I corsari dell’Atlantico: il St. Pauli va in tournée negli Stati Uniti

I corsari dell’Atlantico: il St. Pauli va in tournée negli Stati Uniti

Dopo Manchester United, Liverpool, Real Madrid, PSG, Roma, Inter e chi più ne ha più ne metta, anche una tedesca di Serie B va in tournée oltre l’Atlantico. Ed è subito record.

di Riccardo Stefani

E chi l’ha detto che solo le grandi vanno in tournée all’estero? Beh, in realtà non c’è una legge che lo vieti alle squadre poco affermate, né una che lo imponga ai top team, ma è semplicemente inusuale che una squadra piccina, magari di seconda divisione, vada a fare una preparazione estiva oltre confine, figuriamoci oltre l’Atlantico, strutturata in varie tappe con almeno due incontri già organizzati. Il St. Pauli lo fa.

Una tournee da top team

Siamo abituati ad assistere a questi super tornei pre-campionato con incontri tra team ultra-blasonati ad ore impensabili, visto il fuso orario, e in strutture spesso adattate al calcio perché concepite per il football americano. Pensiamo alla Roma che tra le italiane, vista la proprietà, è una delle più avvezze a scavalcare l’oceano in estate per svolgere un tipo di preparazione alla stagione spesso osteggiata nei bar e nell’etere; si pensi anche a diverse squadre inglesi e spagnole e da qualche tempo anche francesi che spesso optano per la preparazione a stelle e strisce. Sarà che la potenza occidentale si sta avvicinando sempre di più a quello che per non confondersi chiamano ‘soccer’ ancora in molti, sarà che la squadra in questione ha tantissimi simpatizzanti in giro per il globo, sarà una trovata di marketing ma… il St. Pauli ha già fatto i biglietti.

Si va incontro ai tanti fan statunitensi del St. Pauli

Neanche a dire che si parta per festeggiare qualcosa: la squadra alberga stabile in decima posizione in una classifica anche molto corta. Certo nel calcio non si sa mai ma per i festeggiamenti per il salto di categoria, magari (in tutti i sensi), riaggiorniamoci il prossimo anno. Il motivo dell’organizzazione della tournée è quello di andare incontro ai diversi fan rimediati nel corso del tempo in tutto il continente nordamericano, organizzatisi in fan club in grandi città come Detroit, Toronto, New York, Portland etc. E proprio a Detroit e a Portland sono previsti due incontri per i prossimi 15 e 24 maggio.

Un club famoso per la sua linea etica, politica e sociale

Oke Göttlich, presidente del club, si è reso così protagonista (forse anche ignorandolo) di un piccolo record: è la prima volta nella storia del calcio che una squadra di seconda categoria va in tournée oltre l’oceano e questo primato è sicuramente da attribuire, sì, all’intraprendenza del corpo manageriale, ma anche alla linea etica, politica e sociale che ha permesso al club di ottenere tantissime attenzioni, e al contrario della maggior parte delle compagini calcistiche, non per i risultati di campo. E quindi dal piccolo quartiere di Amburgo si va nel nuovo continente e non da sconosciuti.

Göttlich sottolinea anche l’importanza di questo evento da un punto di vista esperienziale per il suo club che, nella parte finale della prossima primavera, potrà solo arricchirsi. Del resto, questa squadra dagli anni Ottanta non sembra fare altro: si arricchisce di tifosi e simpatizzanti, ha un ottimo fatturato proveniente dal merchandising notevolmente superiore alle altre compagini di seconda divisione. Dopo aver vietato l’accesso allo stadio alle frange politiche estremiste, dopo le raccolte fondi per salvarsi dalla bancarotta, dopo aver ideato un evento benefico per portare l’acqua potabile nelle scuole di Cuba, ora, il St. Pauli, può prendersi una bella e meritata vacanza negli USA.

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