli si blocca, costantemente, sulla trequarti, dove inizia un giro palla alla ricerca di un varco. Una squadra abituata a macinare gioco e palle gol, si ritrova inevitabilmente in difficoltà quando viene costretta a diventare cinica: contro il ChievoVerona è andata bene, contro il Milan no, con Milik che ha avuto tra i piedi una palla d’oro per regalare alla squadra i tre punti.

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