Il no di Sarri a quel contratto…indeterminato

Il no di Sarri a quel contratto…indeterminato

Sarri non ha voluto firmare il rinnovo che gli ha offerto Aurelio De Laurentiis? Pare che non sia una questione di soldi, quanto di prospettive…

di Redazione Il Posticipo

Napoli, torna di moda il rinnovo del contratto di Sarri. Con un possibile retroscena che spiegherebbe molte cose. Il tecnico toscano sarebbe stato ricevuto dal presidente De Laurentiis. Pronto un contratto alla Ferguson, con un ingaggio da tre milioni a stagione. E la durata? Poteva decidere Sarri. Il presidente vorrebbe trattenerlo a lungo. Una sorta di contratto a tempo indeterminato. Un aggettivo che però può essere stato valutato nell’accezione più piena del termine dal tecnico toscano.

INDETERMINATO? –  Sarri non avrebbe accettato per due motivi: in primis, perché è consapevole della fiducia che è risposta nel suo lavoro e, allo status quo, preferisce concentrarsi su questo finale di campionato, che non ritiene assolutamente perso. La Juventus è ancora prendibile e la squadra ci crede. L’assalto finale al Chievo fotografa perfettamente la determinazione con cui si insegue l’obiettivo. E in quei novanta secondi che potrebbero aver cambiato la stagione c’è anche la chiave di volta per aprire la porta del sogno. Per il rinnovo, per parlare, c’è tempo. Proprio perché molto, se non tutto, dipende dal risultato finale. Sarri vuole capire se vi sono le condizioni per proseguire. In questo senso, l’ “indeterminato” assume il senso più pieno del termine. L’avventura potrebbe chiudersi a giugno. O continuare per altri cinque anni. Dipende da diversi fattori.

MANIACALE – Maurizio Sarri ha un’idea quasi maniacale del calcio: i suoi schemi sono ripetitivi, i metodi quasi ossessivi. Un martello che forgia, nel bene e nel male. Il Sarrismo è efficace ma anche difficilmente sopportabile se la fatica non è accompagnata dai risultati. Si deve anche essere vincenti. Sacchi, che per certi versi è il tecnico più simile a Sarri, ha resistito pochi anni al Milan, nonostante avesse riempito la bacheca di trofei. In questo senso, senza la vittoria, la squadra potrebbe rigettare il progetto qualora non portasse ad alcun risultato?

GRUPPO – Sarri non accetterebbe mai di allenare un gruppo che non è pronto a seguirlo sin nei più minimi dettagli. In questo senso, molti giocatori del Napoli sono consapevoli che il tecnico ne esalta le qualità e che, con un altro allenatore, difficilmente la squadra sarebbe così competitiva. E però chi gioca poco sa che non avrà mai una finestra e una considerazione maggiore. Quindi, Sarri vuole essere sicuro che anche in caso di mancato successo il Napoli che non ha vinto niente abbia ancora voglia di credere nel suo progetto tecnico.

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