Steaua Bucarest, il proprietario: “Donne nel calcio? È contro natura, non ascolterò il volere di Satana”

Steaua Bucarest, il proprietario: “Donne nel calcio? È contro natura, non ascolterò il volere di Satana”

Il calcio femminile piace a tutti? Non esattamente… Sono destinate a far discutere le dichiarazioni di George Becali: il numero uno del club rumeno è pronto a lasciare il calcio se sarà obbligato ad avere una squadra femminile.

di Redazione Il Posticipo

Le donne nel calcio? In Italia molto lavoro è stato fatto e qualcosa è cambiato: a cominciare dai numerosi club di Serie A che hanno deciso di dare vita alla propria squadra di calcio femminile. La Juve ha fatto da apripista, Milan e Roma si sono accodate, la Fiorentina c’era già. Tanti non vedono l’ora che arrivino l’Inter e il Napoli in A. In Italia il calcio femminile è sempre diffuso: un tempo infatti guardare una partita tra ladies non sarebbe stato così semplice come oggi. Una crescita dovuta anche ai risultati ottenuti dalla Nazionale del c.t. Milena Bertolini, capace di qualificarsi al Mondiale 2019 a differenza di quanto fatto recentemente dai maschietti… Eppure in altri Paesi la strada da fare è ancora lunga, forse lunghissima, a cominciare dalla Romania.

“È CONTRO NATURA” – George Becali ha minacciato l’Uefa ai microfoni di Pro TV: “Se obbligherà tutti i club ad avere una squadra femminile lascerò il calcio”. Insomma, una vera e propria dichiarazione di guerra destinata a far discutere in un mondo in cui il calcio femminile è sempre più in espansione: “Possono praticare altri sport come il basket o la pallamano, ma non sono fatte per giocare a pallone: non hanno il fisico adatto, è una cosa contro natura”. Ma il numero del club rumeno non si è mica fermato qui…

BECALI CONTRO SATANA – Il proprietario della Steaua Bucarest ha tirato in ballo anche motivazioni di carattere religioso per giusitificare la sua posizione: “Come tutte le persone di questo mondo ho commesso dei peccati nella mia vita, ma non farò mai il volere di Satana contro le forme che Dio ha dato alle donne per attirare l’uomo”. Dunque ci sarebbe anche un vizio di forma a stroncare sul nascere qualsiasi teoria favorevole alla diffusione del calcio femminile. Definirla una caduta di stile è fin troppo generoso nei confronti di un proprietario ostile a quel cambiamento che tutti invece si auspicano.

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