San Paolo….Spaccanapoli

San Paolo….Spaccanapoli

Il San Paolo, paradossalmente, è il limite del Napoli: nessuna vittoria e appena un punto su nove contro Juventus, Roma e Inter. Troppa pressione e non può essere un caso…

di Redazione Il Posticipo

Una serata amara e una sconfitta che brucia parecchio. Il Napoli cede alla Roma a ulteriore conferma della tesi che, gli azzurri, per vincere questo campionato devono essere perfetti. Anche perché questa squadra non vince gli scontri diretti, né col carattere né con i colpi di genio.

Tre indizi fanno una prova

Il San Paolo….Spaccanapoli. Un pareggio contro l’Inter. Sconfitta interna con la Juventus e la Roma. Un punto in casa contro le prime quattro, su nove disponibili. Quanto basta per definirsi, per certi versi, ancora inadeguati. E adesso servirà un’impresa titanica. Il Napoli deve andare a vincere a Torino se vuole conquistare lo Scudetto. La domanda da porsi, dopo questa sera, non è legata alle qualità, ma alla tenuta psicologica di una squadra che, quando è chiamata a compiere l’ultimo step, si pianta regolarmente. Napoli splendidamente imperfetto, soprattutto al San Paolo, paradossalmente divenuto terra di conquista.

Problema di testa e paura di vincere

Il Napoli ha orgoglio e qualità, ma non ha ancora la cattiveria agonistica e probabilmente neanche la capacità di gestire un momento particolarmente impegnativo dal punto di vista psicologico. Ancora una volta, soffre di “braccino”. Convinto di andare in campo con un match point da giocarsi, si è ritrovato la Juventus ancora potenzialmente sul collo. L’ingresso in campo ha tradito nervosismo e preoccupazione. Trasmessa, paradossalmente, dallo stadio che avrebbe dovuto sostenere la squadra e accompagnarla alla vittoria. Non un buon segno.

Effetto San Paolo

La partita, il Napoli, l’ha persa prima di giocarla, guardandosi intorno. Lo stadio ha trasmesso insicurezza e la squadra l’ha assorbita ed è andata in campo con scarsa serenità. Ritrovatasi in svantaggio, non si è più raccapezzata. Il gol di Insigne, per una volta, è più figlio del caso che del gioco. Subita la seconda rete, la squadra si è totalmente disunita, scollata. In tre parole: non ci credeva. E sebbene il Napoli sia in condizione atletiche straripanti, non è bastato: per rincorrere i sogni, serve un fisico d’acciaio. Per raggiungerli, una mente lucida. In campo e fuori.

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