Salah, la barba e…il terrorismo

Salah, la barba e…il terrorismo

Sulle colonne di un giornale egiziano, un giornalista ha attaccato Mohamed Salah, reo, appunto di portare una barba che lo accomuna troppo agli estremisti e ai terroristi.

di Redazione Il Posticipo

Classifica di Premier League esclusa, la stagione di Mohamed Salah stava decisamente andando alla grande. Ben 32 reti e 11 assist in 40 partite con il Liverpool, il premio di calciatore del mese del campionato inglese ritirato da poco ed i Reds comodamente seduti in poltrona ad aspettare di sapere chi saranno i loro avversari nei quarti di finale di Champions League. A questa miscela va aggiunto l’interesse del Real Madrid, che sarebbe disposto a ricoprire d’oro il Liverpool e l’ex romanista pur di portarlo al Bernabeu e si comprende come il 2018 sia iniziato proprio con il piede giusto per l’egiziano. Poi però ci si è messa di mezzo la sua barba.

Salah e una barba troppo interpretabile

Secondo ABC news, la scelta del look da parte del numero 11 non ha assolutamente soddisfatto un giornalista egiziano, Salah Montaser, che attraverso le pagine del giornale Al-Ahram ha lanciato un’invettiva nei confronti del calciatore, reo, appunto di portare la barba. Barba che, secondo Montaser lo accomuna troppo agli estremisti e ai terroristi. Il richiamo è alla battaglia interna che lo stato egiziano sta combattendo da ormai un anno con alcune forze dell’ISIS, che hanno stabilito una potente base nel Sinai dopo essere state scacciate dalla Libia e dalla zona dell’ex autoproclamato califfato. Ed evidentemente Salah, con la sua bella barba, non si sta dimostrando troppo patriottico.

Molti in Egitto hanno difeso Salah

Strano, perchè il giocatore del Liverpool è stato il trascinatore dell’Egitto nella qualificazione ai prossimi mondiali in Russia e gode di un seguito pressochè illimitato nel suo paese, che lo considera una sorta di eroe. Forse proprio per questo il giornalista ha sottolineato la necessità che l’idolo delle folle non porti una barba simile a quella di un combattente dell’ISIS, ma l’accostamento è stato parecchio criticato proprio in Egitto. Molti hanno infatti commentato l’articolo di Montaser sostenendo che l’aspetto fisico non può essere imposto a nessuno e che non debba essere una discriminante in nessun senso, nè sociale nè politico.

Le barbe nel calcio stanno prendendo piede

E il giornalista farà meglio a rassegnarsi nella sua personale crociata contro le barbe, perchè non solo stanno diventando sempre più un trend tra i calciatori di ogni serie e campionato, ma soprattutto perchè la sua critica ora rischia di sortire l’effetto opposto. Se prima milioni di ragazzi potevano sognare di imitare Salah solo con il pallone tra i piedi, ora possono anche considerare di farlo quando vanno (o non vanno) dal barbiere. E somiglieranno ancora di più al loro idolo…in barba al buon Montaser.

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