Salah “insultato”: una pubblicità può costargli il mondiale

Salah “insultato”: una pubblicità può costargli il mondiale

La Federazione Egiziana e Momo Salah sono ai ferri corti. Problemi di diritti di immagine che, se non risolti a breve, potrebbero portare a sviluppi clamorosi.

di Redazione Il Posticipo

Essere un’icona ha certamente i suoi vantaggi, ma presenta anche qualche problema collaterale. Lo sta imparando a sue spese Momo Salah, che tra chi gli chiede di tagliarsi la barba e chi invece vuole regalargli un pezzo di terra alla Mecca, deve anche riuscire a prepararsi adeguatamente alla semifinale di ritorno di Champions League, ma anche e (forse soprattutto) per i Mondiali, i primi a cui l’Egitto prenderà parte dai tempi di Italia ’90. Quando il bomber del Liverpool, tra l’altro, non era ancora nato. Ma per questi…problemi extracalcistici, ci pensa il suo procuratore. Che ora è in polemica con la federazione nazionale.

DIRITTI DI IMMAGINE – Tutto nasce da uno dei tanti contratti di sponsorship sottoscritti dall’egiziano, in particolare quello con la Vodafone, che ha reso il numero 11 dei Reds il suo testimonial principale in Egitto e nel mondo arabo. Peccato che la federazione egiziana sia invece sponsorizzata dalla WE, un’azienda concorrente, e che continui a utilizzare il volto del suo calciatore più celebre in associazione al logo dello sponsor federale. Un evidente problema di diritti di immagine, che l’entourage di Salah vorrebbe vedere risolto al più presto, anche perchè i mondiali si avvicinano a grandi falcate. Dagli uffici federali, però, fanno orecchi da mercante e Ramy Abbas, il procuratore di Momo, ha deciso di farsi sentire a gran voce.

NIENTE MONDIALI? – Dopo aver chiesto (per l’ennesima volta) chiarimenti la scorsa settimana, l’agente di Salah è passato all’attacco attraverso Twitter. Lanciando un hashtag in arabo immediatamente divenuto virale e continuando la sua crociata per i diritti economici del suo associato. Che nel frattempo ha espresso il suo totale sostegno ad Abbas nella lotta contro la Federazione. I tifosi egiziani, così come quelli del Liverpool (che temono ripercussioni sul morale del calciatore proprio nel momento meno opportuno), sono abbastanza preoccupati. Come ha ripetutamente messo in chiaro il procuratore, tutte le opzioni sono sul tavolo. Compreso il boicottaggio. Anche perchè il giocatore, sul suo profilo ufficiale, ha definito la questione un insulto. E non è certamente felice di come sta andando la negoziazione. Se chi guida il calcio egiziano continuerà a non voler ascoltare, il rischio che Salah non si presenti ai mondiali con la maglia dei Faraoni esiste. Un’eventualità che nessuno, dentro e fuori l’Egitto, vorrebbe mai neanche prendere in considerazione. Ma che, dopo mesi di battaglie, può essere l’assurdo finale di una storia evitabile.

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