Romero attacca Sampaoli: “Mi ha escluso nel giro di quattro ore”

Romero attacca Sampaoli: “Mi ha escluso nel giro di quattro ore”

Il portiere dell’Argentina, ufficialmente escluso dai 23 mondiali per un infortunio al ginocchio, racconta a TyC Sports quello che si è detto con Sampaoli e come è maturato il suo taglio dalla lista.

di Redazione Il Posticipo

Sergio Romero è arrabbiato. Anche se sostiene di non esserlo, il portiere del Manchester United non ha certo vissuto bene il suo taglio dalla lista dei 23 che rappresenteranno l’Argentina al Mondiale. E a una settimana dalla consegna delle liste definitive e a due dalla decisione di Sampaoli, l’estremo difensore ha deciso di raccontare la sua versione dei fatti. Davanti alle telecamere di TyC Sports ha raccontato la genesi dell’infortunio che lo ha “condannato”, quello che si è detto con Sampaoli e come è maturato il suo taglio dalla lista. Non risparmiando frecciate al CT sia per la scelta in sè che per le modalità con cui è arrivata.

INFORTUNIO – Tutto nasce da un problema al ginocchio, che è il motivo ufficiale per cui il portiere è stato escluso. “Il mio infortunio è una storia vecchissima, iniziata ai tempi del Racing nel 2004, quando avevo 17 anni. Mi hanno operato ed un pezzo di cartilagine si è piazzato nella parte posteriore del ginocchio. Poi ho giocato per anni in Olanda, in Italia, in Francia e in Inghilterra e con lo stesso problema ho addirittura giocato due mondiali. Il colpo che ho preso con la Spagna è stato fortissimo e mi ha fatto pensare che il ginocchio fosse rotto, ma in realtà il frammento si è spostato e ha bloccato l’articolazione. Dovevo operarmi, perchè il frammento poteva spostarsi in qualsiasi momento e impedirmi anche di camminare. La decisione era già presa, non dovevano certo dirmelo i medici“.

ESCLUSIONE LAMPO – Ma nonostante la decisione di operarsi, Romero avrebbe potuto giocare il mondiale e lo ha detto chiaro e tondo a Sampaoli. “Ho parlato con il CT e gli ho detto che i tempi per recuperare c’erano. Che il ginocchio era sano, che quel frammento doveva essere rimosso e che in capo a dieci giorni sarei stato disponibile. Anzi, che sarei stato in grado di giocare contro l’Islanda perché sono testardo. Stavo per iniziare con il lavoro di riabilitazione. Ma i suoi tempi erano diversi, voleva un portiere in grado di allenarsi con la nazionale tutti i giorni e quattro ore dopo il discorso che gli ho fatto mi ha escluso“. Una grandissima delusione, che ha colpito profondamente Romero. “Il mondiale lo avrei potuto giocare. Ogni volta che ho giocato con l’Argentina ho dato tutto quello che avevo. Da nove anni mi sentivo titolare della Nazionale. Ed ho smesso di esserlo quando mi hanno tagliato“.

 

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