Meglio pochi ma buoni? Altro che Sarri, il re della rosa corta è Simeone

Meglio pochi ma buoni? Altro che Sarri, il re della rosa corta è Simeone

Il Napoli, con il suo turnover ai minimi termini, ha comunque in rosa 25 calciatori. L’Atletico di Simeone è riuscito a fare…meglio, con soli 17 giocatori di movimento inseriti nelle liste.

di Redazione Il Posticipo

Il Napoli, si dice spesso, ha una rosa corta. Vero, anche perchè il suo allenatore non sente il bisogno di effettuare rotazioni fini a se stesse e preferisce giocare quasi sempre con gli stessi uomini. Al punto che nel mercato di gennaio, invece di comprare, il Napoli ha ceduto Maksimovic e Giaccherini, portando in rosa solo il giovane Machach e assicurandosi Milic sulla fascia sinistra solo ed esclusivamente visto il nuovo infortunio di Ghoulam. Ma anche questa rosa ai minimi termini ha una lunghezza diciamo “classica”, venticinque uomini, compresi tre portieri. Eppure c’è chi è riuscito a fare molto di meglio (o di peggio, dipende dai punti di vista). Quello che in teoria è la nemesi di Sarri: Diego Pablo Simeone.

Simeone e Sarri, così diversi ma così simili

A ben vedere, il Cholo e il tecnico del Napoli hanno ben poco in comune. Ma quando si parla di gestione del gruppo, i due presentano qualche interessante similitudine. In primis, la tendenza a contare su un gruppo ristretto di calciatori, che formano la base tecnica, tattica e soprattutto mentale della squadra. Un vero e proprio clan, quello del Napoli unito dal patto di ferro stretto a Dimaro e quello dell’Atletico dal carisma del tecnico ed alla fedeltà assoluta ai valori del Cholismo. E poi c’è un’altra caratteristica simile. Quel carattere che non porta quasi mai a compromessi. Se un calciatore accetta la sua posizione nella gerarchia della squadra, è ben accetto. Altrimenti, la porta è quella lì.

Addio a Carrasco e Gaitan

Vale per tutti, anche per chi ha scritto la storia dell’Atletico come Fernando Torres, che è rimasto ma la cui conferma a giugno è tutt’altro che scontata. Invece per Yannick Ferreira-Carrasco e Nicolas Gaitan la porta ha avuto le sembianze del campionato cinese, per la precisione del Dalian Yifang, che esordirà nella Chinese Super League e ha ben pensato di fare le cose in grande. La cessione dei due però è arrivata a mercato già chiuso e quindi a Simeone non arriverà nessuno per colmare il vuoto lasciato in rosa dai due. E che problema c’è? Il tecnico ha fatto a meno di loro finora, concedendogli poco spazio, e continuerà anche ora, dando fiducia per il rush finale in Europa League e campionato ai suoi titolarissimi.

Diciassette bastano e avanzano (forse)

Un concetto molto…sarriano, ma ancora più estremizzato, almeno dal punto di vista dei numeri. Con i due addii più recenti, la rosa dell’Atletico è infatti scesa a soli 20 calciatori, tre dei quali sono i portieri della squadra. Simeone resta dunque con la…miseria di 17 uomini di movimento: sette difensori, sei attaccanti (tra esterni e punte) e solo quattro centrocampisti. Un bell’inno all’ottimismo, dato che potrebbe bastare una mezza epidemia di raffreddore per costringere il Cholo a schierare i ragazzi delle giovanili. Ma, esattamente come nel caso di Sarri, la scommessa del tecnico sta pagando, con l’Atletico secondo nella Liga, a sette punti dal Barça di Valverde e con altrettante lunghezze di vantaggio sui cugini del Real. E quindi, a questo punto, una domanda si pone. La rosa lunga è davvero una necessità o è un mito creato dal calcio moderno?

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