In Russia il calcio è… di rigore

In Russia il calcio è… di rigore

Il Mondiale registra un nuovo record: quattordici rigori in 28 partite. Uno in più rispetto a tutta l’edizione di Brasile 2014!

di Redazione Il Posticipo

Mondiale 2014: 64 partite, 13 calci di rigore. Quattro anni dopo in Russia, dopo appena 28 match, sono stati concessi ben 14 tiri dal dischetto. Ovvero, un penalty in più con (molto) meno della metà delle partite giocate. Per la statistica, una partita su due vede l’assegnazione di una massima punizione. Una percentuale impressionante.

 

VAR – Evidentemente l’introduzione della VAR ha inciso parecchio. Appena chiuso il primo ciclo delle partite a gironi, la FIFA ha immediatamente chiuso il cerchio intorno al Grande Fratello elettronico. E i risultati sono confortanti: nelle prime diciassette partite sono stati assegnati quattro tiri dal dischetto grazie all’ausilio della tecnologia. Fra l’altro, quasi tutte le decisioni dei direttori di gara sono state accettate senza troppe polemiche esclusa la furia del CT serbo. Al netto dell’episodio, spesso sono i calciatori a chiedere l’intervento dalla “regia”. Per la FIFA, un vero successo.

 

ATTACCO – Un altro fattore incidente è la filosofia di gioco? Beh, il calcio è più propositivo e offensivo. Rispetto al Mondiale sudamericano le partite sono più aperte e si gioca sempre per vincere. Russia 2018 è ancora in attesa del primo 0-0. La prima partita a reti bianche nella kermesse di quattro anni fa arrivò molto presto, specificatamente al dodicesimo match, quello fra Iran e Nigeria.

 

DIFESE – Nessuno si offenderà se  qualcuno sosterrà la tesi che alcune squadre, specialmente quelle che provano in primis a non prenderle, giocano un calcio particolarmente “allegro” in fase difensiva? Forse sperando di “farla franca”? Anche in questo caso, Ciò che prima poteva sfuggire, complice la velocità del gioco , adesso anche alcune decisioni al limite come quella di Belgio – Tunisia (piede o meno sulla riga) lasciano molto meno spazio alle interpretazioni. O, a voler essere italiani sino in fondo, forse le polemiche sono dietro l’angolo? La sensazione è che la prova del nove delle decisioni dell’arbitro e della “pacifica”  (più o meno) accettazione dei calciatori sia rimandata alla fase a eliminazione diretta, quando le partite “peseranno” davvero…

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