La Roma di Di Francesco deve imparare a fare a meno di Dzeko

La Roma di Di Francesco deve imparare a fare a meno di Dzeko

Il bosniaco ha giocato tutte e 31 le partite della squadra giallorossa ed è apparso più volte comprensibilmente stanco. A Udine la Roma ha l’occasione di farlo riposare e di valutare le altre opzioni al centro dell’attacco.

di Redazione Il Posticipo

Già a partire dalla partita di Udine, Eusebio Di Francesco sogna una Roma senza Dzeko. O almeno, vorrebbe poter cominciare a immaginarla, dato che in tutti i match di questo campionato (e anche in quelli di coppa) il bosniaco non è mai mancato all’appello, scendendo in campo per ben 31 volte di cui 29 dall’inizio.  Una “dipendenza“ che ben sottolinea l’importanza del centravanti nel gioco giallorosso, ma che allo stesso tempo diventa un sia un alibi pericoloso per quando le cose lì davanti non vanno, con la colpa addossata al numero nove, sia, in prospettiva, un tappo per chi in quel ruolo dovrebbe e potrebbe emergere.

Dzeko deve poter andare in panchina

Anche perché non è assolutamente scontato che nella prossima stagione il centravanti della Roma sia Dzeko. Le sirene inglesi sono stato respinte con perdite, ma tra i papabili per la cessione praticamente imposta dei paletti del Fair Play Finanziario, resta comunque anche il suo nome. Ma, indipendentemente dal mercato, la Roma deve imparare a fare a meno della rassicurante presenza del Cigno di Sarajevo. Nel turnover quasi scientificamente applicato nella prima parte di stagione (e molto meno a partire da dicembre) l’unico punto fermo assieme ad Alisson è sempre stato l’attaccante, che ha continuato a dare il suo contributo, ma che ha mostrato anche segni di stanchezza perlomeno comprensibili.  Ecco perché, con gli ottavi di Champions League alle porte, è necessario potersi permettere il lusso di lasciarlo riposare almeno per un turno.

Defrel, vice-Dzeko solo sulla carta?

Il dubbio per il tecnico della Roma è legato a chi può sostituire il numero nove. Basandosi sul mercato estivo, il prescelto dovrebbe essere Gregoire Defrel, arrivato a Roma con l’etichetta di vice-Dzeko ma quasi mai utilizzato nel ruolo. Il francese si è finalmente sbloccato, per gentile concessione proprio del bosniaco, che gli ha lasciato battere il calcio di rigore del definitivo 5-2 contro il Benevento. Per una partita esterna contro una squadra organizzata come l’Udinese, la sua presenza al centro dell’attacco potrebbe sparigliare i piani, dato che quasi certamente Oddo si aspetta che i suoi centrali debbano prendersi cura di una punta che giochi spalle alla porta. Se invece l’attacco giallorosso dovesse essere guidato dal numero 23, i bianconeri dovrebbero preoccuparsi molto di più di non lasciare la profondità alla squadra di Di Francesco.

Schick, l’ipotesi più affascinante

L’opzione più affascinante resta però quella di schierare come prima punta Patrik Schick.  Il tecnico giallorosso non ha sciolto le riserve riguardo un suo eventuale impiego, ma lo ha descritto in ottima crescita e l’impressione è che, tra le partite di questo mini ciclo invernale della Roma, quella contro l’Udinese sia una delle migliori per poter provare a schierare il ceco al centro dell’attacco. In realtà in settimana l’allenatore ha anche suggerito che con il cambio di modulo Schick potrebbe anche rappresentare un’ipotesi interessante come trequartista nel 4-2-3-1,  ma considerando che la trasferta friulana vedrà il ritorno in campo di Radja Nainggolan, appare decisamente complicato pensare che il numero 14 si possa prendere quella posizione di campo.

Quel che è certo è che la Roma di Di Francesco deve, volente o nolente, imparare a giocare anche senza Edin Dzeko. La presenza di un campione non può essere mai un limite o un problema, ma dato che le vie del calcio sono infinite è sempre meglio sapere di avere un piano B o C. Che nel caso della Roma all’occorrenza può trasformarsi in D, come Defrel, o addirittura in S, come Schick.

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