Per la Roma è durissima, Però…tti si può fare

Per la Roma è durissima, Però…tti si può fare

Nella notte dell’Olimpico, quando servirà di nuovo gettare il cuore oltre l’ostacolo e almeno tre palloni dietro la schiena di Karius, l’argentino può essere l’uomo chiave di una rimonta quasi impossibile.

di Redazione Il Posticipo

Come si recupera un passivo di cinque reti? Intanto si mette in campo Diego Perotti, poi ci si organizza. Missione compiuta a metà, anzi a due quinti, anche perchè non si poteva certo sperare che il solo ingresso dell’argentino potesse di colpo mettere le ali alla Roma e rintanare il Liverpool. Ma ha funzionato e potrebbe farlo di nuovo. Nella notte dell’Olimpico, quando servirà di nuovo gettare il cuore oltre l’ostacolo e almeno tre palloni dietro la schiena di Karius, il Monito, la scimmietta, può essere l’uomo chiave di una rimonta difficile. Quasi impossibile. Però…tti, mai dire mai.

UOMO CHAMPIONS – Anche perchè il numero 8 è il vero uomo Champions di questa Roma. Se i giallorossi sono lì a giocarsi l’accesso alla finale, di base devono molto a lui. Anzi, a quella rete a tempo ormai scaduto nel giorno dell’addio al calcio di Francesco Totti. La marcatura che ha spedito la squadra di Di Francesco direttamente ai gironi, invece che costringerla allo stillicidio dei preliminari, già persi malamente un anno prima. E anche il primo posto nel girone, che nonostante la gran vittoria con il Chelsea non era ancora chiuso all’ultima partita, porta la sua firma con il gol al Qarabag. Se c’è chi può fare un altro miracolo, quello è Perotti.

ROMA SPUNTATA – Per avere la meglio di una difesa del Liverpool che nel finale ha confermato di non essere propriamente irresistibile, Di Francesco ha provato tre armi diverse da affiancare a Dzeko. Prima la velocità di Under. Esperimento fallito, perchè nonostante il piccolo turco si sia impegnato su entrambi i lati, ha trovato davanti a sè due terzini scattanti, che non gli hanno mai lasciato quel vantaggio che dall’altro lato di campo Salah si è preso con la forza su Juan Jesus. Poi nella ripresa il tecnico ha lanciato la carta Schick, che con i suoi movimenti ha creato qualche problema, ma è stato comunque imbrigliato dai centrali, quasi sempre ben posizionati. E poi, quando sul 4-0 c’era davvero poco da perdere, è arrivato il momento di Perotti.

DIFFICILE, MA… – Che ha dimostrato in venti minuti scarsi cos’è che dovrà fare la Roma nella partita di ritorno. Cercare l’uno contro uno, la specialità della casa, per creare la superiorità numerica. Le due reti sono arrivate su lancio a scavalcare e su calcio di rigore, ma è stato evidente che Alexander-Arnold non ha le capacità per tenere Perotti nel duello individuale. Gli affondi del Monito hanno creato parecchi grattacapi alla difesa dei Reds, sempre più disunita sotto i suoi assalti. Se c’è una fiammella di speranza, se i tifosi possono sognare ancora un’altra notte leggendaria come quella contro il Barça, il merito è in buona parte dell’argentino. Che al ritorno è atteso all’esame forse più importante della sua carriera. Se riuscirà a trascinare di forza la Roma verso Kiev, diventerà mito. Difficile, certo. Però…tti, si può fare.

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