Super Bowl LII: la notte delle sfide infinite

Super Bowl LII: la notte delle sfide infinite

La dinastia contro gli underdogs, Tom Brady contro Nick Foles, Massachussets contro Pennsvylvania e potremmo continuare all’infinito. Il Super Bowl LII non è solo la partita dei milioni di dollari. C’è anche il campo a parlare, a mettere di fronte storie e destini.

di Francesco Cavallini

La dinastia contro gli underdogs, Tom Brady contro Nick Foles, Massachussets contro Pennsvylvania e potremmo continuare all’infinito. Il Super Bowl LII (e questo fatto di utilizzare i numeri romani ci piace tantissimo) non è solo la partita dei milioni di dollari, con gli spot pubblicitari pagati una fortuna e un halftime show da far rabbrividire le cerimonie di apertura delle Olimpiadi. C’è anche il campo a parlare, a mettere di fronte storie e destini.

Brady contro Foles

Come quelli dei due quarterback. Da una parte c’è Tom Brady, che non solo si avvia abbastanza comodamente al titolo di Greatest of All Times (anche in virtù del fatto di aver conquistato la bella Gislele Bundchen), ma che conferma ancora di più di essere la steal del secolo. Non nel senso di un intercetto, ma di una scelta di draft non entusiasmante che si trasforma in capolavoro di strategia. Numero CENTONOVANTANOVE, sesto giro, un po’ come quando al campetto restano solamente i più scarsi e se ne sceglie uno tanto per completare le squadre. Fortuna o premonizione, i cinque Super Bowl vinti dai Patriots dal 2000 in poi parlano chiaro riguardo la bontà della scelta. Anche gli Eagles hanno scelto Nick Foles con una pick abbastanza alta, la numero ottantotto, ma non solo. Lo hanno anche lasciato andare dopo tre stagioni. Due anni di esilio tra St Louis e Kansas City, prima di rientrare a Philly da riserva. Poi a Carson Wentz salta il crociato ed il resto è storia.

Patriots contro Eagles

La storia che hanno già fatto da parecchio i Patriots, che con cinque affermazioni e quattro sconfitte toccano quota dieci Super Bowl disputati, con le sei vittorie degli Steelers nel mirino. Se la cabala vuole dirci qualcosa, lecito aspettarsi la vittoria di Brady e soci: gli…animali sono quasi sempre preda dei Pats, che hanno perso le loro quattro finali contro i Giants (due volte), i Packers e i Bears, ma se la sono cavata egregiamente contro il resto dello zoo, avendo sconfitto i Rams, i Falcons, i Panthers, i Seahawks e nel 2005 proprio gli Eagles. La chiamano la dinastia dei Patriots, che ora viene messa alla prova dagli underdogs. Gli sfavoriti dal pronostico, quelli che sembrano capitati al Super Bowl quasi per caso. Solo tre finali per loro, nel 1980 contro i Raiders e poi le due contro Brady e compagnia bella, una persa, l’altra…chissà.

Boston contro Philadelphia

E poi, come direbbe Dickens, la storia di due città. Definizione inesatta, perchè in realtà i Patriots giocano a Foxborough, che a voler essere precisi è più vicina a Providence, la capitale del Rhode Island, piuttosto che a Boston. Ma vogliamo fare uno strappo, considerando l’area metropolitana, e mettere di fronte la città degli irlandesi e quella dell’amore fraterno. Boston segue New York come seconda città sportivamente più decorata d’America, con 37 titoli divisi tra i Patriots (5), gli onnipresenti Celtics (17), i Red Sox (8), i Braves (1, ora ad Atlanta) e i Bruins (6). Philadelphia si piazza comodamente sesta nella speciale classifica, ma soffre di un digiuno sportivo che dura dalla vittoria dei Phillies nelle World Series del 2008 e che ha portato a solo un titolo negli ultimi 35 anni. Riusciranno gli Eagles a…volare più alto dei Pats? Vedremo.

Quel che è certo è che per i bookmakers, la vittoria di Brady e dei suoi compagni è quasi scontata. Ma mai prendere il Super Bowl alla leggera. Del resto, è non è il match dei sogni?

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