Roma…Under pressure, ma bastano quaranta secondi

Roma…Under pressure, ma bastano quaranta secondi

Con fatica, ma la Roma ritrova i tre punti. Merito del giovane turco Under, che sblocca il match e, assieme a Nainggolan schierato più avanti, ravviva il gioco giallorosso.

di Redazione Il Posticipo

Sembrava l’inizio di una domenica diversa per la Roma. Andare in vantaggio dopo quaranta secondi, cortesia di una rasoiata del giovane Cengiz Under, poteva e doveva servire alla squadra di Di Francesco a scrollarsi di dosso il periodaccio iniziato a dicembre e, di conseguenza, la paura che sembra attanagliare i giallorossi. Così non è stato, o almeno non del tutto. Il primo tempo ha regalato una Roma più in fiducia, poi l’espulsione diretta di Pellegrini ha tagliato le gambe, in maniera figurata e letterale, ai capitolini, che sono crollati dal punto di vista fisico e, seppur senza neanche un tiro in porta del Verona, hanno sofferto. Alla fine i tre punti arrivano, ma con fatica.

Ai tre punti ci pensa Under, per tutti…Cengiz Khan

Protagonista…lampo il turco Under, che parte dall’inizio per la terza partita consecutiva, e che mette (almeno in teoria) in discesa il match del Bentegodi. Al netto del gol, il ventenne ex Istanbul Basaksehir è in questo momento forse il calciatore più in forma di una rosa che appare ancora sulle gambe. La spregiudicatezza offensiva del turco regala brio alla manovra e opzioni ai compagni di squadra. Sarà che, come ha detto Di Francesco, il giovane turco sta imparando l’italiano, o che finalmente sembra essersi ben inserito nelle idee calcistiche del suo allenatore, ma il risultato è che Under si è caricato la squadra sulle spalle già dalla partita interna contro la Samp. All’Olimpico un miracolo di Viviano e la mano di Bereszyński gli hanno negato la prima gioia in giallorosso. Stavolta è arrivata e vale tre punti.

Pellegrini rischia di far saltare il banco

A rischiare di rovinare tutto ci si è messo Pellegrini, che a inizio ripresa costringe i suoi compagni in dieci per tutto il resto della partita. Intervento da…arancione forse, ma visto il tenore dell’arbitraggio di Fabbri (che ha ammonito per tutti gli interventi in ritardo) il rosso diretto per un’entrata da dietro a centrocampo è più che giustificato. In inferiorità numerica gli uomini di Di Francesco perdono coraggio e soprattutto i giri nelle gambe, facendosi schiacciare dagli avversari e ripartendo con difficoltà. Arrivano anche un paio di occasioni su errori di un Verona arrembante, ma il digiuno di Dzeko e soci continua, un qualcosa su cui squadra e allenatore dovranno lavorare.

Il 4-2-3-1 funziona, ma non è replicabile a breve

A proposito di allenatore, alla fine, nonostante Di Francesco continui a nicchiare, il cambio di modulo è più o meno arrivato. Un abbozzo di 4-2-3-1, con Nainggolan che svaria dietro a Dzeko come ai tempi di Spalletti. Finchè la squadra giallorossa è in undici se ne giova parecchio, costruendo bene, ma mancando comunque nell’ultimo passaggio o nella conclusione. Il problema per la Roma è che questa soluzione non potrà essere riproposta immediatamente contro il Benevento. Il rosso diretto a Pellegrini e la squalifica in arrivo per il diffidato Nainggolan costringeranno il tecnico a più di qualche modifica nell’undici che affronterà i sanniti all’Olimpico. Ma ci si penserà da domani. Oggi, nonostante un secondo tempo…Under pressure, è tornata la vittoria. Per il resto, c’è tempo.

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