Subasic, l’eroe triste che para in onore dell’amico che non c’è più

Subasic, l’eroe triste che para in onore dell’amico che non c’è più

Subasic come Iniesta? La speranza per la Croazia è che il 15 di luglio il portierone possa essere decisivo per le sorti di una coppa del Mondo. La storia sotto, infatti, è molto simile. È fatta di tristezza, di lacrime e di un amico morto troppo presto.

di Redazione Il Posticipo

Subasic come Iniesta? La speranza per la Croazia è che il 15 di luglio il portierone possa essere decisivo per le sorti di una coppa del Mondo, così come capitato al cavaliere pallido nel 2010. La storia sotto, infatti, è molto simile. È fatta di tristezza, di lacrime e di un amico che non c’è più. Per Don Andres, oggi eroe triste che saluta il mondiale per l’ultima volta, il nome è quello di Dani Jarque, la cui morte ha causato allo spagnolo un periodo di depressione. E il nome del calciatore dell’Espanyol è apparso nel momento più bello, quello del gol valso un mondiale. Un ricordo destinato a durare per sempre.

CUSTIC – Stavolta Iniesta in campo non c’era, perchè di fronte alla Croazia c’era una stoica Danimarca. Ma il protagonista ha comunque un nome, quello di Hrvoje Custic. Non certo celebre come Dani Jarque, ma altrettanto sfortunato. Una morte evitabile la sua, un colpo con la testa contro un muro di cemento a pochi metri dalla linea laterale durante una partita. Una storia di dieci anni fa, quando i due militavano nello Zadar, ma che Subasic non ha mai dimenticato. E per “mai” si intende davvero “mai”. Da quel giorno, il portiere indossa sotto la divisa una maglia con la foto del compagno. E sotto il cielo di Russia, ha potuto mostrarla al mondo. Dita al cielo, qualche lacrima e una gioia infinita, quella di poter finalmente ricordare sul palcoscenico più importante l’amico che non c’è più.

EMOZIONE – Soprattutto dopo essere stato assoluto protagonista di una partita che in Croazia non dimenticheranno presto. Una di quelle che lascia il groppo in gola, pur avendola vinta. L’emozione è stata forte, al punto che il portiere ha più volte chiesto di…lasciarlo respirare. Mica semplice, quando tutta la squadra e un paese intero non vogliono fare altro che abbracciarti e portarti in trionfo. E permettere al mondo di guardare la maglia sotto la divisa e chiedersi, anche per un attimo, chi fosse Hrvoje Custic. Un ragazzo sfortunato, che se ne è andato troppo presto. Ma che grazie a un amico molto speciale, è arrivato ai mondiali. E ora, vista questa Croazia, spera anche di vincerli, guardando da lassù.

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