Si vince in undici e si festeggia in… tredici: la Juventus esulta assieme a due piccoli invasori di campo

Si vince in undici e si festeggia in… tredici: la Juventus esulta assieme a due piccoli invasori di campo

Alla fine della partita contro la Sampdoria, i giocatori della Juventus stavano esultando per la vittoria e hanno permesso a due piccoli invasori di campo di festeggiare mano nella mano con loro.

di Redazione Il Posticipo

Che cos’è la mentalità vincente? Beh, non è un concetto semplice da spiegare. È un fenomeno che, in realtà, è molto più facile osservare e cercare di imparare. Si prenda come esempio la Juventus. In Italia, regna incontrastata ormai da anni ma nonostante ciò continua a giocare con l’entusiasmo di chi non perde mai e la fame di chi non ha mai vinto una singola partita. Ecco cos’è la mentalità vincente. Non è un concetto che si vede solo durante i 90 minuti regolamentari ma soprattutto dopo: dopo la vittoria contro la Sampdoria tutti i giocatori della Juve sono andati a festeggiare mano nella mano sotto ai propri tifosi e… con due piccoli grandi tifosi.

DUE DI TROPPO – Allo Stadium, l’esito non sembrava proprio scontatissimo: dopo lo squillo iniziale di Cristiano Ronaldo, la partita si è un po’ spenta fino allo strappo di Quagliarella al 33’. Dopodiché l’equilibrio ha regnato per altri trentadue minuti interrotti dal quarto d’ora canonico della fine del primo tempo. Dopo il triplice fischio che sancisce il risultato finale, con il 2-1 figlio di un rigore trasformato ancora da CR7, i giocatori cominciano a festeggiare in campo e l’entusiasmo raggiunge gli spalti. Tanto che in campo piovono due bambini, che in barba a tutti gli altri a casa e sugli spalti… vengono presi per mano dai giocatori per correre, saltare e festeggiare la vittoria sotto gli occhi di tutto il resto dei tifosi.

SUPEREROI – Chiaramente, una volta visto che i bambini erano ben accetti in campo, in qualche modo ne è arrivato un terzo. Il piccolo va diretto da Paulo Dybala, colmo di… Joya. L’argentino abbraccia il tifoso e, privo di maglietta perché l’aveva data a un giocatore doriano, gli regala i pantaloncini e rimane con la calzamaglia quasi come uno dei supereroi dei fumetti, esattamente ciò che per quel bambino, il 10 bianconero rappresenta.

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