In attesa del Pallone d’Oro, per Salah è in arrivo…una moschea?

In attesa del Pallone d’Oro, per Salah è in arrivo…una moschea?

La popolarità di Momo Salah non conosce confini. Al punto che in Arabia Saudita vorrebbero concedergli un terreno alla Mecca. O, in alternativa, intitolargli una moschea.

di Redazione Il Posticipo

Non che servisse la doppietta contro la sua ex squadra in semifinale di Champions, ma indubbiamente la prestazione di Salah che ha annichilito la Roma conferma il momento di grazia dell’egiziano. Al punto che ora per le scommesse sul prossimo Pallone d’Oro, il numero undici del Liverpool ha superato come favorito sia Messi che Ronaldo. Certo, c’è ancora da assegnare una Champions e soprattutto da giocare un mondiale, ma la stagione dell’ex giallorosso è così straordinaria da fargli guadagnare elogi ovunque e forse…addirittura una moschea.

AMBASCIATORE DELL’ISLAM – A quanto riportano diverse testate del mondo arabo (Egypt Independent e Sabq), la municipalità della Mecca potrebbe assegnare a Salah un pezzo di terra nelle vicinanze della Grande Moschea della Mecca, l’enorme edificio religioso che circonda la Kaʿba, il luogo più sacro dell’Islam. La scelta sarebbe giustificata non solo dalle prestazioni sportive dell’egiziano, che si è anche aggiudicato il premio come giocatore dell’anno della Premier League, ma anche e soprattutto perchè il venticinquenne dai modi educati e rispettosi, amato da tutti, viene ritenuto un modello positivo per i più giovani. Il miglior ambasciatore possibile dell’Islam nel Regno Unito e nel mondo. E come tale, merita un riconoscimento nella città sacra.

TERRA O…MOSCHEA? – Potrebbe però esserci qualche problema burocratico all’orizzonte. A decidere come procedere dovrebbero essere, di comune accordo, le autorità saudite e lo stesso Salah. L’idea di base sarebbe quella di assegnare all’egiziano un lotto di terra, ma se questo non venisse considerato possibile dalle autorità di Riyad c’è già pronta una soluzione molto più…scenografica. La costruzione, sempre sullo stesso terreno, di una moschea a lui intitolata. Un onore enorme per il numero 11, che dimostra quanto ormai la sua figura, come quelle di Messi e Ronaldo, abbia ormai superato i confini dello sport. E che, a differenza di quanto accaduto un mesetto fa in Egitto (con un giornale che gli ha chiesto apertamente di tagliarsi la barba), almeno in Arabia Saudita nessuno sembra molto preoccupato del look da…radicale del bomber del Liverpool. Che da “cattivo modello” è diventato…quasi sacro. Potenza del pallone!

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