Tira-e-molla, la disciplina più seguita a Pyeongchang

Tira-e-molla, la disciplina più seguita a Pyeongchang

Di Ignazio Castellucci. L’attenzione dei media e degli analisti politici di tutto il mondo durante i Giochi olimpici coreani è rimasta vivissima non solo per le gare: il tira-e-molla politico tra le due Coree e gli Stati Uniti è rimasto al centro della scena.

di Ignazio Castellucci

I Giochi terminano, certamente con una magnifica cerimonia di chiusura. Dietro le quinte, continua il lavorio delle diplomazie in cerca di una soluzione alla crisi politica della regione.Si è saputo durante i Giochi che la freddezza del vicepresidente Pence verso la delegazione nordcoreana alla cerimonia inaugurale è stata dovuta all’improvviso annnullamento da parte di Pyongyang dell’incontro che era stato organizzato prima della cerimonia tra Pence e Kim Yo-jong, la sorella di Kim Jong-un. Annullamento voluto all’ultimo momento dal leader del Paese del Nord per l’eccesso di retorica pubblica anti-Nord impiegato da Trump e dallo stesso Pence mentre si stava organizzando questo incontro più o meno segreto a margine della cerimonia inaugurale. Per tutta la durata dei Giochi Washington ha mantenuto la sua posizione, dell’esercitare la massima pressione sul regime del Nord, facendo però filtrare qualche piccolo indizio di disponibilità ad aprire un dialogo.

Nord e Sud Corea, prove di dialogo a Pyeongchang

Il sudcoreano Moon già all’apertura aveva segnalato a Kim Yo-jong la necessità di un dialogo tra Pyongyang e Washington per poter proseguire il processo di apertura; e anche come condizione per la sua visita a Pyongyang a seguito dell’invito di Kim Jong-un recapitato a Moon dalla sorella del Rispettato Maresciallo, traccheggiando rispetto alla richiesta ricevuta di recarsi a Pyongyang “prima possibile”. Gli atleti del Nord non hanno brillato, e tutto sommato c’era da aspettarselo; solo il duo del pattinaggio artistico – gli unici del resto ad essersi guadagnata la qualificazione olimpica sul campo – è arrivato in finale, classificandosi infine tredicesimo.

Ma tra i coreani la “operazione simpatia” del Nord ha certamente prodotto qualche risultato, nonostante le proteste di molti e del Liberty Korea Party, il principale partito di opposizione. Abbiamo visto qualche slancio verso i cugini del nord, o quanto meno molta curiosità; sentimenti pancoreani, attenzione mediatica verso gli atleti e gli artisti di Pyongyang; e moltissima attenzione nei riguardi di Kim Yo-jong: è carina? ha le lentiggini? È davvero così cattiva come dicono, dato che sorride sempre? Soprattutto: è incinta? e di chi? – quest’ultimo tema è divenuto centrale nel gossip del Paese del Sud, quasi quanto le vicende di Kate, Pippa e Meghan nella Vecchia Inghilterra.

Il ruolo degli USA, tra scortesie e mediazione

Non è mancato neppure qualche scambio di scortesie tra Seoul e Washington, sia ai Giochi, per la vicenda delle immagini politiche sui caschi dei portieri di hockey; sia fuori dalla competizione, per la ben più sostanziosa partita dei dazi americani appena imposti sull’acciaio sudcoreano, che ha generato una posizione ufficiale di protesta da parte del Governo di Seoul e che continua a generare proteste mediatiche e sentimenti antiamericani – iniziativa che pare legata a necessità domestiche di Trump, ma che alcuni analisti collegano anche all’eccessivo disgelo dei rapporti tra Seoul e Pyongyang, e tra Seoul e Pechino.

Per la cerimonia di chiusura Ivanka Trump è già a Pyongyang, e anche il Paese del Nord ha inviato due suoi altissimi esponenti: il Vice-Presidente del Comitato Centrale del Partito dei Lavoratori, Kim Yong-chol, e il Presidente del Comitato per la Riunificazione Pacifica, Ri Son-gwon.  Nella delegazione nordamericana oltre a Ivanka, che ha pubblicamente già riaffermato la politica nordamericana di mantenimento della pressione di Pyongyang, ci saranno politici e funzionari del Dipartimento di Stato e dell’intelligence.  Un incontro non è previsto, questo dicono ufficialmente Washington e Seoul. Un qualche contatto ci sarà, ipotizzano tutti.

Pare sensato pensarlo. Moon chiederà ufficialmente ai delegati di Pyongyang di aprire il dialogo con gli Stati Uniti sui temi della denuclearizzazione della penisola coreana, come condizione per procedere nel dialogo. Quello tra Stati Uniti e Corea del Nord sarà un contatto informale, breve, poco prima della chiusura dei Giochi; e sarà accompagnato da un atteggiamento un po’ più normale tra le delegazioni davanti alle telecamere di tutto il mondo durante la cerimonia finale. Non molto più di questo, credo.  

Si negozia fino alla fine dei Giochi Paralimpici

Poi ci sarà quasi un altro mese, fino al 18 marzo, data della fine dei Giochi Paralimpici, per continuare a negoziare – faticosamente e a piccolissimi passi, più o meno dietro le quinte – mentre a Pyeongchang continuerà a sventolare la bandiera della Riunificazione coreana. Dopo il 18 marzo Moon dovrà sciogliere il suo dilemma odierno: se procedere e in che modo con le esercitazioni militari congiunte con gli Stati Uniti. In realtà è impensabile che non lo faccia, da un lato; ma è gravissimo il rischio di interrompere il processo appena avviato con Pyongyang, dall’altro.

Fin al termine dei Giochi Paralimpici potrebbero aversi altri piccoli contatti e piccole aperture tra tutte le parti in gioco, al punto da permettere poi lo svolgimento in primavera delle manovre militari annuali, senza troppo danno, e poi entro il 2018 anche la sperata visita di Moon a Pyongyang. Certamente, saranno mantenuti l’atteggiamento e la retorica ispirati a rigidità sia da parte di Washington che di Pyongyang; con atti o attività militari anche a Nord in risposta alle manovre congiunte. Però adottando ciascuno un livello reale di minaccia per l’altro inferiore al massimo possibile: esercitazione USA-ROK in chiave minore e difensiva, evitando accuratamente comunicati roboanti e sottolineandone l’aspetto difensivo e di routine; e attività del Nord almeno per un po’ meno aggressive del solito, magari con tiri di artiglieria o altri esercizi convenzionali, invece della paventata esplosione nucleare atmosferica o di altri test missilistici.

Se tutti continueranno a giocare bene sul filo del rasoio, il processo di avvio del dialogo non si interromperà. Salvo imprevisti, naturalmente.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy