Napoli, Sarri e la clausola della discordia

Napoli, Sarri e la clausola della discordia

Il Napoli deve fare attenzione alla Juventus sul campo, ma anche…a un ex juventino. Il Chelsea tenta Sarri, considerando ormai scontato l’addio di Conte.

di Redazione Il Posticipo

De Laurentiis ha paura della Juventus e del suo potere che può influenzare il campionato? Beh, dovrebbe anche preoccuparsi di cosa accade oltremanica, dove un ex juventino rischia di decidere il prossimo futuro del Napoli. Abramovich è stanco di Conte e vuole Sarri. Sogna un Chelsea vincente e divertente. Sarri sarebbe il profilo giusto, ma c’è da pagare la clausola. Ammonta a 8 milioni. Una cifra che non toglie certo il sonno al magnate russo, ma ha l’effetto opposto sui tanti tifosi del Napoli.

L’ombra di Abramovich su Sarri

Protagonista, ovviamente, Antonio Conte.  Il tecnico dei Blues con ogni probabilità lascerà il Chelsea a fine stagione. Il rapporto con Abramovich è logoro e anche lo spogliatoio non è saldissimo. Molto, se non tutto, dipenderà dalla Champions e dalla doppia sfida stellare con il Barcellona. Se Conte passa il turno, potrebbe trovare gli stimoli necessari per puntare all’Europa che conta e compattare il gruppo verso la finale di Kiev. L’alternativa è un lungo trascinarsi sino a fine stagione, fino all’inevitabile addio. Il proprietario del Chelsea, però, non vuole farsi trovare impreparato. Abramovich vorrebbe proseguire sul solco degli “Italians” che gli ha sempre portato in dote la Premier. E cosi, dopo Ancelotti e Conte, sarebbe il turno di Sarri.

La clausola della discordia

Sarri è legato al Napoli da un ingagio di 1,4 milioni. E da giugno può lasciare la società campana, pena una clausola rescissoria da 7,5 milioni di euro. Se invece fosse il Napoli ad esonerarlo, gli dovrà 700 mila euro. Una via d’uscita per entrambi, nel caso in cui i risultati, sebbene importanti, non soddisfacessero la dirigenza. Al netto del valore della clausola, facilmente solvibile, resta da capire perché il Napoli abbia fissato un “riscatto” così basso per l’artefice di questo miracolo sportivo e soprattutto perché Sarri non l’abbia rifiutata. Evidentemente, sebbene il matrimonio sia importante, non è indissolubile. La sensazione, anzi, è che il ciclo possa volgere al termine. Se Sarri vince lo scudetto, va via carico di gloria. Se lo perde ha comunque la serenità di arrivare dietro a una corazzata più attrezzata a solcare i mari del campionato italiano. In entrambi i casi, il suo calcio piace e diverte. E non ha problemi a ricollocarsi. Of course.

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