Sabatini, Spalletti e le uova nel paniere….

Sabatini, Spalletti e le uova nel paniere….

Sabatini, Spalletti e la crisi dell’Inter. Emergono retroscena che potrebbero innescare reazioni a catena e decisioni anche clamorose.

di Redazione Il Posticipo

Inter, una crisi senza fine. La spirale che ha trascinato i nerazzurri dal primo al quinto posto rischia di compromettere definitivamente la stagione. La squadra si è persa, come svanita. E Spalletti e Sabatini starebbero meditando decisioni clamorose.

Galeotto fu il mercato

Molto, se non tutto, risale allo scorso mercato di gennaio. L’Inter, divisa in due anime: italiana e cinese. Sabatini e Spalletti, preoccupati dai risultati maturati e dalle prime avvisaglie della crisi, chiedono interventi sul mercato. Ausilio se ne fa portavoce. La “missione cinese” si conclude con un nulla di fatto. Arrivano Rafinha e Lisandro Lopez, ma sfuma Pastore. Questione di soldi, quanto basta, sembra, per irritare Spalletti e Sabatini che avrebbero spinto per una corposa campagna di rafforzamento a gennaio, sacrificando Brozovic e, al limite, a giugno, Icardi, per rientrare dalle spese. Entrambi, più Ausilio, erano consapevoli che questa squadra avrebbe trovato delle difficoltà a restare a galla e persino in zona Champions. Zhang, invece, ha ritenuto sufficiente quanto fatto per centrare almeno il quarto posto. Un errore di valutazione? A questo punto lo dirà il tempo, anche se la tendenza sembra dar ragione ad allenatore e direzione sportiva.

Sabatini medita l’addio?

Sabatini, in particolare, sarebbe particolarmente scontento. Si sente limitato nel suo operato. Del resto, la situazione lo penalizza. Lavora molto sui giovani e con il Sudamerica, ma fra Fair Play Finanziario, le rigide norme dell’UEFA e gli slot per gli extracomunitari pieni, ha un range particolarmente ridotto. Sabatini, ha, di fatto, le mani legate. Secondo i bene informati, il direttore sportivo dell’area Suning starebbe seriamente pensando di lasciare il proprio incarico. E anche Spalletti sembrerebbe orientato su questa scelta.

Spalletti, dalla padella alla brace

Il tecnico toscano credeva, anzi, alla luce dei fatti, sperava, di trovare l’ambiente ideale per lavorare. Una società con credito illimitato da investire sul mercato. Si è ritrovato invece un’Inter che, reduce dal settimo posto in classifica, si è “rinforzata” saccheggiando il centrocampo della Fiorentina e la difesa della Sampdoria. E una piazza che rispetto a Roma, non ama a “scatola chiusa”, anzi, brilla per diffidenza. Spalletti è stato sempre atteso al varco, anche quando l’Inter era prima e imbattuta. Il tifoso interista, primo nella fila dei disillusi, ha aspettato la controprova di gennaio e gli ha già quasi voltato le spalle. E il tecnico non ha alcuna voglia di fungere da parafulmine. E vi sono ancora tre mesi abbondanti di campionato da percorrere. Con quale spirito? L’Inter si ritrova o proseguirà da separati in casa?

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