La Roma-Liverpool di tutti

La Roma-Liverpool di tutti

Uno stadio troppo piccolo per una passione così grande. Fosse dipeso dai tifosi, a sostenere la Roma contro il Liverpool ci sarebbero state centinaia di migliaia di persone. Ma non si può. E quindi, come si vive la partita?

di Redazione Il Posticipo

Uno stadio troppo piccolo per una passione così grande. Roma si è di nuovo svegliata ammantata di giallorosso. La campagna lanciata da Monchi, “coloriamo la città” ha avuto un effetto incredibile. Balconi decorati con drappi, bandierine che spuntano qua e là, sciarpe e magliette. Nessuno vuole e può mancare all’appuntamento con la storia e, forse, con la vendetta di un dramma sportivo di ormai trentacinque anni fa. Eppure, per forza di cose, molti mancheranno. Almeno all’Olimpico. Fosse dipeso dai tifosi, ci sarebbero state centinaia di migliaia di persone. Ma non si può. E molti vedranno la partita altrove. Sì, ma dove?

SCARAMANZIA – Ed ecco che entra in gioco la Roma-Liverpool di tutti, l’evento che coinvolge e sconvolge una città intera. Ma non solo. Le bandiere sono spuntate ovunque, in Italia e nel mondo. E cosa faranno tutte queste persone quando il signor Skomina fischierà l’inizio del match? Semplice. La stessa identica cosa che hanno fatto la sera di Roma-Barcellona. Stessa strada, stesso posto, stesso bar. Ma anche stesso divano, stessa compagnia, addirittura stesso menu, perchè non è vero ma ci credo. In casi come questo, la scaramanzia batte decisamente la razionalità. Neanche a dirlo, possibilmente per 3-0 o 4-1. Serve un remake perfetto di quella serata, in campo e fuori. E quindi tanto vale dare il proprio contributo.

CULLA SUD – E man mano che si avvicina la partita, sale la tensione giallorossa. Non si parla d’altro da giorni, ma questo è IL giorno. Una partita che sembra nata…in Culla Sud, dato che molti di quelli che oggi attendono spasmodicamente la vendetta calcistica quel giorno del 1984 non erano neanche nati. Ma sono stati cresciuti nel mito di Falcao e Di Bartolomei, di Conti e Nela e non possono non sentire anche loro la spinta emotiva delle vecchie generazioni. Che ritirano fuori i biglietti di quella sfortunata sfida, che rivedono ancora Grobbelaar ballare sulla linea di porta e il pallone calciato da Graziani volare alto dopo aver scheggiato la traversa. È la loro partita.

CREDERCI – Ma anche quella di chi, dopo alcune batoste europee rimaste negli annali, ora nei libri di storia può finirci davvero. La Romantada contro il Barça insegna che tutto è possibile, anche se il Liverpool arriverà molto preparato alla sfida. Di Francesco, semifinale al primo anno in Champions League, predica calma e convinzione, nella consapevolezza che bisognerà rendere la vita molto difficile alla squadra di Klopp per realizzare un altro miracolo. Ma chi non ci crede può benissimo stare a casa. Soprattutto chi non ci ha creduto già contro i catalani. Ma mi raccomando. Stesso divano, stessa compagnia, stesso menu anche per lui. In fondo, non si sa mai…

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