Thailandia, partito il recupero: alla finale di Mosca ci sarà la squadra più attesa?

Thailandia, partito il recupero: alla finale di Mosca ci sarà la squadra più attesa?

È iniziato il recupero dei giovani calciatori thailandesi che, assieme al loro allenatore, sono finiti in una grotta durante un’escursione. Un tragitto di ben undici ore verso la libertà. Tragitto che, se le loro condizioni lo permetteranno, potrebbe addirittura portarli fino in Russia.

di Redazione Il Posticipo

L’impresa è partita. E, se tutto andrà come previsto, la finalissima di Mosca potrebbe vedere la presenza della squadra più attesa. No, non la Russia padrona di casa e neanche il Brasile, già eliminato. L’undici, anzi il…tredici che tutti vogliono vedere al Luzhniki è tutto thailandese: come riporta la BBC, è iniziato il recupero dei giovani calciatori che, assieme al loro allenatore, sono finiti in una grotta durante un’escursione. Sarà un lavoro complicato e pericoloso, con un tragitto di ben undici ore verso la libertà. Tragitto che forse, se le loro condizioni lo permetteranno, potrebbe addirittura arrivare fino in Russia. Ad aspettarli c’è il presidente della FIFA Gianni Infantino.

FINALE – Che con una lettera alla Federcalcio Thailandese ha invitato tutta la squadra, nel caso la liberazione avvenisse senza intoppi e in tempi consoni, a vedere la finale del 15 luglio. Complicato dire se sarà possibile, anche perchè dopo un’avventura del genere i ragazzi avranno certamente necessità di riprendersi da tutti i punti di vista. Ma in ogni caso per i baby-calciatori, che anche grazie alla coesione e alla capacità di aiutarsi che solo uno sport collettivo come il calcio può regalare sono riusciti a rimanere uniti e in salute, un bel riconoscimento. E di certo, anche se non dovessero fare in tempo per godersi la finalissima, ci sarà certamente modo di vederli in tribuna a vedere un match e a prendersi un meritato applauso.

PORTIERE – La storia della squadra thailandese ha infatti commosso il mondo. Non solo perchè la vita di dodici ragazzi e del loro allenatore è in pericolo, ma per come i giovanissimi hanno affrontato una situazione che neanche adulti fatti e finiti avrebbero saputo gestire. Nei loro messaggi, consegnati a un sommozzatore, c’è tutta l’innocenza della gioventù e la speranza nel futuro. Come in quello del giovanissimo portiere, che il suo compleanno (il 23 giugno) l’ha passato all’interno della grotta e che quando uscirà vorrebbe comunque fare la festa che avrebbe organizzato se non fosse successo nulla. E sarebbe davvero bello se il suo regalo potessero essere le maglie e l’abbraccio dei due…colleghi che si giocheranno la Coppa del Mondo. Ma, finale o no, il tifo di tutti è per loro. Forza Thailandia. Anche se al mondiale gli asiatici non ci sono arrivati.

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